Ricordo i tempi delle figurine, degli album, della coccoina, delle bustine comprate all’edicola, degli scambi degli esemplari più rari e persino dei furti di immagini per completare a tutti i costi la raccolta: tutto questo mondo allora dominato dalla Panini, mi era estraneo e anche un po’ antipatico soprattutto per la prevalenza degli album sui calciatori che mi procurava l’orticaria. Anzi il collezionismo stesso mi pareva assurdo, una specie di succedaneo del possesso, tanto che anni dopo scrissi un racconto proprio su questa manifestazione in forma debole della Wille zur Macht, ma era nel periodo in cui compilavo la mia tesi su Nietzsche. E ora mi trovo a vivere in un Paese che è solo un album di figurine, dove tutto si riduce ad immagine, dove la politica si arena sul mero gesto estetico, tipo Musk con il braccio alzato o su santini come Berlinguer di cui la massima parte della gente non sa assolutamente nulla, peraltro del tutto omogeneizzate con quelle di Sanremo o di qualsiasi altra manifestazione dell’effimero.
Ma tutti compongono egualmente l’album con le figure di riferimento senza mai aver letto una riga dei personaggi di cui attacca l’effige negli spazi predisposti, il che è un grande vantaggio per i trasformisti. La politica è diventata solo questo: una contrapposizione di album dentro una simulazione di uno scontro fittizio tra destra e sinistra che in realtà non esiste dal momento che tutti fanno riferimento al neoliberismo, una delle tante conseguenze della cattività statunitense che ci ha regalato l’incipiente impoverimento, ma che distribuisce a piene mani la figurina di Capitan America. Pensare è vietato perché non è compreso nell’album, anzi esso esiste proprio per vietare qualsiasi elaborazione che superi i limiti o meglio la prigione del “non esiste alternativa”. Non esiste per Meloni – Salvini così come per Schlein – Bersani – Renzi o per Conte che sono oggi le figurine base e già questo ci dovrebbe dire molto intorno alla nostra miserevole condizione. Tutto è così, persino gli scandali che scoppiettano nella vita di una repubblica in stato terminale come mortaretti in un Capodanno da ubriachi, non sono altro che immaginette il cui senso è solo quello di attaccarle in una collezione che dimostra la presunta pericolosità e abiezione morale dell’avversario. Nemmeno un pensiero è dedicato al panorama generale che ne esce fuori, alle linee di potere che si affacciano dentro questa palude e ai loro riferimenti.
Siamo di fronte alla trasformazione di un mondo, ma noi abbiamo solo collezioni in funzione apotropaica, come amuleti: ci si divide tra russi e ucraini, tra occidentalisti e cinesi, tra favorevoli e contrari all’immigrazione selvaggia, tra gente che considera orribili i fatti di Gaza e chi li giustifica e forse anche li apprezza, tra oppiomani della “Scienza” di cui peraltro comprendono meno di nulla e “spiritualisti” di ritorno, tra chi vuole la pace e chi la guerra santa, tra chi cerca di sottrarre se stesso e gli altri ad esperimenti da apprendisti stregoni impegnati nel campo della guerra biologica e chi invece invoca la salvezza da parte delle multinazionali che un tempo aborriva e così attacca le immaginette di Fauci dotate di adesivo nano molecolare. In tutto questo non c’è futuro, ma tanta ordinata confusione a cui si mescola la disonestà. Certo oggi, dopo le ultime rivelazioni sull’Usaid sappiamo che molti album e figurine venivano pagati da cinici detentori del potere reale. Ma state tranquilli, sarà complottismo come già dicono i fruitori dei fondi di strumenti americani di sovversione in comunione con i miliardari che hanno corrotto un intero mondo per poter continuare il loro carnevale, dietro le varie maschere che hanno fabbricato.
Per uscire da questo incubo bisognerebbe bruciare gli album, strapparli, mandarli al macero e cominciare a pensare privi di questo insopportabile fardello che non è una bussola, ma un inganno. Sì occorre cominciare a parlarsi e discutere senza che le opinioni diverse siano considerate a priori come scandalose o inaccettabili attentati all’antropologia narcisista che ci domina. Certo i fruitori diretti o indiretti del mondo Usaid, delle Ong e dei think tank possono arrivare a dire che la discussione distrugge la democrazia perché non tiene conto delle inarrivabili considerazioni di chi è autorizzato con tanto di tessera a farlo, come ha recentemente scritto uno dei più illustri e peggiori babbei del circo mediatico. Certo una testa lucida, ma solo per mancanza di capelli. Però essedo egli stesso una figurina non può che cianciare dal suo posto nell’album.
Il fatto è che dopo molti anni di vuoto è difficile lasciar perdere queste collezioni, chiuderle finalmente e ricominciare da capo ad esplorare il mondo. D’Annunzio, una delle tipiche figurine della destra che nel 1900 era ancora un uomo, deputato nel governo Pelloux, non potendone più di votare le leggi reazionarie del primo ministro, si alzò dai suoi banchi e si diresse verso quelli dei socialisti dicendo “Vado verso la vita” e ci rimase per sei anni, prima di fuggire in Francia, assediato dai creditori. La vita è complicata, non è semplice e priva di pensieri come le collezioni che ci hanno abituato a comporre o che vogliamo fare per evitare pensieri e turbamenti. Proprio in quegli anni quella che ora è diventata una illustre figurina della sinistra, ovvero Lenin, seguì attentamente il congresso straordinario dei socialisti a Reggio Emilia del 1912 (conosceva tra l’altro l’italiano) e manifestò il proprio appoggio alla corrente massimalista del partito guidata da un certo Mussolini, perché non si era arresa alla guerra coloniale in Libia. Ho scelto questi due episodi che sembrano uno scherzo proprio per sottolineare la complessità e il dramma del mondo. Il fatto è che occorre capire, non incollare immaginette per rimanere protetti come bambini.


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Gustosissimo pezzo de Ilsimplicissimus, il re della metafora (senza celia): altro che Mrs Travaglio!
“‘Spiritualisti’ di ritorno”: fantastico! Mi vengono in mente un paio di pasionarie di Infobannio…
Le “figurine” che ho visto sono quelle dei ricercati dalla madama.Tra tutte però non ci sono ancora quelle dei veri mal-viventi e affilliati.0 Idoli “a parte” superciuk in negativo.
demistificazione del proprio destino che come un fiume carsico ci trascina ogni giorno nell’imponderabilità della vita