il metodo Boffo dei dossier, il metodo Silvio degli acquisti. Ma il sistema più praticato a tutti i livelli è il metodo Pinocchio. Masi dice che non è censura aver sospeso Santoro per 10 giorni in maniera da evitare due puntate di Anno Zero: e quel naso da servo gli cresce a tal punto da costringerlo a una posizione a 90 gradi.

Ma anche l’Inps dice che non è censura aver nascosto sul suo sito il modulo di calcolo per le pensioni dei parasubordinati, ossia dei precari. No, non è censura, ma il direttore dell’ente, Mastrapasqua ( ci starebbe meglio Mastraquaresima) ha detto che se quel modulo fosse disponibile si rischierebbe la rivolta sociale.

E non pratica la censura neanche l’Istat che pubblica dati “aggiustati” per nascondere la realtà: ad esempio nascondendo mezzo milione di poveri in più semplicemente non tendendo conto dell’inflazione. O che ci meraviglia con cifre sull’ aumento della produzione industriale in agosto in presenza di un calo del 17% della costruzione di automobili e con una diminuzione del 3,5 per cento del consumo di energia. Quando si vuole la matematica fa miracoli come le madonnine piangenti.

In effetti bisogna dire che in questo Paese l’unica cosa che non è ormai censurata è la censura.