L’altro ieri abbiamo visto il sindaco di Napoli De Magistris, il sindaco del cambiamento, della rottura col passato, baciare la teca dove si scioglie il presunto sangue di San Gennaro, arrendendosi a un mondo che fa anche di queste superstizioni il teatro del suo sfruttamento. Domani vedremo il sindaco di Berlino, Klaus Wowereit, omosessuale dichiarato, ma eletto per la terza volta consecutiva, accogliere il Papa che viene in visita in Germania. Metttiamoci pure che è di sinistra, che ci
sono buone probabilità che accolga il pontefice a fianco del suo compagno, che ha dato via libera a una grande manifestazione di protesta. E abbiamo il quadro delle differenze.
Non so quante volte il sangue di San Gennaro si è sciolto negli ultimi tre secoli senza alcun beneficio apparente per la città che anzi da essere la terza capitale d’Europa e anche una capitale culturale è andata sempre più marginalizzandosi fino a diventare per il mondo intero la città simbolo della monnezza. Berlino non ha santi, non ha teche e nemmeno cardinali Sepe, i suoi monumenti sono gli scheletri di una storia terribile, ma la sua area urbana è grande 9 volte quella di Parigi, è davvero una WeltStadt, una città mondiale, probabilmente la più importante dopo New York.
Ho l’impressione che questa abissale differenza dipenda anche dal fatto che Berlino è cresciuta fin dai tempi di Hegel nel culto dello Stato e dell’ordinamento civile, tanto che proprio lì nel 1883, invece di accendere una candela a San Gennaro, il cancelliere Bismack introdusse la prima forma di assicurazione sociale per ridurre mortalità e incidenti sul lavoro, oltre che per garantire un trattamento pensionistico.
E anche adesso, di fronte a una Chiesa omofila nei fatti ma accanitamente omofoba nella predicazione, non c’è nessuno che vada a baciare quella teca simbolica del Papa, a fingere devozione per quieto vivere, per malintesa adesione alle tradizioni o per fraintendimento delle proprie convenienze elettorali. Soprattutto quando si sa che il miracolo è fasullo e che di sangue di San Gennaro (lo spiego nel Caffè) se ne può produrre quanto se ne vuole con la stessa fatica che comporta una parmigiana di melanzane fatta a regola d’arte.
Ma soprattutto senza rendersi conto che una vera discontinuità col passato la si può ottenere non concedendo nulla a quelle tradizioni deteriori, ai falsi portenti, alle cabale devote che sono sempre state uno degli strumenti del potere politico e criminale, come speranza a buon mercato e distrazione dalla propria condizione. Ora De Magistris è stato eletto anche grazie alla voglia rinnovamento, alla consapevolezza che i miracoli li può fare solo la società civile, il sangue che scorre nelle vene, non quello nelle teche. La sua elezione è stata un vero miracolo, cerchi di non tradirlo con quelli fasulli.


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Quando dico che uno stato laico non dovrebbe promuovere l’insegnamento della religione mi riferisco al fatto che in Italia ,dalla scuola dell’infanzia e per tutta la scuola dell’obbligo,lo Stato paga l docenti di IRC, anche se c’è un solo studente che richiede di frequentare tale materia. Si possono frequentare attività alternative (che vanno però organizzate e pagate con i fondi d’istituto), si può studiare individualmente (o con la supervisione di altri insegnanti – sempre da pagare con i fondi d’istituto), si può decidere di lasciare la scuola.Nella realtà, data la carenza di fondi d’istituto, per le scuole risulta molto difficile dare avvio alle attività alternative con la presenza di un docente pagato.Questo significa che nelle due ore settimanali di IRC alcuni bambini, quasi sempre stranieri, vengono seperati dal resto della classe per essere “parcheggiati” in corridoio o,nella migliore delle ipotesi, in un aula vuota.Sottolineo dai 3 anni in su.Dato che vivo questa situazione molto da vicino, vorrei sapere :è questo il modello di stato laico e rspettoso al quale vi riferite?
sono d’accordo con Andrea, anch’io sono per uno stato laico, ma sbeffeggiare continuamente chi VIVE la fede non come scaramanzia(fra l’altro le scritture esortano a non cadere in esse continuamente, a proposito di differenze) non porta che divisioni ed ulteriori integralismi. La fede la si vive, se non la si vive si eviti quanto meno di sbeffeggiare e mancare di rispetto trattando tutti i credenti come dei cretini oppiati.
Mi sono stancato di leggere ogni volta insulti gratuiti che come unica scusa hanno la volontà di uno stato laico. Se poi si parla di libertà dovrebbe esprimersi come libertà di culto non di libertà di superstizione, sempre per quel rispetto che si pretende da altri e mai AGLI altri.
Nessuno poi fa nemmeno un accenno al fatto che De Magistris sia potuto andare in Duomo per fede propria piuttosto che per essere promotore di qualcosa… che poi San Gennaro a Napoli abbia ancora bisogno di essere pubblicizzato è una barzelletta.
Io sono perfettamente daccordo con uno stato laico, dove ogni decisione sia presa senza essere sottoposta al vaglio della Chiesa, ma in questo articolo e nei commenti non si riesce a leggere nessuna argomentazione valida se non pretesti per offendere chi come me crede per fede e non per scaramanzia.
Se poi nessuno vi ha messo a conoscenza che l’insegnamento della religione non è più obbligatorio per legge allora prima di scrivere qualcosa su un blog accertatevi di non scadere nell’ignoranza, che quella si è il disastro della nostra repubblica.
credo che quel “non vedo cosa ci sia di male” sia responsabile del fatto che nella nostra repubblica democratica si insegni la religione cattolica a partire dalla scuola dell’infanzia(quindi dai 3 anni).Quindi creazione divina,vita dopo la morte,angeli custodi,paradiso e inferno e tutta una serie di eventi che vanno contro le più semplici regole del buonsenso( non scomodiamo la scienza).Io non sono di Napoli e De Magistris può baciare tutte le teche che vuole ma,parliamo di cose serie:quando sarà possibile avere uno stato laico che lascia la libertà a chi lo desidera di vivere nella superstizione,ma non se ne fa promotore?
la differenza tra noi e i tedeschi o forse con gli altri europei sta nella presenza del papato. Una presenza che ha con tutta evidenza condizionato la storia italiana molto più che quella europea ed anche il così detto “senso comune”. Un retaggio feudale scambiato per credo religioso ha corrotto il processo di emancipazione civile, ne ha inibito il libero processo storico ed ha accasermato l’etica civica dentro il recinto asfittico della fede. Mi pare evidente che tra Hegel e Cristo pochi italiani voterebbero il filosofo. E non solo fra i credenti.
Ma per favore, parlate di cose serie, io sono di Napoli e so bene cosa significhi per i napoletani credenti e non, non vedo cosa ci sia di male.
Non c’è nulla di più sterile di queste polemiche fatte tanto per farle…
completamente d’accordo, purtroppo gli italiani sono diversi dagli altri siamo vissuti per secoli tra vicende di potere dei vari stati e staterelli famiglie e famigliole che noi abbiamo una capacità unica di uniformarci ai poteri. ” nu tinemme e pall”