Mentre il Nord Africa è in fiamme e nell’alambicco della storia si preparano tempi nuovi, il maestro di sci Frattini, a tempo perso anche ministro degli Esteri, si concentra su inutili ricerche a Santa Lucia, per dare fiato ai ricatti del suo capo.

Ma questo non è lo scandalo è solo un effetto della scandalosa mancanza di una qualsiasi politica estera che non sia legata agli affari personali del premier e dei suoi amici. E ora alla totale marginalità o inesistenza del Paese nelle questioni internazionali, si aggiunge l’impresentabilità del premier che nessuno vuole attorno dopo gli ultimi scandali.

Perciò quando sento dei decerebrati o dei venduti parlare di “affari personali” di Berlusconi per i bunga bunga, mi devo dare dei pizzicotti per accertarmi di non stare sognando, che davvero sto vivendo in un Paese senza bussola e senza alcuna lucidità. In un Paese dove corruzione ottusa  è la via maestra.

Perché vedete ciò che sta accadendo in Nord Africa rimescola le carte e offre nuove opportunità e problemi strategici, economici  e commerciali da cui l’Italia verrà completamente esclusa visto che ormai della questione si occupa il triumvirato Germania- Francia – Gran Bretagna.  Mentre noi siamo alle prese con la lunga, drammatica  agonia di un regime in cancrena dove l’unica cosa che si muove sono le camole, i guitti e le puttane della politica che conosciamo. O per bene che vada gli Amleto e le Ofelie orfani di idee.

Stiamo perdendo completamento i due cuori della nostra politica estera,  l’Europa e il Mediterraneo, le nostre aspirazioni e i nostri mercati. Davvero mi riesce  difficile capire come mai non siamo in due milioni come al Cairo e con altrettante buone ragioni per cacciare via l’oligarchia marcia, che sta distruggendo il Paese. E che ci sta portando nelle stesse condizioni che ora l’Africa mediterranea rifiuta. Se non ne abbiamo il coraggio tanto vale prepararsi all’eutanasia di una nazione e a farci prendere per il naso non da Mubarak, ma dal protettore della nipote.