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Dal Russiagate all’ Informationgate

downloadTempi duri per il Russiagate. Come ho scritto qualche tempo fa su questo blog e come emergerà tra qualche tempo dalla pubblicazione, autorizzata proprio qualche giorno fa, dei documenti che mostrano come il pasticcio sia stato creato dal nulla con la connivenza dei servizi segreti interni ed esterni tanto che ci si sono messi anche ucraini ed estoni a dare una mano, ormai la leggenda è stata smascherata senza appello. Anche se l’informazione nostrana tenta grottescamente ogni strada per confondere le acque e non fare alcuna chiarezza sulla vicenda in cui è anch’essa implicata. Quale effetto potrà avere sugli assetti di potere Usa questa guerra interna è difficile da prevedere, anche se essa annuncia la mutazione profonda di un sistema e certamente i cittadini americani saranno amaramente sorpresi dall’ingerenza delle varie agenzie di servizi (in questo caso Fbi e Cia) nella politica interna. Ma il dato più impressionante e significativo che viene  fuori dal dossier è il ruolo guida che i servizi segreti hanno avuto nel condizionare e dirigere l’informazione mainstream, che praticamente ne è stata portavoce per certi punti di vista passiva, per altri entusiasta: il tutto inserito nel contesto di una sorta di golpe morbido, prima riservato solo alle lontane colonie. Adesso chi ha messo in piedi l’operazione sta cercando di cancellare le tracce tanto che l’Fbi ha  informato il Congresso che gli Sms inviati dagli investigatori di Robert Mueller, Peter Strzok e della amante – avvocato Lisa Page, pieni di dettagli sulla famosa « polizza di assicurazione » di cui ha parlato Strzok  per impedire a Trump di assumere le funzioni o di continuare ad essere Presidente  sono state distrutte « per sbaglio ». Guarda che combinazione.

Il fatto è che l’operazione per tentare prima di impedire l’elezione di Trump e poi di creare le condizioni per un impeachment ha portato negli stessi Usa quell’atmosfera di informazione deviata che finora era caratteristica delle colonie o dei territori di conquista: qualcosa che si è visto in Ucraina, dove la CIA e i suoi alleati europei hanno rovesciato un presidente legittimo, Janukovyč e proclamando orwellianamente che questa è la democrazia.  Che si è visto in Siria dove è stato possibile che un esercito terrorista formato da mercenari raccolti un po’ dovunque, ma soprattutto in Libia simulasse una sanguinosa, praticamente senza alcun dubbio da parte dell’informazione ufficiale, una  guerra civile per rovesciare Assad e costruire un nuovo medio oriente made in Usa. Si è visto molti anni fa in Cile al tempo di Allende, in Guatemala, ma anche in Europa. Però in questa misura non lo si era mai visto in Usa, segnale che il quarto potere è ormai in mano ad un esecutivo che a sua volta – lato sensu – è in mano agli editori di riferimento. E qui non abbiamo solo un evidente venir meno degli strumenti essenziali della democrazia, sostituita da potentati in lotta fra loro, ma anche il crescere di peso del partito della guerra stretto attorno all’industria militare e ai 16 servizi segreti che evidentemente hanno acquisito un potere enorme. Tutto questo invita anche a riflettere e a vedere sotto una luce diversa anche altre vicende  che presentano parecchie lacune e contraddizioni nella loro dinamica: per esempio non c’è bisogno di essere complottisti per chiedersi quale ruolo abbiano avuto davvero i servizi segreti nella vicenda delle Twin Tower. Anzi è ormai il minimo sindacale dell’onestà intellettuale.

Ad ogni modo l’affondamento inglorioso del Russiagate ha ben poco a che vedere con la sopravvivenza di Trump e men che meno con una difesa dello stesso che si rivela indifendibile ad ogni occasione che passa, ma con una difesa di quel che resta della democrazia: adesso sappiamo che un esercito di spioni e di cosiddetti giornalisti, alleati a un milieu politico, ha di fatto creato un caso completamente inesistente e come se questo non bastasse lo ha fatto cercando di resuscitare ad ogni costo un clima artificiale di guerra fredda e di ostilità contro la Russia, che se non è un lucido preambolo a un conflitto globale lo rende comunque possibile se non probabile. Se i responsabili pagheranno forse c’è la speranza di raddrizzare questa deriva, ma se tutto finirà in nulla dal punto di vista giudiziario vorrà dire che è ormai troppo tardi, che il sistema è ormai impazzito.

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