Fra le cose tristi di questi giorni, ci metto anche la lettera di Saviano ai ragazzi del movimento. Troppo saggia e troppo scontata. Troppo irreale. Ma sì lo sappiamo tutti che tirare un uovo contro Montecitorio non cambia le cose, che sfasciare un bancomat non uccide il capitalismo e che qualche buon moderato s’incazzerà per le vetrine, almeno fino a che non toccherà a lui stringere la cinghia.
Ma sappiamo anche che non si saprebbe a chi chiedere che le forze di polizia si comportino diversamente, che è un’utopia immaginare che non si facciano gli sporchi giochetti con gli infiltrati o che si discutano davvero provvedimenti che portano allo sfascio il futuro del Paese. Testimoniare unilateralmente la civiltà, va bene quando puoi instaurare un dialogo, non quando questo è negato a priori.
Accendere luci, dice Saviano. Ma qui le luci sulla riforma universitaria sono state tutte accese e i malandrini se ne sono fregati, perché ormai agiscono in pieno giorno, alla luce del sole e del denaro.
Non funziona così la storia, così funzionano solo le lettere aperte, lo scontato meccanismo dello state buoni ragazzi che così rendete le cose più difficili. E così funzionano anche i diritti d’autore.
So che il totem non può essere toccato, lo so benissimo che mi arriverà una raffica di uova sotto forma di bit. Ma vedete qui non si tratta di difendere la violenza di per sé, si tratta di capire che un’intera generazione non ha altro modo, dal Mediterraneo alla Scozia, di farsi sentire. E che la storia non funziona con la morale salottiera che purtroppo comincia a prosciugare Saviano dal di dentro.
La violenza di un gruppo di cialtroni corrotti, attira inevitabilmente una violenza più diretta, più rozza. Ma ciò che è accaduto è invece un bene: rende la misura dell’esasperazione, qualora esistesse un grado di civiltà in grado di accorgersene.
E poi i vecchi sampietrini, i vecchi slogan, la testa che serve per pensare eccetera eccetera … ma lo sa Saviano che dice le stesse cose di Taviani quarant’anni fa? C’est la banalité meme, come si direbbe in Francia.
Per favore, come mi suggerisce un’amica intelligente, una russa pazza, ma acutissima, proteggete Saviano da se stesso.


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Gullit, evito di invocare la logica formale per dimostrare l’insensatezza di quelle parole messe lì a testimoniare il nulla. Non solo intellettuale. Leggi, studia, pensa… e quando tra vent’anni sarai un uomo comincia a parlare.
ah ecco, non l’avevo ancora letta.
Temo anch’io che Saviano, che pure stimo ancora molto, stia perdendo anche lui – non per colpa sua, visto com’è limitato nei movimenti – il famoso contatto con la piazza.
Credo che se potesse ancora girare libero per le strade del suo o di altri luoghi, la voglia di tirare qualcosa – OGGI! – l’avrebbe potente e non piangerebbe per un bancomat bruciato (che poi io UNO ne ho visto! insieme ad alcune vetrine di banche imbrattate, e anche se ci sono stati danni, non credo alla cifra di Alemanno. E le assicurazioni ci stanno o no?? chiuso).
Dunque mi chiedo se ai “critici” degli “eccessi” della piazza (ripeto non tanto Saviano, ma altri) non amino di più i cortei allegri coi ragazzi che ballano dietro la musica, le bandiere e le sciarpe di tanti colori, che però non disturbano il manovratore e non ottengono un’emerito caxxo di risultato.
non vuoi una risposta scontata? Spero vivamente che qualcuno faccia a te quello che tu giustifichi e forse auspichi venga fatto agli altri. Non sapendo cosa significhi essere “cittadini” sei uno di quei “sudditi” che si meritano berlusconi.
vorrei averlo scritto io…