In piazza ci sono i giornalisti e il popolo viola. Contro l’ennesimo bavaglio delle libertà: il divieto di pubblicare intercettazioni e persino di riassumerle. Il Pd non c’è, né in piazza né nelle dichiarazioni facendo ben comprendere che il provvedimento, salvo qualche correzione, non gli dispiace. La casta è casta anche quando alloggia nella dependance di una villa padronale.
Nemmeno ha esclamato “vergogna” la parola che da qualche tempo sembra aver sostituito la mancanza di parole. Ma non fermiamoci alle impressioni il Pd sta cercando dieci parole parole d’ordine da lanciare in caso si dovesse davvero arrivare alle elezioni anticipate. Qualcuna, come puro titolo ne ha raggranellata, ma le altre le sta cercando in giro.
Ma come in questa Italia disastrata e tormentata è poi così difficile trovare una decina di parole chiave? Non ci vuole certo la Settimana enigmistica per andare oltre l’ovvio di lavoro, università, ricerca, giovani, green economy, quelle già collezionate. Chi lo sa, magari correttezza, onestà, rigore, conflitto di interessi.
Ma con dieci parole si fa poca strada: sono troppe e insieme troppo poco, anche la difficoltà di reperirle lo dimostra. Magari si può provare con qualche frase: basta precariato, basta risparmi sulla scuola, basta corruzione, sì ai diritti civili. Sono 12 parole, un programma essenziale, ridotto all’osso, ma che significa qualcosa.
Purtroppo temo che lascerebbe l’opposizione senza parole.


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sono 12 parole che hanno l’opposizione senza parole anche quando era al governo
Forse non sono nemmeno più per il popolo, come scrive giustamente Alberto la casta e casta! e i punti, anche ridotti all’osso non sono in grado di scriverli, e se li scrivessero avremmo qualcosa di ibrido, non ben definito sul quale non sarebbe nemmeno possibile lavorare con un minimo di coerenza, anche a me non piace grillo, ma sempre più sento che l’unica alternativa che abbiamo è muoverci come cittadini, con tristezza scrivo questo, ma a mio avviso avevamo mal interpretato anche il discorso sui partiti che lui faceva, che ci piaccia o no i partiti sono morti, ammuffiti, puzzano di massoneria, di interessi che non hanno più nulla a che vedere coi nostri bisogni.
Anche se non mi piace Grillo, gli devo ragione quando lo chiama pdmenoelle. Sono ancora convinti che la politica si fà nei salotti televisivi e nelle segreterie del partito, se poi penso che sperano nello strappo di fini con il pdl, allora questa la interpreto come l’ammissione del loro fallimento. I gravi problemi economici, sociali ecc. ecc. che attanagliano la società italiana dovrebbero essere proprio il programma politico del pd, ma è un programma che a loro non interessa.
Loro sono per il popolo, non con il popolo.