Rosella Roselli per il Simplicissimus

Donare è meglio che ricevere, si dice. E dev’esserselo detto anche la presidente Renata Polverini, nei giorni che hanno preceduto quest’ultimo Natale di crisi. Così, mentre gran parte dei cittadini della sua Regione snobbava i negozi di abbigliamento o i supermercati e si accalcava intorno alle bancarelle e nei discount alla ricerca di regalini poco costosi, tentando di imbandire un cenone risparmioso, col cuore grande che si ritrova Renatona nostra ha pensato ai suoi collaboratori più stretti, ma soltanto a loro come si conviene in tempi di badget ristretti.

Deve aver pensato che la solita agenda fosse troppo ordinaria e che un paio di calze fosse troppo intimo. Quindi nella migliore tradizione natalizia e solo con qualche notte d’anticipo rispetto alla Befana, alle ore 2,15 del 16 dicembre scorso ha deciso, con un emendamento presente nella Finanziaria Regionale, di concedere il vitalizio agli assessori della sua Giunta. In tempi incerti come questi è bene che un regalo sia utile e duraturo, cosa è meglio di una pensione? E soprattutto cosa è meglio di un regalo che non ti costa niente? Poco importa se fino alla settimana precedente al blitz notturno la stessa Polverini dichiarava che si sarebbe adeguata alla decisione di altre Regioni di abolire i vitalizi per gli assessori, ancor meno importa se a pagarli sarà poi l’intera comunità.

Quel che conta è fare colpo: massima resa e minima spesa, almeno per la nostra Presidente, donna controcorrente, ma molto sensibile che resterà per sempre nel cuore dei suoi assessori, già miracolati dalla chiamata nominativa nella Giunta Regionale dopo il pasticcio delle liste escluse dalle ultime elezioni amministrative, cosa che li salvò dal fallimento e consentì loro di rifarsi delle spese della campagna elettorale. Per questo, nonostante l’incredibile decisione notturna, si è deciso di dar corso anche a questa vergogna, fra le flebili lamentele dell’opposizione che mi sembra abbia finora, seppur con fermezza, ceduto alla lusinga di una vecchiaia almeno economicamente più serena. Come serena sarà stata la notte di Natale dei nostri politici dopo le fatiche dei giorni precedenti la festa. Solo che dopo la messa e il brindisi, anziché Silent Night, a far da colonna sonora è risuonato lo stornello “la società dei magnaccioni”.