Eolo il re dei venti regalò ad Ulisse un otre che li conteneva tutti salvo uno, quello che lo avrebbe portato ad Itaca. Ma mentre l’eroe dell’Odissea dormiva, l’equipaggio della sua nave, credendo che l’otre contenesse oro e pietre preziose, lo aprì, facendo fuggire tutti i venti che conteneva: si scatenò così una tempesta che riportò la nave di Ulisse lontano dalla sua isola e lo costrinse ad altri anni di peregrinazioni. Questo mito potrebbe essere un’allegoria di ciò che sta accadendo con i “mulini a vento” prima considerati come la panacea di tutti i mali e che adesso stanno rivelando il loro lato oscuro. In effetti l’energia eolica viene presentata da politici e media come la salvezza della transizione energetica, si suppone che salvi il clima, crei posti di lavoro e porti a un futuro “verde”, ma la realtà documentata in un libro del fisico Peter Mayer e del giornalista Torsten Engelbrecht, Die Windkraft Lüge, la menzogna delle turbine eoliche, dice tutt’altra cosa. Questo lavoro riunisce le analisi e gli studi più importanti degli ultimi anni sugli impatti reali su salute, fauna selvatica, vegetazione, oceani, atmosfera ed economia. Basandosi su misurazioni, leggi fisiche e studi sottoposti a revisione paritaria, delinea un quadro chiaro: l’energia eolica non è un contributo sostenibile, bensì un disastro ecologico, sanitario ed economico.
In primo luogo le turbine eoliche estraggono energia cinetica dall’atmosfera circostante, la convertono in elettricità e calore nel generatore e, inoltre, producono turbolenza e infrasuoni. Secondo le leggi di Bernoulli della fluidodinamica, la pressione e la velocità del flusso d’aria diminuiscono, con conseguenze misurabili per la vegetazione, l’evaporazione e il clima. Dal momento che la densità energetica delle pale è di diversi ordini di grandezza inferiore a quella dell’energia idroelettrica, del carbone o dei combustibili nucleari, comporta un enorme fabbisogno di terreno, la compattazione del suolo e velocità estreme delle punte delle pale, pari a diverse centinaia di km/h. Questa conversione non è un gioco a somma zero per l’ambiente locale. Gli infrasuoni (al di sotto dei 20 Hz) non sono un effetto collaterale, ma una diretta conseguenza dell’aerodinamica. Ad una velocità di rotazione tipica di 15 giri al minuto e con tre pale, la frequenza di ripetizioneè di 0,75 Hz. La lunghezza d’on da corrispondente è di circa 457 metri. Tali onde penetrano negli edifici, subiscono una scarsa attenuazione e si propagano per chilometri. I meccanismi che ne determinano la generazione includono il distacco del flusso d’aria all’ombra della torre, la compressione periodica della massa d’aria tra la pala e la torre e i vortici all’estremità delle pale. Il libro documenta studi che descrivono gli effetti cellulari: alterazione della microcircolazione, stress cellulare, aumento del cortisolo e disturbi del metabolismo del calcio e dell’energia. Uno studio epidemiologico condotto da Vahl e Dietz nel distretto di Paderborn ha confrontato i comuni con un esteso sviluppo dell’energia eolica (fino a 533 MW) con aree di controllo prive di mulini a vento: l’incidenza di nuovi casi di insufficienza cardiaca e aritmie potenzialmente letali è aumentata in modo altamente significativo, con incrementi compresi tra il 20 e il 68%.
Inoltre le turbine eoliche interferiscono con la comunicazione infrasonica di numerose specie e causano la morte di massa di uccelli e pipistrelli per impatto diretto o barotrauma. Il tasso di mortalità delle uova di uccelli e galline aumenta in prossimità delle aree con i parchi affollati di turbine. Diversi studi documentano una riduzione della diversità e della produttività vegetale. Uno studio di Zhao et al. (BMC Ecology and Evolution, 2025) condotto nella Mongolia Interna mostra che i parchi eolici diminuiscono la diversità delle praterie, alterano i tratti funzionali e riducono significativamente la produttività. La causa risiede nell’alterazione dei microhabitat: minore contenuto di acqua nel suolo, minore quantità di sostanza organica e minore disponibilità di nutrienti. I parchi eolici offshore dal canto loro riscaldano l’acqua di mare e l’aria, alterano i modelli di vento e precipitazioni, deviano la pioggia dalla terraferma. Il libro include calcoli sugli effetti locali del riscaldamento globale e mette in evidenza la combinazione particolarmente problematica con i data center. Per giunta le pale dei rotori richiedono enormi quantità di legno, compreso quello proveniente dall’Amazzonia provocando la deforestazione e finendo per distruggere gli ambienti che sono serbatoi di carbonio. E rimane irrisolto il problema dello smaltimento: le pale del rotore sono realizzate in materiali compositi contenenti fibre simili all’amianto così che quando si rompono o si usurano, rilasciano particelle di microplastica e PFAS (“sostanze chimiche persistenti”) nel suolo, nell’acqua e nella catena alimentare, risultando rilevabili nella fauna selvatica e nei molluschi.
Dal punto di vista economico, persiste l’illusione dell’elettricità a basso costo. i valori usuali (intorno ai 35 €/MWh) non tengono conto dei costi di sistema della generazione intermittente: mancanza di inerzia del sistema, controllo della frequenza, supporto di tensione, espansione della rete, centrali elettriche di riserva e sovrasviluppo massiccio. Le analisi che includono questi costi aggiuntivi reali, ma non presi in considerazione nella stampa, giungono a incrementi compresi tra il 135 e il 235%, con importi effettivi di consegna che superano di gran lunga i valori pubblicizzati. Così, mentre le bollette aumentano, il mercato si è in gran parte trasformato in un modello di investimento guidato dal profitto e sostanzialmente sorretto da contributi pubblici, tanto che la diminuzione dei sussidi sta già portando al fallimento di alcuni progetti. Via col vento si potrebbe dire.


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