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Guerra e xenofobia cosmopolita

IMG_03331Sapete, comincio a pensare che Hitler e la sua banda di omo razzisti fossero dei dilettanti: la loro aberrazione era quella di voler sterminare gli ebrei che pure erano la parte più vitale del mondo tedesco e altre minoranze assortite esterne e interne in nome di un stato assoluto con alla base la fantomatica razza. Assurdo e atroce, oltre che idiota, una vampata di follia disumana. Eppure tutto questo, anche numericamente parlando, è nulla di fronte agli stermini cosmopoliti a cui si è assistito dopo la guerra mondiale da parte delle oligarchie Usa, frutto di una sorta di xenofobia  individuale che predica l’ esistenza lo sfruttamento dei “perdenti”, vera e propria razza portata geneticamente alla punizione di se stessa, oltre che  la totale noncuranza nei loro confronti, anche se poi  con ipocrisia sottintesa possono rientrare in questa guerra infinita non solo singoli, ma anche gruppi, classi, comunità etniche e Paesi che non si adeguano. Non ci sono confini o coerenza sono confini per una sorta di razzismo sociale nei confronti di chi è povero o muore di fame, vive nel bisogno o può essere impunemente depredato in nome di qualche nobile ideale.

Capisco che questa tesi possa apparire estrema e tuttavia gli ultimi eventi siriani con la propalazione urbi et orbi di eventi tragici, privi di qualsiasi prova al solo scopo di innescare di nuovo la guerra, con il rischio che essa diventi globale, conducono in questa direzione. Assistiamo al macabro balletto di un potere che agisce al di fuori di ogni regola e che cerca il conflitto sapendo di avere gli anni contati prima dell’implosione del sistema finanziario che lo sorregge e della perdita da parte degli Usa della supremazia militare. Del resto sono le cifre che parlano, quelle dell Unicef, dell’Ocse, dell’Onu e di decine di altri istituti ufficiali e ricerche accademiche: dal 1945 ad oggi ci sono stati in tutto il pianeta 248 guerre e 201 di esse sono state cominciate dagli Usa per il controllo delle risorse oppure in nome della geopolitica, mentre tali conflitti hanno fatto oltre 30 milioni di morti in gran parte civili (una percentuale che oscilla tra l’85 e il 90%), secondo quanto riporta l’ American Journal of Public Health. Del resto gli Stati Uniti  hanno il 41% delle spese militari globali contro il 4,4 e l’8,2 per cento di Russia e Cina, con oltre 800 basi sparse ovunque e ogni anno spendono per mantenere questo esercito di occupazione planetaria sei volte la cifra necessaria a evitare che 15 milioni di persone, tra cui 11 milioni di bambini muoiano di fame. Naturalmente si tratta di un sistema elefantiaco ed enfatico, aperto ad ogni torsione e corruzione di mercato che rischia di rivelarsi inefficiente, come ho spesso mostrato, ma questo è un altro discorso, ciò che conta è l’intento.

Se anche le vittime in Siria fossero reali come Carton Mattarella sembra credere, se anche venissero proposte prove convincenti, se non ci si ritrovasse verosimilmente di fronte all’ennesima replica delle armi di distruzione di massa di Saddam, l’indignazione della claque mediatica e delle segreterie di stato occidentali sarebbe eticamente perversa come le lamentazioni del comandante di Auschwitz per l’agguato a un kapò.  D’altronde negli Usa stessi, nonostante il conflitto sia scatenato anche contro la stessa popolazione non si ha la minima percezione di tutto questo ed è quindi difficile che possa avere un peso politico coerente, neanche quando le libertà costituzionali vengono soffocate: lo stato di incultura generale collegato al lavaggio del cervello con gli afrori della mitologia americana (peraltro adottata oggi anche dall’Europa)  quale legittimazione e giustificazione delle disuguaglianze sociali, lo rende impossibile. Chi ha possibilità di rendersene conto, sostanzialmente i membri dell’elite di potere allargato sono anche gli stessi che ne traggono vantaggio. Ecco perché ho pochissime speranze nelle possibilità di pace: più esse crescono nelle aspirazioni e nella consapevolezza e più chi ha paura di un mondo in cerca dell’uguaglianza tradita accelera sulla guerra.

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16 responses to “Guerra e xenofobia cosmopolita

  • Anonimo

    in attinenza con il presente post de ” ilsimplcissimuss” si può leggere l’articolo:

    MOBILITÀ DEL CAPITALE È GUERRA TOTALE

    sul sito comidadpunto org .

