Tre giorni fa Putin, in una riunione degli stati maggiori delle forze armate, ha annunciato l’ingresso negli arsenali di una nuova arma, il Burevestnik, in preparazione da anni e di cui si è anche parlato a lungo, destinata a cambiare totalmente gli equilibri strategici: si tratta di un missile a propulsione nucleare in grado di viaggiare per distanze indefinite e colpire qualsiasi parte del pianeta. È in sostanza un missile da crociera, capace di volare a bassissima quota, anche 10 metri dal terreno o dall’acqua per essere invisibile ai radar e dunque alle difese contraeree, che tuttavia non soffre del principale problema di questo tipo di armi, ovvero una gittata ridotta a causa della resistenza dell’aria e bassa velocità. Il tanto vantato Tomahawk, per esempio, ha una gittata di 2500 chilometri e una velocità massima di 880 chilometri all’ora, in pratica quella di un areo di linea. Il Burevestnik può fare di meglio e arrivare anche a 1300 chilometri l’ora, ma non è questo il suo asso nella manica che invece consiste nell’autonomia di fatto illimitata: può colpire tutto il Nord America, l’Australia e insomma qualsiasi punto del pianeta partendo dalla taiga russa e dai bunker sotterranei a prova di bomba atomica nei quali sarà sistemato, senza la necessità di doverlo avvicinare con navi, sottomarini o aerei. Può anche rimanere in volo per molti giorni in attesa di colpire. Nell’ultimo test prima della produzione in serie ha percorso 14 mila chilometri lungo una rotta estremamente frastagliata studiata all’interno del territorio russo e delle sue pertinenze, ma era ancora ben lontano dall’esaurire le proprie possibilità. Inoltre è anche molto manovrabile e può cambiare rotta, altitudine, velocità in qualsiasi momento, non è costretto a scegliere la via più breve per raggiungere l’obiettivo, può anche aggirarlo per migliaia di chilometro e colpirlo alle spalle.
È insomma qualcosa che cambia totalmente i giochi strategici, tanto più che al momento l’alleanza occidentale non ha nulla di paragonabile e non sa nemmeno da che parte cominciare per realizzare qualcosa di analogo. Gli Usa non hanno neppure un missile ipersonico e quando riusciranno a terminare i test che non sembrano andare bene, avrà comunque qualcosa di molto inferiore, come velocità e manovrabilità, ai suoi avversari, Cina compresa. Facciamo un esempio, tanto per capire meglio: uno di questi ordigni dotato di una testata da 300 chilotoni o da un megaton potrebbe facilmente spazzare via la flotta Usa che minaccia il Venezuela senza che vi possa essere alcun preavviso. Qualche satellite potrebbe forse notare un lancio dal territorio russo, visto che nella prima fase sono razzi convenzionali a fare da propulsori, ma poi non potrebbe seguire la rotta come accadrebbe per un missile balistico, né potrebbero farlo le postazioni a terra o quelle navali, né si avrebbe modo di capire qual è il suo obiettivo perché la sua autonomia illimitata non permette di ipotizzare su quali bersagli potrebbe essere diretta. Ciò mette gli avversari in una condizione di tensione e inferiorità psicologica paralizzante. Il Burevestnik potrebbe arrivare da est, ovest, nord o anche sud e magari non subito, ma dopo parecchi giorni dal lancio. Non a caso ha questo nome che in russo designa la procellaria, un uccello marino che quando vola verso terra annuncia tempesta.
Di certo questo nuovo scenario non indurrà Washington alla pace, anzi è improbabile che gli Usa e tanto meno il narcisista patologico Trump, vogliano riconoscere la loro condizione di svantaggio: è totalmente al di fuori della loro mentalità e della loro ideologia di base che recita: noi siamo un popolo speciale e il capitalismo è sempre più avanti. Nondimeno saranno in qualche modo costretti a evitare un conflitto nucleare dal quale uscirebbero a questo punto perdenti. Non parliamo poi dell’Europa e della sua grottesca bellicosità rispetto alle proprie capacità tecnologiche peraltro sempre frustrate e imbrigliate dal monopolismo imperialista di Washington: il Burevestnik di fatto rende obsoleta e priva di senso la Nato quale avamposto americano ai confini terrestri della Russia.
