Bertone si accomoda in Pinifarina. Due carrozzieri famosi e, chissà, sotterranee intese al posto delle storiche rivalità? No di certo perché Bertone in questo caso è il segretario di Stato vaticano, carrozzato da FacceDiTolla, il designer più in voga del momento. Mentre Pinifarina è proprio lui, il creatore della Maserati Gran Turismo, automobile con cui l’illustre prelato si è presentato ieri a Vercelli.

Il papa non ha fatto in tempo a invocare attenzione per la carestia nel Corno d’Africa che il suo segretario si è fatto la gran turismo: una sberla da 135 mila euro, a secco di accessori e gadgets, senza contare superbollo ed autista. Con una cifra del genere si possono acquistare da 100  a 400 tonnellate di riso di qualità  sui mercati all’ingrosso  e circa 100 tonnellate di grano.

Ma certo l’illustre segretario dovrebbe apporre il suo santo sedere su auto incapaci di mettere in risalto tanta personalità, tanto potere e tanta ipocrisia. Magari sarà stato il regalo di qualche pio riccone, che deve nutrire una illusione sovrumana se crede che questo porporato possa raccomandarlo alla portineria del Paradiso. O di qualche furbo riccone che si aspetta soltanto l’apertura delle porte dello Ior, molto più plausibile come paradiso fiscale e/o finanziario.

Ma anche fosse, rimane il malgusto di ostentare sfacciatamente la sovrabbondanza della Chiesa. E nemmeno attraverso croci tempestate, anelli e stoffe che da sole valgono una manovrina finanziaria, cose quanto meno attinenti alla tradizione, ma proprio con un’ auto rombante, simbolo ed emblema della secolarizzazione. Qualcosa destinato a superare i limiti della tollerabilità, oltre che della velocità: il cammello dei tempi moderni.