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    • Anonimo

      dal quale articolo:

      “Ma finché a correre ai ripari saranno estemporaneamente dei generali o degli improvvisatori come Orban, i pericoli di guerra non potranno certo diminuire. Occorrerebbe un antimperialismo che avesse chiaro il legame tra la libera circolazione dei capitali, la destabilizzazione e la guerra.”

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    • jorge

      Chissà se qualcuno ricorda che un certo Lenin definiva l’imperialismo come “esportazione di capitali” ( in Imperialismo fase suprema del capitalismo)

      Il criterio resta valido, ma con qualche aggiornamento, infatti oggi la Cina esporta i guadagni ottenuti grazie al suo surplus commerciale, e li esporta comprando titoli del tesoro degli Stati Uniti. Sembrerebbe che, esportando,ed in misura enorme, capitali negli Usa, la Cina opprima gli Usa stessi con il proprio imperialismo

      Chiaramente, è invece la Cina ad essere subordinata agli usa in senso imperialistico. Come ridefinire oggi la nozione di imperialismo, tenendo comunque nel giusto conto la esportazione di capitali ?

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  • Anonimo

    “dal 1945 ad oggi ci sono stati in tutto il pianeta 248 guerre e 201 di esse sono state cominciate dagli Usa”. Facciamo un po’ di aritmetica: 2017-1945=72 (provare per credere). Quindi, in 72 anni, gli USA avrebbero cominciato, secondo l’Autore, 201 guerre. Che fa: 201:72=2.8 guerre/anno. Che significa: 1946, 2.8 guerre; 1947, 2.8 guerre; 1948, 2.8 guerre, 1949…Non è che l’Autore ha incluso nei suoi dati anche le liti condominiali?

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  • jorge

    @-Diderot Ti rispondo non per polemizzare, per quanto presumibilmente le nostre posizioni siano alquanto diverse.

    Circa il nazionalsocialismo, io ho una conoscenza diretta e profonda della Gerrmania, e non hanno mancato di stupirmi delle cose, osservate in quella nazione, del tutto non compatibili con la storia ufficiale. Ad es,

    Si vedono talvo,ta nelle città tedesche delle persone dall’aria chiaramente non tedesca, potrebbero essere simili a degli egiziani, ed in genere dall’aria economicamente malmessa. Uno pensa che siano degli immigrati degli anni 50 o 60, ma poi ti accorgi che essi parlano un tedesco perfetto ma proprio perfetto ed anche un pò retrò,sicurissimamente madrelingua

    Tedeschi anche di sinistra, in un caso addirittura del DKP, mi spiegarono che erano quegli ebrei rimasti in Germania durante il nazismo, troppo poveri per andare via emigrando. Il mio stupore fu grande, ma non sarebbero stati messi immediatamente a morte o in un lager ? Evidentemente no, i miei interlocutori davano per scontato che degli ebrei potessero rimanere in Germania sotto Hitler, sempre che non si esponessero politicamente

    Un altra esperienza stupefacente , la ebbi in un piccolo paesino di campagna, Schwabische Region, 800 abitanti. Li, vi erano nelle campagne ancora i residui di una fabbrica Messerschmitt (aereolpani). Durante la guerra gli uomini non al fronte, ed anche le donne, lavoravano in prevalenza in quegli stabilimenti, per cui nelle campagne diventava necessaria la presenza di lavoratori coatti Alcuni spagnoli che lo erano stati durante la guerra, tornavano ogni anno in questo paesino, i locali erano a loro molto affezionati e viceversa. . Era a fine anni 80, ed ancora a fine anni 90, uno di questi spagnoli era in contatto epistolare con una anziana donna del luogo, non potendosi i due spostare per la eta troppo avanzata. Dei locali mi dissero che la donna da giovane era stata amante dello spagnolo, e la loro relazione era continuata per pochi giorni ogni anno, in occasione della visita suddetta. Ebbi modo di leggere una di queste lettere, trapelava una grande relazione di affetto ed amicizia, per la donna ormai vecchia e per il paese tutto. A rigore di storia ufficiale, gli spagnoli sarebbero dovuti essere maltrattatissimi, sfruttati, appunto delle vittime della organizzazione Todt, in tutta evidenza essi erano stati a lavorere nei campi trattati dai tedeschi come delle persone di famiglia.