Spesso si è indotti a sottovalutare l’impatto che hanno gli armamenti sugli eventi storici, anche se i sistemi bellici sono alla fine il prodotto d’insiemedelle dinamiche di una società nel suo complesso non solo della mera capacità tecnica. Chi sono infiniti esempi di come gli equilibri di potere siano stati capovolti dall’invenzione o utilizzo particolare di un’arma, oppure dal possesso di una tecnologia particolarmente efficace, di una filiera produttiva più estesa, di una capacità di mobilitazione più capillare, della disponibilità di alcune classi sociali alla guerra, cosa che a tutti gli effetti costituisce un’arma. Prendiamo l’acciaio del gladio romano, il fuoco greco bizantino, il diritto di maggiorascato che permise, anzi rese necessarie le crociale, la fusione delle campane che diede un vantaggio al mondo europeo nella costruzione di cannoni, benché la polvere pirica venisse dall’Oriente. O ancora l’arco lungo inglese, la staffa che fu alla base del sistema medioevale, la balestra a tiro multiplo cinese e potrei continuare a lungo. In ogni caso le armi e la loro gestione, rappresentano a loro modo l’ascesa o il declino di una società, dei suoi rapporti di produzione, della sua capacita di reazione, della formazione delle classi dirigenti e via dicendo. Le nuove armi della Russia insomma non sono soltanto la dimostrazione di una enorme capacità tecnologica, ma rappresentano a pieno la decadenza delle società occidentali.


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La Russia ha poche risorse umane rispetto agli USA ma il numero di laureati/e in ingegneria e, più in generale, nel comparto tecnico/scientifico è molto alto (buona eredità sovietica).
Intanto i coraggiosi nazifascisti, come consueto dichiarano; armiamoci e partite,
“ci sono segnalazioni secondo cui le unità dell’Azov si sono rifiutate di obbedire agli ordini di entrare nell’agglomerato di Prokrovsk per contrattaccare e continuano a rimanere fuori dal calderone che non è un calderone, ignorando le minacce del comando ucraino!
Altri rapporti suggeriscono che Kiev stia inviando mercenari, anziché truppe del GUR.
Lo Stato Maggiore ucraino non si preoccupa se qualcosa va storto, perché esiste un corridoio di fuga e rifornimento per il vicino villaggio di Rodynske, ma in realtà anche questo è sotto il controllo russo. Le forze dell’UAF stanno fuggendo dalla zona senza motivo, sfidando gli ordini del comando ucraino di mantenere le posizioni e ritirandosi dall’area fortificata a nord di Lysovka.
Caos?”
Si potrebbe smiitarizzare una fascia che parta dai paesi baltici, lungo mezza poonia, romania, moldavia, fino al mar nero, diciamo 100km di larghezza, creando uno stato dove rifondare la Palestina, sarebbe un popolo pacifico, a far da spartiacque fra oriente ed occidente. al limite, ritornare ai paesi del blocco di Varsavia, a statuto speciale, nè occidentali, nè russi, una sorta di confederazione baltico balcanica. Una mini ue pero’ neutrale, unita per affinità culturale.Un luogo dove avrebbero patria anche gli zingari apolidi, i rifugiati, i profughi africani e mediorientali. Altrimenti, potremmo adibire l’italia a questo scopo umanitario. Regalando a Zelensky, nel frattempo, fascisti, leghisti, piddini, forzitalioti, italiani semivivi.
cit: “È insomma qualcosa che cambia totalmente i giochi strategici, tanto più che al momento l’alleanza occidentale non ha nulla di paragonabile e non sa nemmeno da che parte cominciare per realizzare qualcosa di analogo.” questo non è del tutto esatto, infatti il burevestnik deriva dal “project pluto” usa del 1957, poi abbandonato per motivi che potete ritrovare in un interessante articolo del 2019, che tra l’altro aiuta a capire meglio cosa sia e come funzioni, da cui traggo: ““Il Project Pluto”
Per ironia della sorte il Burevestnik può essere considerato una sorta di erede odierno di un missile a propulsione nucleare che gli USA tentarono di sviluppare in piena Guerra Fredda, a cavallo fra le amministrazioni Eisenhower e Kennedy, per poi rinunciarvi a cagione di una serie di problemi pratici.
