Nel mistero doloroso di questo Paese ci si mettono pure gli studenti di Filosofia della statale di Milano che in questi giorni hanno inaugurato una mostra contro il complottismo e le fake news, dimostrando di non aver capito proprio nulla della materia che studiano o fanno finta di studiare o ancora meglio credono di studiare. Se Schopenhauer sosteneva che nessuna vera filosofia era possibile nelle università perché i professori sono dopotutto impiegati dello stato e ad esso devono ogni giorno sacrificare qualcosa della verità, bisogna dire che il cancro dell’occidente  si è esteso a tal punto che anche gli studenti, da molti anni addestrati all’obbedienza, partecipano alla sagra delle verità del potere con una cieca diligenza che piacerà molto a un corpo  insegnante in gran parte formato da codardi e da mezze maniche di cui non ci sarà memoria alcuna,  come quelli che accettarono la “verità” delle leggi razziali che Mussolini volle a tutti i costi per sottolineare la subalternità del regime fascista alla Germania nazista, così come adesso l’impianto censorio delle fake news e della cosiddetta disinformazione definiscono la subornazione culturale nei confronti delle élite nordamericane.

Questi studenti che studiano e che devono prendersi la Laura, non sono riusciti a capire che filosofia e scienza non hanno nulla a che vedere con il “si dice” e con le verità di regime. Anzi, sia pure in maniere diverse, sono l’esatto contrario del sapere consolidato e assunto come assolutamente vero che è l’unica trappola mentale esistente. Del resto ci si può stupire di questo ontologico fraintendimento da parte di gente che viene valutata con i test dove si devono mettere crocette… tipo un quiz televisivo? Ma dire queste cose a dei giovani di così  pantagruelica insipienza, non serve a nulla: piuttosto visto che si parla di verità di stato e di status, mi colpisce il fatto che gli incompetenti deridono le opinioni diverse da quelle ufficiali, additandole come terrapiattiste o negazioniste di qualcosa, ma all’atto pratico vengono combattute, censurate, criminalizzate solo le prese di posizione sulla pandemia, sui  vaccini e sul clima, ma ci si guarda bene dal colpire con la congiura del silenzio  chi davvero crede che la terra sia piatta o mostra una fede incrollabile in qualsiasi altra stravaganza palesemente assurda. Questo perché appunto nessuno può credere davvero che la terra sia piatta, probabilmente nemmeno chi lo afferma e che trova in questa  come in altre bizzarrie un modo per distinguersi, ma quando si va a parlare di cose assolutamente discutibili, contestabili e peraltro contestate ormai da migliaia di ricerche, allora c’è il pericolo che le verità ufficiali crollino a pezzi e le persone umiliate, ferite, danneggiate comincino a chiedere ragione degli inganni, della corruzione, degli infingimenti e delle cialtronerie di pezzi di società di cui fa parte anche questa grottesca mostra alla Statale.

E’ proprio l ‘aggettivo terappiatista che in qualche modo disvela la bugia del potere. Io sono assolutamente certo che la terra sia rotonda perché altrimenti – tanto per fare un esempio – il sole sorgerebbe e tramonterebbe nello stesso istante dappertutto, ma sono anche assolutamente certo che i cervelli di questi aspiranti valletti del regime sono assolutamente piatti. Sono loro le vere fake news del mondo contemporaneo.