    Con questi racconti, voglio semplicemente dire che la storia la scrivono i vincitori, e quindi bisogna farci sempre attenzione, indubbiamente il sionismo ha voluto descrivere le persecuzioni ed i morti che davvero cui sono stati per legittimare la occupazione della palestina a danno dei popoli arabi, in questo supportati dagli americani che vedevano in israele un utile cane da guardia in quella regione petrolifera
    ———————————
    Quanto però al complotto talmudista, o al piano kalergi, bisogna altrettanto evitare pregiudizi e personalizzazioni di processi dovuti a dinamiche storiche molto piu profonde. Ad esempio, si sa che il capitalismo si deve sempre allargare a causa della la caduta del saggio di profitto

    la produttività espelle manodopera per produrre la tessa quantità di merci, si riduce la base operaia o il lavoro necessario, insieme al prezzo delle merci calano anche i profitti. Meno operai, meno tempo di lavoro non pagato o profitti, la concorrenza non lascia altri margini.

    Allora bisogna investire ad es. il doppio e raddoppiare la produzione per avere gli stessi profitti di prima con unità di prodotto meno costose. Ma i mercati devono anche essi allargarsi e raddoppiare, se no il gioco non funziona. Ecco che progressivamente si forma il mercato mondiale, la globalizzazione, che è il portato oggettivamente necessario del capitalismo.

    Poi, per realizzare questa cosa, la borghesia capitalistica ordirà senza dubbi dei complotti per rovesciare gli stati che non si vogliono aprire ed andare incontro ad espropriazione economica, ordirà dei complotti per far accettare alla gente normale la concorrenza tra lavoratori di tutto il mondo che così si impoveriscono, ma tali complotti servono per affermare una esigenza che muove dalle leggi impersonali del capitalismo, i complotti sono una strategia politica ma la loro ragion d’essere e nelle leggi impersonali del capitalismo che sono dettate dalla concorrenza Altrimenti, non si capirebbe come mai i complotti riescano così tanto ad imporsi, non si possono eliminare i complotti per tornare ad un capitalismo sano, i complotti sono una eruttazione del capitalismo stesso, e se si vuole cambiare musica, questo deve venire superato altrimenti i complotti avranno sempre ragione di noi

    Il piano Kalergi, esprime le necessita di fondo del processo capitalistico ovvero lamondializzazioneo mercato mondiale., Anche quando Kalergi immagina che tutta la umanità deve diventare omogenea, fisicamente come degli egiziani quale media statistica delle varie colorazioni, esso di fatto sta dicendo che una umanità del tutto omogenea è funzionale a consumi del tutto e dappertutto omogenei. Ovvero,adatti alle grandi concentrazioni produttive e finanziarie che risultano dalla necessità che hanno le imprese capitalistiche a concentrarsi , giacche solo le grandi dimensioni ed i grandi investimenti contrastano la caduta del saggio di profitto

    tempo fa si osservava che la frutta diventa sempre piu omogenea di qualita e dimensioni, addirittura in giappone ed un usa i meloni sono piccoli e quadrati, adatti cioe al trasporto nelle cassette che altrimenti risulterebbe meno economico, Ecco Kalergi era un lungimirante che complottava per realizzare la tendenza e le necessità di fondo del capitalismo, ridurre tutto ad un complotto senza radici nel movimento reale e dovuto al Talmud è piuttosto irrealistico, e non consente di contrastare in radice certi fenomeni che tutti detestiamo, la radice ovviamenteè il meccanismo di fondo della accumulazione capitalistica.
    Come le merci diventano tutte omogenee a causa della concentrazione ( ineliminabile nel capitalismo) e si perde la biodiversità, la umanita tutta simile agli egiziani propugnata da Kalergi, e la stessa omogeneizzazione dal lato del mercato o dei consumatori. Infatti, il capitalismo non riduce l’uomo a merce ?

    Ripeto, non voglio polemizzare con Diderot, che leggo sempre con attenzione, e neanche convincere questi o dare vita ad una interminabile ed estenuante discussione, ma mi interesserebbe una sua risposta meditata

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    • jorge

      Per evitare fraintendimenti, specifico, gli spagnoli erano stati catturati in Francia, dove molti spagnoli erano finiti come sfollati durante la guerra civile del loro paese, alcuni ovviamente erano antifascisti, alcuni poterono tornare nelle loro paese alla fine della guerra, altri tornarono e rimasero definitivamente in Francia

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  • Guerra e xenofobia cosmopolita | Il simplicissimus | NUOVA RESISTENZA antifa'

    […] Sorgente: Guerra e xenofobia cosmopolita | Il simplicissimus […]

