Che gli Stati Uniti facessero spionaggio industriale era noto, quasi ufficiale anzi, visto che la stessa UE aveva assunto posizioni contro il famoso centro di ascolto elettronico Echelon. Le rivelazioni di Wikileaks sulla “sorveglianza” di numerosi impianti europei e mondiali, sono pioggia sul bagnato.

Ma è pioggia gelata, pioggia acida perché mai mi sarei aspettato di sentire ieri sera dai Tg e di leggere nei giornali che questa sorveglianza, di cui i vari governi non sapevano nulla, era rivolta a  difendere queste strutture da attacchi di Al Qaeda.

E’ evidente che la cosa non sta in piedi, perché una difesa efficace non si fa certo al’oscuro dei primi interessati: dobbiamo mettere nel conto di questi anni indecenti anche il fatto che gran parte dell’informazione ci prende per stupidi.

Tutto questo però  fa emergere l’importanza delle rivelazioni di WiklLeaks, il cui valore consiste non soltanto nei documenti in sé, ma nelle reazioni di fronte allo sputtanamento, nella dinamica dei media, nelle analisi pelose che vengono fatte.

In questo caso WL ci dice tre cose in maniera molto chiara: che Al Quaeda oltre ad essere un’organizzazione terroristica è anche, se non soprattutto, un comodo strumento attraverso il quale gli Usa giustificano qualsiasi cosa a scopo interno o internazionale. E’ il babau, l’uomo nero, il demone maligno che viene evocato quando si tratta di spiare o di ridurre le libertà dei cittadini o di giustificare guerre. E’ la forma più vicina al medioevo storico attraverso la quale si vuole imporre il medioevo moderno.

La seconda è che gran parte dei media  è totalmente dentro questa prospettiva o che sta al gioco per semplice interesse come del resto i governi. Le verità di Wikileaks si trasformano per sortilegio in nuove bugie che vengono fatte bere anche quando sono evidenti anche per un bambino.

La terza deriva dalle due precedenti: la quantità di “informazione” disponibile ai nostri tempi sembra diminuire anziché aumentare il livello di consapevolezza. Così vissero felici e contenti credendo nelle fiabe.