Ci mancava il pacco bomba, per concludere la settimana del carnevale di Arcore. L’umile arrivo al Tribunale di Milano per simulare una volontà di farsi processare che non c’è, la piccola folla a pagamento, il blitz a Lampedusa in una folgorante scarica di idiozie, l’assalto al Parlamento per il processo breve, mentre c’è la guerra che distrae e il ministro in maschera La Russa che si produce nel tradizionale numero del miles gloriosus. Come si addice a un gran finale, la bomba alla caserma della Folgore. Anzi il pacco bomba, anzi il pacco e basta.

Tempo poche ore, anzi pochi minuti si parlerà della matrice anarco- insurrezionalista,  immancabile nel menù del ministero dell’Interno, come pizza e birra del sabato sera. Non è un’ossessione, è invece una definizione molto opportuna che vuol dire tutto e nulla, che allude a piccoli gruppi senza precise ideologie e strutture e tra l’altro fuori dal movimento anarchico. Un nome, una tesi di comodo che si può giocare politicamente senza doversi impegnare in vere indagini. E già le prime dichiarazione di parte governativa fanno comprendere che ci si vuole marciare alla grande. Cui prodest?

Che poi non si sa mai cosa possono scoprire. Vuoi vedere che anche nei servizi ci sono anarco insurrezionalisti? Possiamo tranquillamente considerare questa ambigua espressione come parte dell’ideologia dello Stato attuale che non prende in considerazione la possibilità di un’opposizione di popolo, ma solo quella di pochi pazzi per definizione. La cui esistenza reale è segnalata solo in Grecia.

Questa ideologia sviluppa anche una dotta sociologia. Nel 2005, uscì anche un libro sulla “Criminologia del terrorismo anarco insurrezionalista” di un tal Marco Boschi, psicologo, criminologo, esperto in tecniche investigative e tuttologo a tempo pieno che, non sapendo che dire,  scrisse questo gustosissimo elenco sull’ ambiente di questi presunti inviatori di bombe:

  • La famiglia di provenienza: questa presenta spesso la separazione dei genitori
  • Il reddito familiare: generalmente medio-basso
  • L’istruzione familiare: risulta variabile, come quella dell’ anarco-insurrezionalista
  • L’età: è quella tardo-universitaria (22-27), intorno ai trenta pochissimi restano fedeli all’ideale
  • Il sesso: è riscontrata una preponderanza maschile, anche se le presenze femminili risultano in continuo aumento
  • L’ambiente d’origine: appare indifferente la provenienza da realtà rurali, dalla provincia o da grandi città
  • La continuità ideologica: non si hanno riscontri di trasmissione genitore-figlio dell’attivismo anarchico
  • La mancanza di lavoro
  • La convivenza con la famiglia d’origine con cui non creano rotture pur presentando aspetti di conflittualità
  • Il Salto di qualità nella militanza a seguito di inserimento in un gruppo insurrezionalista, ma anche dopo un intervento di tipo repressivo.

Come testo da cabaret fa piangere, ma come tentativo di rendere credibile un fantasma è davvero divertente. Paccottiglia dalla quale si dovrebbe desumere che siano tutti anarco insurrezionalisti. Pacchi scritti all’ombra del potere, per dare un indirizzo inquietante, ma sconosciuto ai pacchi bomba.