Francamente mi è insopportabile leggere certe cose, sentire prediche ipocrite, accompagnate però da gesti mediatici che vorrebbero riempirle di significato.  Il Papa va ad Ancona, va alla Fincantieri, brulicante di cassintegrati per i quali deve nutrire grande ansietà. Tanto che le ferrovie hanno allestito cinquanta convogli totalmente gratis per il seguito del pontefice.

E cosa dice loro?  Che la  “forza del potere e dell’economia” non sono sufficienti da sole a organizzare le società: “L’uomo cade spesso nell’illusione di poter trasformare le pietre in pane”,ma non si possono mettere da parte Dio, i valori, l’etica, confinandoli al privato, e “certe ideologie” che hanno tentato di farlo, cercando solo di assicurare “a tutti sviluppo” e “benessere materiale”, hanno fallito, dando agli “uomini pietre al posto di pane”. E ‘ questa un’illusione che non tarda a volgersi in delusione, generando inquietudine e paura e portando, paradossalmente, a rimpiangere le catene del passato”.

Insomma non sono  questo potere e questa economia a togliere dignità, ma il potere e l’economia in sé, come  fossero  immutabili e immodificabili, per sempre. Non c’è altra strada: ciò che manca perché siano sopportabili e magari caritatevoli è Dio, ovvero la Chiesa che lo rappresenta e che è interprete dell’unica etica possibile. Ciò che nella sostanza dice il Papa è che le trasformazioni sociali non sono possibili, anzi  sono deludenti e fanno rimpiangere addirittura le catene. Il nuovo modello di sviluppo di cui parla è tutta qui dentro questa pedagogia religiosa dalla quale traspare tutta la cararica reazionaria delle gerarchie.

Ma mentre verba volant,  i fatti rimangono e rimane il fatto che le gerarchie hanno appoggiato per molti anni appassionatamente chi in Italia è stato l’interprete del benessere materiale mettendo sotto i tacchi ogni etica, coccolandolo e giustificandolo, dandogli il lasciapassare speciale per i potenti.  Forse perché assicurava alla Chiesa stessa economia e potere? Predicare maluccio e razzolare ancor peggio. Naturalmente a noi scafati cronisti non sfugge che il discorso, irrilevante e vacuo per certi versi, medioevale per altri, è servito solo a far sapere che le gerarchie stanno prendendo le distanze da Berlusconi e investendo sul terzo polo. Così che avremo lo stesso potere e la stessa economia di prima e le stesse pietre di oggi, ma la Chiesa avrà certamente pane per i suoi denti.

Così i poveri cassintegrati, in questo quadro di dolciastro niente si sono trovati ad essere strumentalizzati per la predica. La prossima volta il Papa porti pane invece di  parole. E con il costo di 50 convogli straordinari gratuiti, più non so quante esenzioni dal biglietto sulla rete regionale e pure le frecce tricolori, se ne può portare parecchio. Per non parlare di tutti i privilegi legali e illegali di cui gode il Vaticano che se eliminati servirebbero a portare anche molto companatico. Però vedete a Chiesa di oggi investe molto sulla povertà: quella altrui.