Tira aria di Diaz

108095-sdForse la vicenda del coronavirus non è nata come macchinazione narrativa , è forse stata determinata inizialmente dal panico e dalla consapevolezza che il famoso piano pandemia fatto nel 2010 e mai aggiornato era ormai irrealizzabile visti i tagli alla sanità che nel frattempo erano intervenuti. Ma poi narrazione paradossale lo è diventata quando si è capito che creando un assurdo terrore per una sindrome influenzale si sarebbero potute ottenere molte cose dal punto di vista della messa in mora della democrazia e del controllo che non sarebbero mai state possibili altrimenti. Che si sarebbero potute portare a termine – tanto per fare l’esempio italiano –  operazioni come quelle del Mes che in momenti normali avrebbero richiesto un prezzo politico troppo alto e che adesso invece viene invocato come ultima possibile spiaggia di una catastrofe economica totalmente indotta in maniera artificiale. Così si è arrivati a un blocco del Paese ingiustificato sia dal punto di vista sanitario che economico persino anche dando credito ai dati truffaldini che vengono sfornati quotidianamente e che di fatto attribuiscono al coronavirus qualsiasi decesso tra quelli che normalmente avvengono. E forse qualcuno in più dovuto al cedimento dell’assistenza sanitaria che oggi trascura tutte le altre patologie, anche quelle più gravi e alla stessa segregazione che impedisce cure tempestive in caso di infarto o di altri problemi cardiovascolari.

E vedete, se la segregazione fosse davvero giustificata, le forze dell’ordine e i militari sempre più numerosi nelle città usato come sgherri che naturalmente la violano in continuazione diventando semmai  il principale veicolo di contagio dopo gli ospedali, avrebbero un altro atteggiamento nei confronti dei cittadini. Cercherebbero di dialogare e di convincere, di capire la differenza tra situazioni pericolo e non (vedi la lettera dei magistrati della Valle d’Aosta), invece hanno subito imboccato la strada della tracotanza contro i più deboli e dell’abuso di autorità che surfeta all’abuso di autorità di Conte, fanno verbali salatissimi e inammissibili a gente ormai senza lavoro forse per riempire le casse comunali a corto di multe per divieto di sosta e insomma sembrano trattare i cittadini che dovrebbero aiutare  come prigionieri di un campo di concentramento arrivando a fare persino irruzione nelle chiese per impedire funzioni con una decina di fedeli certamente più distanti tra loro che in un supermercato, ovvero nel luogo dei nuovo culto.  Tutte cose che ovviamente possono fare nell’anonimato esattamente come accade per i pestaggi durante le manifestazioni. Solo che in quei casi subentrano logiche quasi automatiche difficili da tenere a freno, mentre inseguire uno che corre solitario su una spiaggia o circondare l’anziano che va a fare la spesa divertendosi a torturalo con un nonnismo inverso, multare di 1000 euro chi accompagna la figlia in visita specialistica  asserendo che avrebbe dovuto prendere l’autobus è tutta un’altra cosa, mostra un animus che non ha giustificazione. Insomma nella parte peggiore delle forze dell’ordine  si sta facendo strada una sindrome da scuola Diaz dove sentimento di impunità, spirito di corpo, voglia di far valere un potere insperato senza peraltro rischiare proprio nulla dal punto di vista epidemiologico, sta prendendo sempre più piede.

Questo però non accadrebbe se davvero si fosse chiuso il Paese per far fronte a un’epidemia e quindi ci si sentisse in qualche modo solidali e partecipi di qualcosa che coinvolge tutti: in qualche sublimine si è capito o sarebbe meglio dire intuito con l’istinto del lupo che tutto questo serve solo ad aumentare il potere di controllo sui cittadini, a metterli l’uno contro l’altro in maniera che si indeboliscano e dunque si agisce di conseguenza: l’atteggiamento che viene usato nei controlli per quanto odioso e censurabile non è affatto fuori luogo, corrisponde invece chiaramente alla cosa in sé e  smaschera la sua falsa narrazione. E’, come dire, un atteggiamento realistico e solo i fumatori d’oppio possono non accorgersene, almeno fino a che non saranno costretti a vendersi  la pipa e i fumi dell’emergenza sanitaria non si saranno dispersi lasciando intravvedere le rovine.

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