Il dottor Stranamore esiste, non è nato dalla fantasia di Peter Geroge e Stanley Kubrick. Quell’uomo con il tic del saluto nazista, con l’accento tedesco e senza alcun rispetto della vita umana lo abbiamo visto ieri sera ad Anno Zero. Ha cambiato di nome, si chiama Edward Luttwak, si è fatto curare il tick, ma è diventato ancora più cinico.

Abbiamo sentito che le organizzazioni umanitarie agiscono “fuori del controllo democratico” espressione demenziale per dire al di fuori del controllo del governo e dei militari, “fanno ciò che vogliono”, vale a dire osano curare anche gli avversari. E, dulcis in fundo, “allungano la durata della guerra”.  Il che porta a pensare che secondo questo demente lo sterminio degli avversari e, quando non siano facilmente riconoscibili, dell’intera popolazione sia il metodo migliore per abbreviare la durata dei conflitti.

Un tesi alla destra del dottor Goebbels, una straordinaria sintesi tra nazismo, ultracapitalismo e cliché culturale anglosassone che prende la visione strategica dal primo, il cinismo dal secondo e le forme espressive dal terzo.

La grande preoccupazione di questo Stranamore che ci tocca ascoltare perché è l’unico ultraconservatore e destro mondiale che conosca l’italiano, consiste nel fatto che le democrazie non riescano ad essere crudeli e ciniche come le dittature. E che rischiano anche di essere meno efficienti.

Però ad ascoltare queste cose c’è da chiedersi quale sia la differenza con i Talebani e perché si fa la guerra a loro e non ai Luttwak che ne rappresentano l’edizione occidentale. Sarebbe molto meno costoso, rapido ed efficiente. Lo stesso Luttwak, sono sicuro, ne sarebbe soddisfatto.