Qualcosa è cambiato da ieri. WikiLeaks, finora non ci ha detto nulla che non sapessimo o intuissimo, ma ha svelato l’opinione corrente sul premier italiano: non solo dissipato e dunque ricattabile, ma anche debole e incapace.

A questo punto cade per la politica interna il discorso che la continuità del governo, con una fiducia risicata, comprata con poltrone e mutui, possa allontanare quella che viene comunemente chiamata la speculazione internazionale. La quale troverebbe proprio in un leader compromesso e inaffidabile un tappeto rosso per ridurci come la Grecia.

Vista la situazione finanziaria, la stangata da 4o miliardi l’anno che l’Europa ci chiederà, l’incapacità del governo di fare tagli che abbiano un senso e di rilanciare l’economia, questa caduta mondiale di credibilità personale Cavaliere, rendono urgenti e sacrosante le sue dimissioni, anche sotto questo aspetto.

La scusa che la permanenza a Palazzo Chigi possa allontanare disastri finanziari, cavallo di battaglia del premier e dei suoi valletti, non regge più di fronte a uno sputtanamento mondiale, destinato certamente ad aggravarsi nelle prossime settimane. Anzi si ribalta completamente.

Di certo non è  offrendo tartufi di Alba a onorevole gentaglia in vendita che la “speculazione” si convincerà che Berlusconi è forte e tiene saldamente le redini. Sarà invece il contrario.