L’ Uv-a sultanina

100_0668Scusate ma proprio non ce l’ho fatta a resistere, la cosa è troppo divertente, troppo stupida e al tempo troppo pateticamente rivelativa dello stato di anoressia mentale nella quale ci stanno mettendo per “difendere” la narrativa pandemica e i terrori delle seconde ondate. Il Corriere della Sera pubblica con grande rilievo uno studio di diversi istituti facenti capo all’Università statale di Milano, secondo cui il coronavirus sarebbe  inattivato in pochi secondi dai raggi ultravioletti di tipo C:  sinceramente non posso credere di averlo letto davvero perché è universalmente noto che tutti i virus e anche i batteri sono inattivati o distrutti da questi raggi tanto che all’insaputa dei signori che hanno condotto tale immortale ricerca, la sterilizzazione mediante ultravioletti C è ormai massicciamente usata in molti settori industriali, negli ospedali, nelle aziende alimentari, per le piscine e ormai esistono anche numerosi sistemi per la disinfezione casalinga. Se bazzicassero su Amazon chissà quante altre cose scoprirebbero.

Ma non basta: si è detto che si tratta di Uv C, cioè di quei raggi che sono debolissimi al suolo perché vengono intercettati quasi completamente dall’atmosfera e tuttavia con un salto logico e una bella capriola scientifica si arriva a sostenere,  per pura analogia, che l’aumento estivo di raggi Uva e Uvb che in ogni caso sono meno filtrati dall’atmosfera, si possano ridurre significativamente i contagi e dunque in spiaggia potrebbe non esserci bisogno sarebbe bisogno di mascherine. Ma questo varrebbe anche durante tutto l’anno perché l’indice Uv varia più in relazione alla copertura nuvolosa e all’ora piuttosto che con la stagione. Insomma si va un po’ a tentoni per cercare di salvare il salvabile, di rassicurare, ma anche di tenere la paura sottotraccia, perché è ovvio che il senso di questi zibaldoni di sconcertante banalità – e che in quanto tali hanno fatto immediatamente il giro del web –  è quello di far intendere che una volta finita l’estate ecco che ricomincia il pericolo. Ci sarebbe anche da dire a questo proposito che proprio le mascherine potrebbero proteggere il virus dai raggi solari e che è comunque un bene esporsi al alla luce e al sole piuttosto che rimanere detenuti in casa, ma è inutile  introdurre una qualsiasi razionalità in una narrazione che ormai ha le cadenze della paranoia, della favola e della farsa insieme.

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