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  • diderot39

    E dalli con gli stereotipi. Il Nazional Socialismo merita tutte le possibili critiche, sociologiche, filosofiche, pratiche etc. Ma Hitler non voleva “sterminare gli ebrei.” Voleva trasferirli da un’altra parte, per motivi la cui esposizione esula dal contesto di questo blog.
    La questione non si limitava alla Germania. Basta leggere i due volumi di Soljenitzin “Two Hundred Years Together” (curiosamente disponibili in forma stampata solo in francese – almeno fino a un anno fa), per rendersi conto dei motivi delle discusse e/o percepite difficoltà di convivenza con la setta talmudica.
    L’obiettivo del Nazional Socialismo era di trasferire gli ebrei da un’altra parte, in Palestina per esempio.
    Chi e’ interessato può visionare il video della prima parte della Distruzione di Dresden, (https://youtu.be/_V8aV5l5f9k) dove anche si vede una foto della medaglia nazista del 1933, portante da un lato la svastica nazista e dall’altra la stella di Davide. Medaglia commemorativa dell’accordo per il trasferimento di ebrei in Palestina.
    Inoltre, inoppugnabile documentazione storica dimostra il paradosso che i primi finanziatori di Hitler erano i capi ebrei di due grosse banche tedesche. Vedasi, nello stesso video, la lettera di Bruening a proposito. Bruening fu l’ultimo presidente del consiglio della Repubblica di Weimar e certamente un nemico dell’ hitlerismo.
    Consiglio a vuoto, lo so, ma e’ meglio documentarsi prima di sentenziare. Perchè distorsioni storiche, anche se fomentate dalla meglio organizzata propaganda mondiale, riducono a priori la credibilità del credibile, come peraltro e’ credibilissima la sostanza del resto dell’articolo.

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  • apoforeti

    L’ha ribloggato su terzapaginae ha commentato:
    Assistiamo al macabro balletto di un potere che agisce al di fuori di ogni regola e che cerca il conflitto sapendo di avere gli anni contati prima dell’implosione del sistema finanziario che lo sorregge e della perdita da parte degli Usa della supremazia militare.

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  • jorge

    il simplicissimus, però, non ci spiega mai come mai e come secondo lui, ci sarebbe stato questa presa del potere della finanza.
    Capisco i ventenni che votano Grillo, però il Simplicissimus dovrebbe ricordare che fino a poco più di 10 anni fa, tutti esaltavano le banche e la finanza americana, si diceva :

    Negli Usa le banche finanziano anche chi non ha una lira un dollaro o un copeco, basta avere una buona idea imprenditoriale, da noi ti chiedono delle proprietà immobiliari come garanzia

    Negli Usa tu puoi comprare una casa anche se hai un lavoro precario, la banca ti fa il mutuo egualmente, da noi la casa la può comprare solo chi e anziano ed ha già un’altra casa da dare in garanzia

    Il sistema europeo e ingessato , quello americano dinamico e adatto ad una società giovane. Ed il più bello è che a dire tali cose erano proprio quei piccoli imprenditori che oggi sono i più duri a criticare la finanza

    Come si capisce da quanto detto, la finanziarizzazione per moltissimo tempo e stata vista come un fattore positivo da quanti oggi la criticano, essa al fondo significa solo che la azioni, emesse sulla base di altre azioni e vendute dappertutto come investimento remunerativo, drenavano il risparmio dai privati, e non solo, e lo fornivano ad aziende che grazie a questo finanziamento potevano crescere e svilupparsi

    Per molto tempo le imprese davvero crescevano e si sviluppavano, e lo facevano nel tempo, generando a posteriori un valore corrispondente alle azioni precedentemente messe in circolazione. Il cerchio si chiudeva positivamente per tutti, risparmiatori che vedevano remunerato l’investimento, aziende che crescevano ed assumevano, lavoratori che divenivano un mercato di sbocco e potevano quindi consumare.

    Rispetto ad deficit pubblici insostenibili del periodo keynesiano, era una dinamica seria sostenibile e produttiva di valore, il moderno complemento della produzione. .
    Neanche si può pensare che il meccaniismo trascendesse nella speculazione ad opera delle banche o dei fondi di investimento, se cartolarizzi precedenti cartolarizzazioni avvicinandoti sempre piu a titoli spazzatura, questi diventano progressivamente meno redditizi perchè sempre più lontani dalla reale produzione di valore, che sempre meno riesce a remunerarli .
    Lungo questo scemare della remunerazione, che periodicamente viene fatta con denaro vero, gli investitori e soprattutto il cosiddetto parco buoi, abbandonerebbero l’investimento e chi lo ha costruito (banche, fondi) si ritroverebbero a non avere più risparmio da gestire. E’ troppo semplicistico incolpare banche, fondi, in fondo neanche per loro la finanza speculativa è un buon affare, dal punto di vista della economia borghese questi soggetti agivano in maniera corretta, e non a caso venivano esaltati come svecchiatori di una economia che finalmente diventava democratica

