L’altro giorno sembrava che Maroni volesse togliere i legacci al Wi-fi, poi il cazzotto a Capezzone che, per quanto si sa, potrebbe anche essere un fatto privato, ha fatto rimandare tutto . Già questo denuncia il dilettantismo e la cialtroneria di un governo in completa balia dell’intestino crasso, di un governo che invece di pensare al Paese è ossessionato dal nascondere i disastri che sta combinando e quello che gli procura la sordida senilità del capo.

Ma c’è molto di più, caro poliziotto postale che stai schedando questo post. Forse ti hanno riempito la testa di slogan e di sciocchezze  sui “comunisti”, a cominciare dal buon parroco da cui hai appreso che la vita celeste si paga con una vita di merda. E sulla libertà hai idee molto confuse. Ma nessuno ti ha dato gli strumenti per uscire da questa gabbia di verità infantili e falsità adulte, così non sai che quello che stai facendo è esattamente quello che avviene nell’unico Paese comunista rimasto, ossia in Cina, oltre che in poche altre dittature.

Tu stai spiando all’insaputa degli utilizzatori di un social network, senza alcun mandato dei magistrati, nascosto in una stanza, al chiuso di paure e pregiudizi, stai facendo qualcosa di illegale e per giunta di “comunista”  solo perché il ministro Maroni, che non rimarrà in eterno in quella carica, ha firmato con Facebook un accordo per poter violare in segreto i profili degli utenti al fine di schedarli.

Forse sei convinto che «finché si esegue la volonta della leadership, si sta agendo legalmente». Ma questo, che per inciso faceva parte dello statuto della Gestapo, è tipico di qualsiasi regime autoritario. Eppure è ciò che stai facendo pensando di essere in democrazia.

Non ti pare strano poter entrare illegalmente nei profili per volontà di un governo che poi vorrebbe invece abolire le intercettazioni telefoniche legali? Non ti suona illogico, non ti scatta un campanello di allarme?  Non pensi che alla fine della tua pesca segreta e miracolosa nelle vite degli altri purché non siano potenti, sarai anche tu un soggetto da controllare e sarai senza difese?

So che è comodo e anche divertente. Che, infiltrando infiltrando, ti capita di unire l’utile al dilettevole. Ma forse qualcuno sta già spiando te: chi va al mulino s’infarina.

Naturalmente anche negli uffici di Facebook verrà letto tutto questo, probabilmente senza che ci si ponga domande, esattamente come negli 80 uffici della polizia postale, perché spesso capita che la perdita di orizzonti coincida col non averne. Facebook non può dipendere da alcun governo, non dovrebbe almeno come del resto nessuna piattaforma di scambio di informazione. Ma forse le crescite troppo frettolose creano delle distorsioni e consigliano mosse che alla fine favoriranno altri.

Solo che se fossi in quegli uffici proverei un po’ di vergogna. Perché diciamolo: una cosa è piegarsi al governo cinese, un’altra al governo di bunga bunga. A chi conviene sputtanarsi per un Maroni? Temo chi non li ha. Ce ne vogliono e tanti perché la cosa più difficile nella mondo di oggi è credere in ciò che si fa e non solo sfruttare un’onda.