La foto in apertura ritrae la nave mercantile Manitoulan bloccata nel ghiaccio appena fuori Buffalo Harbor, sul lago Erie, uno specchio d’acqua grande quanto tutta la Sicilia, tanto per fare un curioso esempio inverso. L’ incidente è dovuto al fatto che il lago si è ghiacciato quasi totalmente come non accadeva da cinquant’anni a questa parte. Ma probabilmente questo non ve lo diranno e anche l’equipaggio del mercantile non se lo aspettava perché magari si affidava agli incantesimi del riscaldamento globale. Sfido chiunque, del resto, a trovare nel mainstream qualche notizia sull’eccezionale ondata di freddo che sta colpendo gli Stati Uniti e che tra l’altro ha costretto a tenere al chiuso la cerimonia di insediamento di Trump. In particolare il nord est e il medio Atlantico sono assediati da temperature record, simili a quelle del 1977, ma disgraziatamente sottozero e dunque fonte di “disinformazione”.

Anche altre parti degli Usa e del Canada sono nel vortice polare, tanto che a New Orleans, nel golfo del Messico e non d’America come i giornaloni di laggiù cominciano a scrivere, c’è stata una nevicata così abbondante che non si vedeva da 130 anni. Tutto ciò ovviamente non è in linea con la vulgata del riscaldamento globale dovuto alla CO2 e quindi queste notizie non vengono riportate a testimonianza del ruolo propagandistico della narrazione. E poi sarebbe assolutamente scortese parlare di freddo, quando a Davos si parla di caldo estremo per mandare avanti le enormi speculazioni di Net Zero, anche se con l’uscita di BlackRock dal pool di investitori i portafogli cominciano a raffreddarsi.

Del resto sono molte le contraddizioni che ormai emergono: per esempio il fatto che i ghiacci dell’Artide sono aumentati del 26% rispetto al 2012. Nel 2007 un articolo della Bbc, ancora oggi ferrea sostenitrice degli oceani che bollono, aveva invece drammaticamente annunciato che le estati artiche sarebbero state completamente libere dai ghiacci entro il 2013, previsione dalla quale nacque la campagna per i poveri orsi polari che sarebbero scomparsi. Invece è accaduto l’esatto contrario a dimostrazione di come i “modelli” climatici siano totalmente inaffidabili. Tuttavia le leggende continuano a correre sui media e insomma anche se non si può dire che fa freddo, allora c’è sempre qualcuno disposto a parlare dell’aumento di livello dei mari che sommergeranno le città costiere o della siccità o delle inondazioni o dell’aumento dei fenomeni estremi. Insomma tutto il consueto armamentario delle esche per chi si affida al mainstream.