La difficoltà di allargare il governo a 100 ministri e 300 sottosegretari, sta profondamente cambiando la mappa della maggioranza che si fraziona in aree e lobby, talvolta formate da pochi parlamentari, organizzate come gruppi di pressione nei confronti dell’esecutivo.

E’ una geografia difficile, variegata, in perenne moto, che varia ad ogni spostamento di pedine.Tuttavia una mappa comincia a delinearsi, permettendo di orientarsi nella giungla della maggioranza. Eccola.

Gruppo Galan Canaletto. E’ formato unicamente dall’attuale ministro dell’Agricoltura Giancarlo Galan in procinto di passare alla Cultura per via di un Canaletto che si troverebbe in una sua tenuta di campagna. Il programma  è “Ognuno fa quel che vuole in camera da Canaletto”.

Gruppo Noi mutuo. Raccoglie una cinquantina di parlamentari che hanno recentemente acceso un muto casa. Si prefiggono, in collegamento con gli orfani di Don Orione, di istituire un ente per l’assistenza ad onorevoli disagiati. Recentemente hanno organizzato un corteo di protesta contro le campagne stampa su affittopoli, definite una vergogna per il Paese.

Gruppo Io Escort. Composto da una trentina di deputati, si batte perché sia  monetizzato il voto in Parlamento. E’ stato anche disposto un tariffario studiato appositamente dall’Associaçao Vadias Brasileiras, che ha un ampia esperienza tecnica nel campo. I voti di fiducia verrebbero invece concessi a titolo gratuito, salvo un regalino da definire volta per volta.

Gruppo Due Maroni. Non è stato ancora ufficializzato, ma raccoglie alcuni deputati leghisti scontenti della polenta taragna preparata dal Trota. In appoggio al ministro del’Interno chiedono un federalismo solidale in cui nei costi standard sia compresa anche la pizza quattro stagioni. Recentemente è stato espulso dal gruppo uno dei fondatori, sorpreso a sniffare un kebab.

Gruppo Noi SudEst-NordOvest. Si tratta di 15 deputati decisi a far valere le piccole realtà locali. Purtroppo il documento in cui si indicava quali è stato smarrito durante un’ irruzione di pusher nell’abitazione del capogruppo. Come programma secondario è stato scelto di chiedere al governo la costruzione di un’autostrada a quattro corsie tra due località sorteggiate nel corso della lotteria di capodanno.

Gruppo Mafie Responsabili. E più una corrente di opinione che un vero e proprio gruppo. Raccoglie una settantina di parlamentari tra Camera e Senato che propongono la sostituzione del potere giudiziario con quello criminale. Quest’ultimo dovrebbe comunque mantenere  una completa autonomia dall’esecutivo e dal legislativo, nello spirito della Costituzione. E’ stato sottoscritto un articolato programma ideato e realizzato dalla Fondazione studi sociali, Noi Boss per la perequazione del pizzo all’Iva.

Gruppo Noi Stronzi. E’ la compagine, del tutto informale, di chi ha sottoscritto l’appello “Qualunquemente, sentitamente”, scritto da uno degli intellettuali più in vista della destra italiana, Giuliano Stracquagliarello. Il documento in realtà era stato firmato dalla totalità dei parlamentari della maggioranza, ma gli aderenti al gruppo sono quelli che non si sono accorti che era uno scherzo.

Gruppo Quote Rosa Shocking. Vi aderiscono alcune delle figure femminili più in vista del Pdl e del governo e, come il nome fa intuire, vogliono un consistente aumento della presenza di donne in politica, cosa  che rivendicano come un obiettivo della destra. Ancora non c’è un piano definito in vista delle elezioni, ma le partecipanti sono agguerrite: “Ci vogliono molte più donne in Parlamento, se no è una faticaccia”.

Gruppo Io Ambiente. Anche qui siano di fronte a una corrente di opinione più che a una compagine articolata, tanto che pesca simpatie anche nell’opposizione. Il programma si articola su cinque punti: realizzazione di 20 nuove centrali nucleari e a carbone, da far costruire alla protezione civile, quindi senza appalti per non perdere troppo tempo. Abolizione delle energie rinnovabili, notoriamente dannose per la salute oltre che intrinsecamente comuniste, obbligo per i cittadini con più 65 anni di detenere un quantitativo ad uso personale di scorie radioattive. I restanti due punti non sono chiari: il fax da Malindi dove vivono i deputati in questione, non è stato ricevuto bene.