Non c’è dubbio che papa Wojtyla abbia macinato uno spaventoso numero di chilometri, elevato agli altari un santo a settimana, occupato l’universo mediatico con le dimensioni inedite . E le dimensioni si sa contano.
Ma la qualità non sempre è stata all’altezza: pure nel filtro edulcorato che accompagna sempre i vicari di Cristo in questo Paese e per ragioni che poco hanno a che vedere con la fede, lo abbiamo visto a braccetto di Pinochet, quasi a benedire la dittatura e il famigerato stadio di Santiago, lo abbiamo sentito difendere Marcial Maciel Degollado, guida corrotta dei Legionari di Cristo e abbandonare monsignor Romero nelle braccia dei suoi assassini, coprire la pedofilia della Chiesa e monsignor Marcinkus per gli oscuri intrecci dello Ior con l’Ambrosiano e anche con la mafia, necessari tuttavia per finanziare Solidarnosc. Ciliegina postuma, Wikileaks ci fa sapere che aveva anche approvato Guantanamo.
Il tutto dentro una crociata contro la modernità che rende impossibile considerarlo il papa dei diritti umani come pure qualcuno vorrebbe definirlo. Anzi diciamo che questi diritti, nati con la democrazia laica Wojtyla, li ha combattuti a fondo. Il fatto di aver indirettamente e direttamente accelerato la fine del comunismo non lo fa un campione della libertà contro l’oppressione, ma semmai un integralista religioso contro l’ateismo: delle libertà civili soppresse con il sangue nei regimi di destra non sembra essergli mai importato granché.
A pensarci bene Giovanni Paolo II è stato in qualche modo l’esempio vivente del revisionismo, una sorta di testimonial di Ernst Nolte. Come si sa la tesi centrale dello storico tedesco, allievo di Heidegger, era che il nazismo era nato in contrapposizione con la nascita dell’Unione Sovietica e che dunque il bolscevismo era il “prius” da cui derivava tutto, compreso l’Olocausto, visto che ebrei erano considerati come fondatori del comunismo. Tanto che la battaglia fra due questi due fenomeni non si limitò ai due stati che li incarnavano, ma innescarono una guerra civile europea.
E’ una tesi che contiene qualche verosimiglianza e molti fraintendimenti, soprattutto perché nata e piegata allo scopo sostanziale di dare una giustificazione al nazifascismo, cosa forse plausibile in un universo heidegger-schimittiano, ma non in quello reale. E non in quello radicato nell’illuminismo.
E così vediamo Wojtyla che fa di tutto per disgregare il comunismo in Polonia, ma non dice nulla contro le dittature di destra in Sud America perché nate con il pretesto di arginare i movimenti comunisti. E così il papa si affaccia al balcone assieme a Pinochet, diffida di Romero, insomma fa il noltiano fino in fondo.
Ciò che gli interessavano erano i diritti e la libertà? Un ben strano modo di dimostralo. E infatti ciò che gli interessava era solo una specie di guerra civile mondiale contro l’ateismo, incarnato nel comunismo. E non solo nel socialismo reale dell’Urss e dei Paesi dell’Est, ma in qualsiasi idea sociale che facesse a meno di Dio. Così se una canaglia o un massacratore era al contempo devoto gli si poteva perdonare la malvagità alla quale era costretto dal comunismo incombente.
Al papa beato poco importava che vi fossero in quel pensiero e in quei movimenti che combatteva dei lieviti vitali e anche un concetto di solidarietà sconosciuti al liberismo di cui fu uno degli sponsor mondiali. Il suo fulcro era l’integralismo religioso, cui tutto era sacrificabile.
Con queste premesse non si fa fatica a riconoscere la Chiesa ottusamente conservatrice di oggi che infatti beatificando Wojtyla persino con l’ostensione di fialette di sangue e eparina, non fa che beatificare se stessa, e la cecità. A quando il beato Nolte da Witten?


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Questi cara Agnese non sono argomenti, sono il rovistare in un barile per trovare qualcosa da contrapporre alla tesi. Ma d’altronde la fede è impermeabile a qualsiasi argomento, quindi vi lascio all’adorazione delle ampolle di sangue e a tutte le altre pratiche tribali di cui vi compiacete.
la favola della corrispondenza con pino chet anche, ma se ha scandalizzato il mondo perchè non si è presentato al suo funerale e questa come la spieghi? Non diciamo che è stata la malattia, il pope ha viaggiato fino all’ultimo in condizioni disastrose.
Lo scempio della visita a Pinochet, e l’ affettuosa corrispondenza amicale durata anni, non sono che la punta dell’ iceberg. Woytila è colui che ha isolato e di conseguenza ucciso la teologia della liberazione; colui che tramite l’ indegna figura di mons Pio Laghi ha di fatto avallato la dittatura dei generali in Argentina e i loro voli della morte. Questo papa è stata una tra le figure più oscure del xx secolo, per le azioni ma soprattutto per ciò che i media ne hanno fatto.
mah…aspettavo il tuo articolo sulla beatificazione e non m’aspettavo meno acredine, ad esempio nessuno parla mai della sua visita a Cuba, Fidel gli baciò l’anello papale, fu un tripudio, tutti questi Santi che citi, viene criticato dalle gerarchie perchè durante il suo papato non sono maturati santi, e tanto altro che non sto qui ad elencare, non c’è peggior sordo che non vuol sentire. Non sono qui a difendere il pope, ma se è vero che lo Stato è laico è vero anche che di cose spirituali con analisi così filosofico politiche, perfette nella loro esteticità, parlo della tua magnifica penna, non bastano a spiegare il significato o lo spessore profondo di una beatificazione. Io vivo benone il mio primo maggio come festa dei lavoratori con la consapevolezza che un pope non può cancellare l’oscurantismo di secoli e lo ior e che ha iniziato invece quel processo che stà avvenendo sui preti pedofili proprio lui e tanto altro. Gravissimo aver lasciato solo Romero, ma Romero è stato abbandonato da tutti anche dai suoi fidatissimi proprio come Cristo. Ora riderai nel tuo ateismo, ridi pure, non so se questo pope è beato o santo e comunque avremmo due concetti diversi delle due parole, ma so di certo che tra Rarzy e lui non sono sufficenti tre galassie perchè molto del suo operato non si conosce, lo avrebbero fatto fuori come il suo predecessore. Dal di dentro caro Alberto le visioni e le cose cambiano, eccome! Ciao e buon primo maggio.
Ben detto Alberto, ben detto…
Parole sante le tue, Alberto, anzi, per il momento solo beate