L’Europa cerca disperatamente un pretesto per unirsi alla crociata contro l’Iran, anche perché Trump insiste, ha bisogno di tutto ciò che rimane degli armamenti europei per evitare una sostanziale sconfitta e allora ecco che viene fatto circolare il dubbio: se le basi americane, vale a dire quelle di un membro della Nato, vengono attaccate si può invocare l’articolo 5 dell’Alleanza e richiamare tutti al loro dovere? Non ha nessuna importanza che gli Usa e Israele siano gli aggressori, a Bruxelles e nelle altre capitali di questo triste continente non si fanno queste pericolose domande che potrebbero anche suscitare il sospetto che siano esseri umani e non burattini con la testa di legno. Ebbene la risposta è no, l’ articolo 5 della Nato recita testualmente:

“Le parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell’America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti, e di conseguenza convengono che se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse, nell’esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, riconosciuto dall’art. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l’azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l’uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell’Atlantico settentrionale. Ogni attacco armato di questo genere e tutte le misure prese in conseguenza di esso saranno immediatamente portate a conoscenza del Consiglio di Sicurezza. Queste misure termineranno allorché il Consiglio di Sicurezza avrà preso le misure necessarie per ristabilire e mantenere la pace e la sicurezza internazionali.”

Ora tutto si svolge in Asia di cui fa parte anche Cipro e dunque non c’è modo di invocare la solidarietà con gli assassini, non è un obbligo, ma una scelta morale, già peraltro invocata da ogni sorta di schiocco esistente dotato di tastiera. E se questo non bastasse, l’articolo 1 stabilisce:

“Le parti si impegnano, come stabilito nello Statuto delle Nazioni Unite, a comporre con mezzi pacifici qualsiasi controversia internazionale in cui potrebbero essere coinvolte, in modo che la pace e la sicurezza internazionali e la giustizia non vengano messe in pericolo, e ad astenersi nei loro rapporti internazionali dal ricorrere alla minaccia o all’uso della forza assolutamente incompatibile con gli scopi delle Nazioni Unite.”

Vedete un po’ voi come questo si possa conciliare con l’aggressione contro un Paese sovrano, tra l’altro nel bel mezzo di trattative per sottometterlo a condizioni inaccettabili per la carta dell’Onu. È vero però che ogni correttezza, diplomazia, umanità ha perso ormai senso di fronte a oligarchie impazzite che seminano distruzione e massacri ovunque. Di certo non si fermeranno di fronte alle parole, ai trattati, ai giuramenti e tantomeno a quelle regole cui si riferiscono in continuazione come un mantra destinato a far tacere la cattiva coscienza: infatti adesso si lamentano che l’Iran eserciti il diritto di autodifesa, sancito dall’Onu e in qualche modo adottato dalla stessa Nato. Almeno ci risparmino la commedia degli equivoci.