Ieri sera sono stato trascinato a viva forza da alcuni amici a una seduta spiritica. L’ho fatto anche perché ero curioso di sperimentare l’atmosfera, gli ambienti in cui queste cose avvengono e devo dire che non sono stato deluso: la camera in penombra dove si è svolta la seduta aveva un vago odore di fiori appassiti, ninnoli e ritratti polverosi invadevano gli spazi, le candele gettavano una luce vagabonda e bizzarra su quel fragile universo fatto di foto ricordo e di una malinconia violenta.

La medium, padrona in tutti i sensi di quel luogo di passaggio tra la vita e la memoria, è caduta quasi subito in trance tra leggeri lamenti e gli occhi rovesciati, proprio come uno si immagina che sia: incredibile, la stanza si è subito popolata di fantasmi che facevano a gara per impadronirsi della voce dell’anziana signora, la quale però a tratti resisteva e faceva le domande che noi – confesso un po’ tremanti, con le mani nevroticamente accostate – le suggerivamo.

“E’ qui, lo sento… ma ce ne sono altri…. chi sei?” E dalla gola della medium usciva un suono incredibilmente maschile: “Sono Pierluigi”

“Chi eri in vita Pierluigi?”

“Non ricordo… aspetta.. Rosy rammenti chi  ero?”  “Macche Rosy, so’ Matteo, bischeraccio, ‘un ti sovviene che s’era in quel partito che non si sapeva cos’era?”

“Ah si, ora ricordo, che io dicevo ma ragazzi mica siam pazzi che prendiamo posizione. Ma come si chiamava il partito?”

Stavamo per fare una domanda al fantasma, quando dalla bocca della medium erompe un altra voce “Aho, mo te succhio come ‘n gamberetto. Un ce lo sai che lo feci io, Walter, er partito che me pare se chiamasse… vabbè mo me sfugge puro a me, ma io so annato in Africa, se po’ capì…”

“Mo si – torna la voce di Pierluigi – mo me lo ricordo bene che eri a Malindi che ci davi e che ci davi.. con quella bionda che  guarda ce l’ho sulla punta della lingua”

“E te stai a sbajà quello era n’altro. Quello coi baffi che se je toccavi er Casivi annava nei matti. Ve state a approfittà che non ciò er diploma”

“Basta, basta pervertiti – una voce femminile  entra in scena – per domineddio. Io ricordo tutto: che mi sono fatta il segno di croce perché volevate le unioni omossessuali e pure stabilire regole per le primarie. E ho detto qui non si passa nulla, suvvia”

” E’ la Rosy… si si, ricordo” . Crediamo di riconoscere di nuovo la voce del fantasma Pierluigi. ” Ma guarda carissima la mia Rosy che la parola matrimonio l’abbiamo evitata come la peste. Ci abbiamo girato bene intorno, ciurlando nel manico che altrimenti il vaticano ci faceva un cul axè”

La voce di Rosy: ” E volevo ben vedere per noi sono principi indifendibili, no volevo dire non negoziabili. Che s’andava con Casini e con Fini pure noi. E poi lo dice la Costituzione che il matrimonio è tra uomo e donna”

Si fa un po’ di silenzio e ne approfittiamo per domandare agli spettri presenti perché quell’ articolo della Costituzione fosse intoccabile e dovesse essere interpretato alla lettera , mentre per quanto riguarda i diritti sociali e la sovranità dello Stato la carta poteva benissimo essere massacrata.

” Perché era necessario” rispondono in un coro confuso. “Necessario a che? “, insistiamo.

“Non ce lo ricordiamo” risponde il coro e poi una voce spicca tra le altre. “Sono Pippo,  non rammento il partito, ma so che vi state dimenticando le primarie. E io ve l’avevo detto”.

Voce di Rosy: “Era inamissibile” Matteo: “Bellini, ve lo do io il pane a fette”  Walter: “Ma davero ce stavi a crede?” Pierluigi ” Le primarie si fanno se vinco io”

Le parole lasciano posto a sibili, rumori, forse invettive che escono dalla voce della medium ormai esausta. Così proviamo a chiedere un ultima cosa: “proprio non ricordate il nome del partito?”

Ancora silenzio, poi la voce dello spettro che si era battezzato Pierluigi ritorna: ” Si adesso lo ricordo con chiarezza, me l’ha suggerito la buon anima di Massimo, era il Partito dei fantasmi”.