In margine ad Atene

Stamattina, mentre cercavo notizie sul dramma della Grecia mi sono imbattuto in un pezzo di Diamanti sui giovani. Niente di notevole, il solito esercizio di retorica socio, psico arrendevole e arresa, ma riga dopo riga, di citazione in citazione diventava sempre più evidente l’orrenda verità: che a straparlare di giovani e di speranze sono settuagenari, vegliardi che sfiorano i novanta, al massimo pimpanti ultrasessantenni ancora in forza alla macchina delle illusioni con la quale si cerca di rapinare il futuro, dopo aver avvelenato il presente.

Anche io sono vecchio ormai, ma forse proprio per questo trovo intollerabile il vecchiume intellettuale e soprattutto il modo molle e infingardo con cui si propongono come verità ricette fallite e si dà da intendere che lo si fa per le nuove generazioni. E’ uno straordinario spettacolo di impotenza a pensare il mondo in maniera diversa, a non ricadere negli stessi errori: la prepotenza e l’arroganza del passato sono anche più forti del potere che suggerisce le mosse.

E intanto il sonoro che giunge di Atene, rende ancora più desolante lo spettacolo di queste rovine umane che cianciano di un futuro non più loro. Come non si vergognano di massacrare il popolo greco, non certo per quei quattro soldi di prestito, una frazione miserrima di quanto si concede alla finanza e ai suoi strumenti bancari. Come non si vergognano di dire che lo si fa per i giovani, quando invece si costringe un intero paese al massacro sociale e umano solo perché se dovesse fallire e assieme ad esso dovessero essere coinvolti altri Paesi, si dovrebbe ricominciare a nazionalizzare le banche e a imbrigliare il potere finanziario che ormai comanda come burattini questi vecchi che nascondono le loro rughe dietro la cosmesi dei giovani.  Pensavano fosse quello il nuovo mondo e ora non sanno cambiare, nemmeno di fronte all’evidenza, perché la drammatica evidenza è anche la fonte del loro potere.

Come tutte le cose senili anche la menzogna, l’infingimento, il calcolo che più non torna, acquista un carattere desolante perché scopre e rappresenta la definitiva inettitudine alla presa di coscienza da cui ci si difende in nome del passato.

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3 responses to “In margine ad Atene

  • Anonimo

    Parole, parole, parole. Ci vogliono fatti. Sparliamo di Monti e lui bello bello va avanti con i suoi sproloqui e con le sue tattiche e nessuno lo ferma. Nessuno lo ferma per strada ad esempio e gli sputa in faccia, quella sua faccia da vecchio riciclato che una ne pensa e cento ne fa. Va avanti come se vivesso nel paese del bengodi. Possibile che non si accorga che ci sta portando in un baratro? Possibile che siano sempre vecchi rincitrulliti quelli che ci governano? Possibile che i giovani siano solo capaci di protestare con i PC? Che cavolo ne importa, sempre ai vecchi rincitrulliti, delle proteste via blog e altro, a loro che nemmeno sanno accenderli i PC. Mary

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  • ilgambero

    perchè noi abbiamo sempre delegato ad altri cio’ che dovevamo pensare.
    parlano di pensioni da abbassare se non da tagliare gente che percepisce decine di migliaia di euro al mese .parla di lavoro monotono se fisso chi fa lo stesso da 50 anni .parlano di figli che devono staccarsi dalla mammina chi i figli li tiene in casa e li fa lavorare nelle sue università o nelle sue banche.parlano di vivibilità nelle città chi con la città non ha niente a che fare….e allora perchè non parlare di gioventu’ chi giovane non lo è mai stato!!!!

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  • eva

    Il tragico è che a pensarla come Diamanti sono il vicino di casa, il collega di lavoro, la verduriera, molti genitori ai cui figli tenti di insegnare qualcosa, col peso dei tuoi 60 anni…

    Questo vergognoso buonismo coi potenti è il male peggiore che si combina con l’innominabile indifferenza nei confronti di ciò che sta soffrendo il popolo greco.
    Uno alberga dove c’è l’altro

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