Dopo un’estate particolarmente calda che ha fatto frinire a più non posso le cicale della catastrofe climatica, arriva la cattiva notizia. Per loro ovviamente: la calotta della Groenlandia è cresciuta di circa 6 giga tonnellate di ghiaccio, un’inezia si potrebbe dire e tuttavia dimostra come l’impazzimento del termometro ha riguardato la sola Europa centrale e meridionale, un’altra inezia rispetto alla superficie terrestre complessiva. il fatto è che la Groenlandia non ha avito una vera estate quest’anno a causa della configurazione delle correnti a getto che hanno portato una costante alta pressione sull’Europa, ma maltempo continuo sull’Atlantico settentrionale con continue precipitazioni che alte latitudini sono satte nevose.
Vale la pena di ricordare che la Groenlandia, l’isola più grande del pianeta, ha una superficie notevolmente superiore a quella dell’Europa occidentale e aggiungendo i territori canadesi coinvolti nello stesso clima, la stagione più fredda del normale ha ampiamente compensato quella più calda dell’Europa centro meridionale, così da rendere agli allarmi di tutto il sistema mediatico e di chi ci ancora presta attenzione ad esso, del tutto fuori bersaglio oltre che, ovviamente frutto di narrazioni di sconcertante banalità.
In ogni caso l’allarme sullo scioglimento della calotta groenlandese è un altro di quei miti che vengono rispolverati per asseverare la catastrofe prossima ventura, ma una perdita di ghiaccio è assolutamente prevedibile visto che stiamo uscendo da un’era glaciale. Gli scienziati hanno da tempo stabilito, grazie all’analisi delle carote di ghiaccio e ad altre prove, che il XIX° secolo è stato probabilmente il periodo più freddo in Groenlandia dall’ultima era glaciale. Durante i periodi caldi, come il Medioevo, l’epoca romana e i millenni precedenti, la calotta glaciale era più piccola di quanto non lo sia ora. Qualsiasi riduzione della calotta glaciale nell’ultimo secolo deve essere considerata parte di questi cicli a lungo termine. I dati sulla massa glaciale vengono ancora pubblicati regolarmente e sono ora disponibili i dati provvisori per l’anno che termina ad agosto 2026. I dati sui ghiacci della Groenlandia sono normalmente presentati per “anno idrologico”, da settembre ad agosto dell’anno successivo. E come si può vedere benissimo dal grafico qui sotto, le oscillazioni, le perdite e le riprese sono continue:
Da una quindicina d’anni poi c’è stata una netta ripresa della quantità di ghiaccio, proprio mentre ci si strappava i capelli per la scomparsa della calotta e il conseguente aumento del livello degli oceani. In ogni caso anche prendendo in esame i periodi in cui la diminuzione è stata più rapida (ma seguita poi da un aumento) vale a dire i peridi dal 1910 al 1938 e quello dal 2000 al 2015, se anche proseguissero indefinitamente, ci vorrebbero la bellezza di 27 mila anni prima di una scomparsa dello strato di ghiacci. Un periodo più che sufficiente per adattarsi visto che rappresenta più di cinque volt l’intero arco della civiltà umana.



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Chiudete i centri H.A.A.R.P e la geoingegneria militare con le scie chimiche e tutto ritornera normale con piogge e estati calde si ma non impazzite .
https://brightanswers.ai/received/?query=da+cosa+sono+prodotte+e+da+chi+le+scie+chimiche+che+si+vedono+a+bassa+quota+2000+metri+&url=https://www.natura
E che si dice sugli esperimenti della geo ingegneria?
Le “famose” scie chimiche rilasciate da aerei?
Quante di queste pratiche incidono!
Quasi nessuno ha inoltre detto che nell’Europa orientale quest’anno ci sono state quasi sempre temperatura inferiori alla media, tanto che si può parlare di anno senza estate in molte zone della Russia, ma si sa anche in questo caso ha stato Putin!