    La verità e che nel meccanismo di fondo del capitalismo agisce una contraddizione per cui l’investimento tecnico è ormai così grande da non poter essere remunerato entro la chiusura del ciclo capitalistico, prima che tale remunerazione avvenga i capitalisti in concorrenza già devono investire per impianti più moderni ( pena rimanere fuori mercato). Ma se devi investire prima della remunerazione degli impianti precedenti, i profitti diventano impossibili. . Ecco che in conseguenza della mancata remunerazione degli impianti, neanche le azioni e la loro ripetuta cartolarizzazione hanno potuto avere una remunerazione, i titoli sono diventi spazzatura ed è stata la crisi finanziaria. Essa si è abbattuta sulla economia reale, che però era stata il vero epicentro della crisi, da allora i vari aspetti dell’economia collassano l’uno sull’altro ed è tutto l’edificio capitalistico che ormai è un morto che cammina . IN questa situazione ognuno vuole salvaguardare il pezzo di sistema in cui pregressamente era dignitosamente vissuto., in genere il piccolo imprenditore da la colpa alle banche, le banche ai piccoli imprenditori perchè incapaci di fare economie di scala ( a causa delle loro dimensioni) rendendo l’economia poco dinamica e risultando non finanziabili, e chi piu ne ha piu ne metta. . . E chiaro che in questa situazione di collasso le banche, i fondi di investimento, sono più potenti e riescono ad accaparrarsi i migliori salvagenti (leggi, dentro pubblico etc) per cui hanno ragione quanti inveiscono contro le banche, i poteri forti etc, Ma non si può pensare di tornare al passato, sono stati proprio i deficit pubblici della epoca keynesiana a produrre il neoliberismo come unico modo con cui il capitalismo ha potuto prolungare la propria agonia (la contraddizione di fondo del capitale operava già allora) . Ripristinare le condizioni formali della fase storica keynesiana (lira, banca di italia sottoposta alla politica, economia semichiusa etc), sarebbe appunto solo un gioco formale. che lascerebbe intatta la contraddizione di fondo del capitalismo, ovvero la impossibilita a remunerare gli investimenti tecnici data la velocità con cui la concorrenza ne impone di nuovi ( epoca della microelettronica).

    L’unica soluzione quindi, è superare il capitalismo, anche se sembra proprio che una tale ipotesi faccia venire l’orticaria al Sig Sinplicissimus, Egli infatti non parla nemmeno di riformatre il capitalismo, simplicissimamente,gli basta tornare a quello storico

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    • jorge

      per fare un esempio . All’inizio della rivoluzione industriale un certo Hargreaves, in Inghilterra, applicò yuna spoletta al telaio a mano. Un piccolo pezzetto di metallo, ed il telaio a mano divenne il telaio meccanico

      Questa innovazione dal costo infimo, rese ogni operaia produttiva come 2000 operaie dedite al telaio a mano (per la verità la produttività crebbe 20.000 volte, ma il mio ricordo di quando da gtiovane avevo un incarico all’università sbalordisce anche me, ed allora mi limito a parlare di 2000 volte, come dire il minimo..

      Oggi la rivoluzione industriale 4.0 prevede investimenti enormi, ma la produttivi tà non aumenta tanto quanto con una semplice spoletta di metallo. Per la rivoluzione 4.0 gli imvestimenti sono così enormi che non le grandi aziende, ma addirittura dei grandi stati, non sono in grado di sostenerli. Per inciso, Usa e Germania stanno stanziando somme astronomiche per questo tipo di investimenti, ecco perche poi devono fare le rapine imperialistriche, e dire che i deficit pubblici dipendono dal fatto che noi si sia vissuto al di sopra delle nostre possibiità

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  • learco

    “Prima dell’attacco alla base siriana, l’atmosfera a Washington era da caccia alle streghe: “L’atmosfera politica tossica della russofobia a Washington non ha precedenti – osservava Finian Cunningham su Strategic Culture . L’amministrazione Trump viene azzoppata in ogni occasione di una normale azione politica sotto una nube tossica di sospetta colpevolezza di tradimento per via di collusioni con la Russia”.

    http://www.occhidellaguerra.it/russiagate-motivo-della-svolta-trump/

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  • Anonimo

    guardate:

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