Abbiamo la più alta densità mondiale di auto blu, abbiamo migliaia di scortati per difendersi dai quali dovrebbe invece essere scortata la popolazione, abbiamo un buon centinaio di province del tutto inutili, anzi dannose, abbiamo cricche che consumano decine di miliardi in lavori pubblici e che trovano sempre e prontamente la revisione prezzi, perché non sia mai che costino meno di tre volte la media europea. Abbiamo un Parlamento pletorico, decine di parlamentini con stipendi tra i più alti del mondo, abbiamo decine di migliaia di consulenze inutili e clientelari. Abbiamo la più alta evasione ed elusione dell’universo conosciuto dalla Brianza ad Andromeda.
Eppure quando si tratta di recuperare soldi ci devono pensare i poveri cristi. Le povere criste innanzitutto che nel piano del tesoro per il pareggio di bilancio, dovranno lavorare fino a 65 anni anche nel settore privato, vale a dire in fabbrica. Trattamento ben diverso da quello dalle ricche maddalene che commuovono il cuoricino di Ferrara. E non solo: esclusione dalla scala mobile per le pensioni alte (ma bisogna vedere quanto alte), tagli per la ricongiunzione dei contributi da istituti diversi, aumento dal 26 al 33% dei versamenti pensionistici per i cocopro. Prime ipotesi, tanto per gradire,
La crisi che forse avrebbe potuto essere l’occasione per abbattere le rendite di posizione, l’affarismo scatenato che divora i soldi pubblici, le strutture inutili e clientelari, la ridondanza del potere, le sfacciate astuzie fiscali, si sta traducendo in una ancora più netta separazione tra il Paese del privilegio e quello del lavoro. Tra gli eletti e quelli stanno ai remi.
A me fa ridere che vi siano perplessità della Lega, perché questo colpirebbe il Nord e non perché sia ingiusto, non perché è l’ulteriore prezzo per far sì un gruppo di mentecatti come loro e i loro sodali, gozzovigli alle spalle del Paese. La squallida finzione di opporsi ai provvedimenti del loro governo, delle loro ottuse “quadre” magari non in Parlamento, ma a Pontida, in compagnia dei dementi in calzamaglia. Così sembra più serio.
Mi chiedo quanto potrà durare. Quanto potrà andare avanti questa putrefazione imbellettata e spudorata di un sistema complessivo che taglia sempre in basso senza recuperare un minimo di efficienza e nemmeno di decenza. Dovendo così tornare a tagliare. Lo decideranno alla fine le urne. Tutto sta a vedere quali.


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Anzi sarebbe molto più efficace ridurre le spese improprie che tendono a levitare nel tempo..
Se di politica di “taglio” si deve parlare per sanare il deficit di bilancio che la C.E. impone a questi sciagurati governanti, non serve andare a penalizzare le povere lavoratrici del settore privato con l’innalzamento dell’età pensionabile a 65 anni, ma di recidere, in misura netta e decisa, le retribuzioni da nababbi percepite da questa accozzaglia di masdanieri politici, pensioni d’oro, costosissime scorte a soggetti che valgono 0 spaccato, auto blu, agevolazioni a destra e a manca in tutti settori della vita pubblica e tutti gli sprechi di denaro pubblico che giorno per giorno aumentano e pesano sempre più sull’economia degli onesti lavoratori.In proposito il Premier aveva sostenuto, all’inizio della sua gestione di governo, che non si sarebbe mai più messo mani nelle tasche degli italiani. Bella ipocrisia!!!! Sarebbe quantomeno dignitoso che i predetti soggetti rinuncerebbero, sua sponte,a tutti i privilegi e autoridursi i propri stipendi e/o favolose indennità.