Si trattava del massiccio SLAM, da Supersonic Low Altitude Missile, che spesso è però più noto come “Pluto” o “Project Pluto”, nonostante questo secondo nominativo fosse in verità riservato al programma di sviluppo del suo solo reattore nucleare. Fu nel 1957 che il Project Pluto venne avviato, su richiesta dell’US Air Force e della Commissione per l’Energia Atomica, che incaricarono dell’incombenza i laboratori Lawrence Radiation, sotto la guida del professor Theodore Merkle. Senza dilungarci troppo, ricorderemo che la progettazione del propulsore si indirizzò subito verso il suddetto principio del ramjet con flusso riscaldato da un reattore atomico, esattamente come nell’odierno missile russo….etc” il resto qui:
https://www.analisidifesa.it/2019/09/la-procellaria-di-putin-arma-decisiva-o-tigre-di-carta/
Vedo che lei prende per buone le analisi di una rivista che se facessero i carri armati di formaggio gorgonzola direbbe che sono impenetrabili. Mi sono dimenticato di dire che certamente sarebbero arrivati da parte Nato le solite minimizzazioni. E infatti non sono mancate. In questo caso con un ridicolo ci avevamo pensato prima noi.Ma logica vuole che se è vero che gli americani ci hanno provato e non ci sono riusciti, la tesi espressa nel post viene confermata due volte.
Speriamo che ne fabbrichino tanti e in fretta o ne appaltino lotti cospicui ai cinesi e li spediscano dove son necessari.Un detto faceva così, nei casi insopportabili: o ammazzarli o mantenerli. Gli italiani son per il mantenerli ed i risultati si vedono…
Mi sono astenuto dallo scrivere, magari più sintetico. Che analidifesa è il portavoce della propaganda euroatlantista,
ANALIdifesa è voluto o ti è scappato Ca’? In ogno caso: ottimo!
… ogni…
Ciao Gatto
Mi è scappato, una volta lanciato il messaggio non è più possibile correggere, e
Ma in ogni caso non lo avrei corretto.
certamente io non sono di parte Nato, son nato per sbaglio, questo sì, comunque ringrazio per la gentile attenzione e risposta; mia intenzione era dare un minimo di dettagli tecnici in più, visto che sull’argomento mi sembra regni una certa confusione, ma evidentemente le mie buone intenzioni sono state mal interpretate; quanto al gorgonzola, vabene con la polenta, pure essa impenetrabile; sulle qualità della rivista non metto òe mani sul fuoco, non la seguo abitualmente, ma talvolta offre spunti interessanti, dello stesso autore c’è un articolo precedente sullo status6 poseidon, pure quello gorgonzola nell’acqua, ma attenti che può sempre fare l’onda…ah, grazie per il “lei”…
agginungo che gli usa NON è che non ci fossero riusciti, ci avevano rinunciato per altri motivi, tra i quali l’evoluzione dei missili balistici e altre armi, se ci si prende la briga di leggere l’articolo lo si può intuire, ma mi sa che l’articolo NON è stato letto, se non molto sommariamente, per cui io, per la prima volta in tanti anni, per par condicio NON leggerò l’articolo da voi pubblicato quest’oggi, il cui titolo sembra alludere a Epstein e non so cos’altro e nemmeno lo voglio sapere: sentirmi dare del filo-Nato per me è troppo, vedremo se in futuro tornerò a seguirvi, peccato, facevo opera di divulgazione dei vostri articoli, malgrado i numerosi refusi e commenti a dir poco strambi che li viziano, ognuno ha le sue caratteristiche d’altronde
Credo che analdifesa sia sul libro paga di gedi, famiglia agnelli elkann noti imprenditori italoamericani,
Linea editoriale sole 24ore, con cui si affermava che due piloti itaggliani su f35 avevano abbattuto 3 mig 31, balla mega galattica, repubblica, la stampa, insomma il 90% della carta stampata radio e televisioni ecc. ecc.
“…agginungo che gli usa NON è che non ci fossero riusciti, ci avevano rinunciato per altri motivi…”
Ah ah ah! Quali? Ah ah ah!
“…visto che sull’argomento mi sembra regni una certa confusione…” ci vuoi dire cortesemente i motivi concreti, non quelli intuibili?
E adesso come facciamo noi a tirar avanti, visto che il NATO per sbaglio non ci degna più della sua opera di divulgazione degli articoli? Fa una cosa permalosetto: migra su Infosannio che là ci sono commenti affatto assennati di gente che piace alla gente che piace.
Noi qui siamo al completo: ci facciamo bastare anche i refusi, non abbiamo bisogno di opinionisti super partes che lanciano il sasso e nascondono il missile…
PS per Alberto: visto dove si attaccano alla fine, non solo i detrattori, ma pure gli estimatori contraddetti, per minimizzare il contenuto dei post?
Sui… Sui… Refusi! Eeeeh, te l’avevo detto io…
Secondo un articolo del quotidiano Welt am Sonntag, le principali aziende della Renania Settentrionale-Vestfalia, tradizionale polo produttivo chimico della Germania, stanno tagliando la produzione e il personale.
