vignetta-3-brambilla1Anna Lombroso per il Simplicissimus

Eh si la Rai spesso oltrepassa il comune senso del pudore, ha proprio ragione il Simplicissimus …Nel lussureggiante filone del voyerismo più sfrontato, proprio ora in simultanea con chi scrive, è stata chiamata a commentare il caso delle baby squillo la squillante Michela Brambilla. Come addetta ai lavori, si, ma non in quel senso, no. Una delle più spericolate cheerleaders del condannato, infatti con una di quelle acrobazie fantasiose che non finiranno mai di sorprenderci, è passata dalla tutela dei cagnetti a quella dei minori, da Dudù a Ruby potremmo dire, con esuberante dedizione e uguale competenza.

Così, nella sua veste di esperta della materia, chi fosse rimasto come me ipnotizzato davanti alla tv del pomeriggio, in fascia non protetta, avrebbe potuto udirla lanciare invettive contro uomini attempati che sfruttano e plagiano ragazzine, contro i modelli consumisti imposti dalle televisioni commerciali, contro le famiglie assenti, celebri zii compresi, contro la scuola indifferente e per fortuna che l’accorciano, parlare con commozione dell’inn0cenza profanata da esempi poco edificanti, veline e miss sgambettanti, omettendo, ma solo per poca memoria, la categoria delle ministre e delle consigliere regionali.

La sfrontatezza più sfrenata e impudica non ci stupisce più ormai, le disuguaglianze non solo vengono nutrite tramite leggi di stabilità, ma anche e soprattutto con l’ostentazione di una superiorità che tollera fino a favorirla, la trasgressione ma solo limitata ai potenti, guardata come peccatuccio veniale, vitalismo, indole alla festosità e all’amore universale. Con l’aggravante che si tratta di soggetti altamente pericolosi che la confermano quella differenza da noi, tramite leggi repressive, disconoscimento di diritti, misure proibizioniste, certi della loro impunità e immunità. E non ci sorprende nemmeno che il servizio pubblico pratichi una quotidiana ostensione di efferati svergognati, di sgangherate scostumate, di paradossali spudorati, tutti intenti a moralizzarci secondo una pervicace e oscena pedagogia.

Se i costumi si indirizzano con l’esempio, la pubblicità è l’anima del commercio e va detto che la propaganda della prostituzione si avvale di testimonial formidabili.