Bambini vi leggiamo una fiaba per farvi addormentare meglio. Dunque apriamo il libro… hum, ecco riprendiamo da dove avevamo lasciato ieri sera: “Putin è un predatore, un orco alle nostre porte che ha bisogno di continuare a mangiare …“ Sebbene non ritenga che Macron sia una persona particolarmente intelligente e che potrebbe avere una collocazione perfetta come commesso di una sartoria maschile, non può essere così stupido da lasciarsi scappare dichiarazioni così infantili in un momento drammatico come quello che stiamo vivendo. Se non fosse che ormai il favoleggiare di una realtà inesistente ha talmente preso la mano del milieu politico, che simili espressioni possono sfuggire. E se la première dame de France non può essere paragonata a Biancaneve, almeno non a quella tradizionale, per quanto riguarda la geopolitica ci si butta su Haensel e Gretel, su Pollicino o Raperonzolo. Perché non condire le balle a getto continuo con archetipi e narratemi proppiani che sono più efficaci nel sublimine delle persone ormai deportate in un mondo inesistente? Dopotutto la vicenda di Gaza ci dimostra che quello di Erode non è solo un racconto fantastico, ma una realtà concreta, per quanto orribile e impensabile: così se la hitlerizzazione di Putin non ha sortito grandi effetti, se non sulle menti più coatte, anche perché è stata la Russia a sconfiggere il nazismo, meglio provare con gli orchi che sentono odor di cristianucci.

Se poi qualche fiaba trova degli scettici fra gli stessi narratori, allora li si licenzia come è accaduto all’analista della Cia incaricato di redigere un rapporto sugli effetti dei bombardamenti di Trump sui siti nucleari iraniani: dire che avevano avuto scarso successo, è stata una ferita alla tracotanza del miles gloriosus di Washington. Licenziato in tronco. Perché sia chiaro che i bambini non devono essere esposti alla realtà, che devono vivere un’eterna infanzia nella quale può essere detta qualunque cosa. Oddio c’è anche il problema che le super bombe lanciate sui siti dell’Iran hanno avuto un’efficacia molto scarsa in assoluto, ma anche rispetto alle attese degli strateghi da tavolino e da mazzetta rispetto al costo, dunque sono perfette solo per il telefilm americano, oggi alla sua ottantesima stagione. Rivelare qualcosa sul retroscena non è bene per l’intestino del Pentagono, abituato a masticare commesse miliardarie.

D’altro canto come si fa a proclamare i famosi valori dell’Occidente che in Europa vengono immancabilmente citati come corollario e responsorio politico obbligatorio, se poi nel mondo reale non soltanto vengono ignorati, ma persino esorcizzati? Dunque occorre una continua rappresentazione che in qualche modo si accordi con essi, la derealizzazione più che la menzogna in sé, diventa una necessità della politica, assieme alla distrazione, lasciando che i media si occupino di questioni senza senso, tipo quella del gruppo di 32 mila cretini che si scambiavano foto delle mogli, suscitando l’ira funesta contro il patriarcato. Oppure, al contrario si creano delle saghe dove si dice tutto e il contrario di tutto per creare la massima confusione mentale, come la saga degli ombrelloni vuoti che è un vero enigma in un Paese dove l’occupazione cresce continuamente, la deindustrializzazione non esiste, i salari e gli stipendi seguono l’inflazione, il Pil ha sempre il segno + mentre gli operatori del settore ne approfittano per chiedere sconti sull’Iva e sui contributi. Ho scelto dei temi locali, ma è così da qualunque parte si vada, perché l’importante è che non si pensi a nulla, che ci si preoccupi degli orchi come fossero i fantomatici nemici pronti a buttarsi sulla fortezza Bastiani. I tartari non arriveranno mai, ma la guarnigione deve essere illusa, fare come se l’accadimento fosse imminente, mentre in realtà lo scopo è mettere tutti in una sosta esistenziale attraverso la quale ogni operazione di dominio può essere realizzata. Da Gaza, all’Ucraina e ora al Venezuela, la guerra è pace. Credeteci, bambini che vivrete felici e contenti.