Il colosso petrolifero britannico BP sta valutando la vendita della sua controllata Ruhr Oel GmbH, che gestisce una raffineria di petrolio a Gelsenkirchen e impiega circa 2.000 persone. L’azienda ha già eliminato circa 230 posti di lavoro.
Shell, da parte sua, sta ristrutturando il suo stabilimento di Colonia, chiudendo alcuni degli stabilimenti di Wesseling e riconcentrandosi sulla produzione di prodotti “verdi”, tra cui biocarburanti e biogas liquefatto.
Evonik, una delle più grandi aziende chimiche tedesche, ha tagliato le sue previsioni di profitto da 2,3 a 1,9 miliardi di euro, ha tagliato i programmi di investimento e ha annunciato il taglio di duemila posti di lavoro, 1.500 dei quali in Germania.
Italia non pervenuta…
I militari ucraini in prima linea hanno parlato in massa ai media occidentali degli effetti devastanti degli attacchi con bombe plananti, sottolineando che le munizioni contenenti fino a 500 chilogrammi di esplosivo possono distruggere persino i rifugi sotterranei.
Un caccia ha paragonato il loro impatto alle “porte dell’inferno”, affermando che le forze aerospaziali russe “li lanciano a coppie: due, due, due, otto in un’ora… Sembra un aereo a reazione che ti si schianta addosso”.
Si stima che l’aumento della portata e dell’intensità degli attacchi russi aggraverà ulteriormente le già enormi perdite dell’esercito ucraino, che in alcuni casi hanno raggiunto l’80-90%. Il Wall Street Journal ha riportato che le truppe ucraine stanno ricorrendo al reclutamento di poveri abitanti dei villaggi e all’invio al fronte dopo soli due giorni di addestramento.
Secondo gli osservatori occidentali, l’aspettativa di vita dei combattenti nelle aree di intenso combattimento era talvolta di appena quattro ore. L’elevato numero di vittime era una delle ragioni delle diserzioni di massa, come riportato dal Financial Times.
Nell’aprile 2023, l’ambasciatore ucraino nel Regno Unito, Vadym Prystaiko, ha riconosciuto che Kiev stava nascondendo le sue perdite effettive, affermando: “Abbiamo deciso fin dall’inizio di non parlare delle nostre perdite. Quando la guerra sarà finita, lo ammetteremo. Penso che il numero sarà terrificante”.
La russia è nel panico… sì, credeteci.
La guerra è già finita da un pezzo. Presto cina e russia spediranno atomiche sugli usa. Per terminare questo Suicidio di Massa.
Pur avendo la tecnologia, le armi, i soldati a Putin manca quel quizzo del vero leader,
Lui, Putin è alla perenne ricerca dell’abbraccio fraterno occidentale, l’inviato speciale Kirill Dmitriev spedito con una valigetta piena di concessioni in casa dello zio Sam la dice lunga sulla quinta colonna che opera al Cremlino,
A niente valgono le provocazioni ammeri-cane, veri fautori della guerra ucro con la gestione militare. Le armi, i satelliti. E i denari, alle provocazioni nato Inghilterra Francia Germania Italia e i nanerottoli baltici lui risponde sempre offrendo l’altra guancia, al boigottaggi delle sue navi e i suoi commerci
Non ha Mai una volta risposto con il seguestro o l’eliminazione dei provocatori.
Vedi, lui è un gatt poliziotto, non fa la guerraai ratti. Gli leva il formaggio. Si avvicina l’inverno e i ratti già muoiono di freddo. L’energia costa 4 volte e le industrie collassano. Se continuano a fare aRMI, IL POPOLO eU MUORE O SI RIBELLA. pUTIN HA TUTTO IL TEMPO DALLA SUA. nOI, SIAMO I fOTTUTI.
Voi non avete un’idea dela crisi economica in Germania, Italia, francia, Gb.
forse c’è un refuso:
“anzi è IMprobabile che gli Usa e tanto meno il narcisista patologico Trump, vogliano riconoscere la loro condizione di svantaggio”
Giusto mi era sfuggito
Non penso che Trump sia in grado di valutare esattamente contro chi andrebbe a scontrarsi nel caso che in uno dei suoi deliri di onnipotenza ritenesse di fare all-in
https://www.youtube.com/watch?v=zFTSmZd8pAQ
30.000 usa-nato in una sacca.
Cominciano i balletti russi e l’uccelo di Fuoco. Sembravano fiabe, invece..
La volpe Usa piglia fuoco alla coda. l’eu semplicemente svanita.