Ieri sera mi ero addormentato in un Paese nel quale i sindacati sono profondamente divisi con la Cgil che cerca ancora in qualche modo di difendere i lavoratori, mentre Cisl e Uil tenacemente tutelano governo e imprenditori, visto che ormai è il loro marchionne di fabbrica. Ma stamattina mi sono evidentemente svegliato in qualche altro luogo perché il segretario del Pd, Bersani, dice che invece esiste un fronte sindacale unitario.

Anzi è proprio per non rischiare di dividerlo che il Partito democratico non si pronuncia sullo sciopero generale indetto dalla Cgil per il 6 settembre, ma rifiutato dalle altre due sigle. Ed è strano perché lo stesso Bersani dice della grottesca manovra governativa esattamente le stesse cose della Camusso, ma per tenere unito un fronte che si è già bello che spezzato anni fa, l’unica cosa è non fare nulla, se non tavoli e incontri che non turbino il sensibile animo della Marcegaglia, di Sacconi e di Silvio. E magari non scompiglino la messa in piega di Montezemolo.

Dev’essere proprio così, dev’essere un altro luogo, lontanissimo dall’Italia E in effetti i pezzi sono datati Papokkistan, Paese che non so dove si trovi, ma nel quale sinceramente non vorrei vivere.