Anna Lombroso per il Simplicissimus
Cito dall’Agenzia Ansa: “Il rispetto delle regole è importante“, ha detto la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese a Torino, rispondendo ai giornalisti sulla proteste dei No Green pass. Pur non escludendo “controlli a campione nei locali insieme alla polizia amministrativa”, ci ha tenuto a ribadire che l’onere della prova è a carico di esercenti e titolari, i quali però, ha ricordato, “non possono chiedere i documenti di identità ai clienti”.
È proprio una costante dei governi dei tecnici e dei competenti che quando devono mettere una toppa a colori sul disastro, mandano avanti una Fornero, una Cartabia, una Lamorgese, che esibisca quella doti di puntigliosa osservanza delle regolette che costringe nei binari della realpolitik le loro fantasie visionarie e iperboliche.
Dopo tre sabati di manifestazioni, dopo il crescere delle proteste, dopo il malumore di operatori economici già penalizzati dal lasciapassare, dopo l’evidente impossibilità di applicare uno strumento insensato, inutile, controproducente, contraddittorio quella che nel gergo giornalistico viene definita la “patata bollente” viene consegnata senza persine nella mani della titolare dell’Interno che deve preoccuparsi di ripristinare quel tanto di legalità che sarebbe troppo appariscente rimuovere e oltraggiare, sia pure in uno stato di eccezione che ha permesso la sospensione di diritti e prerogative democratiche.
Che paradosso, tocca a un influente ministro dell’esecutivo che passa il suo tempo a esaltare i meriti e le sorti progressive della sorveglianza a fin di bene, del controllo nel nostro interesse, rammentare i confini della salvaguardia della privacy, smentendo il coro di imbecilli che da un anno e mezzo ridicolizza chi si oppone a invadenza, vigilanza inappropriata e illegittima, controllo sociale con la tiritera, abusata dai tempi dei bavagli berlusconiani, quando era di moda rivendicare sul proprio profilo che non si aveva nulla da nascondere e dunque si era disposti a farsi ascoltare dal maresciallo, registrare e intercettare.
Negli anni a seguire più disincantati e in questi mesi più che mai alla comparsa di Immuni e oggi del Green Pass, l’obiezione a chi difende il proprio spazio personale si obietta che siamo già sotto osservazione, rintracciati, tenuti d’occhio in ogni atto, gesto consumo, inclinazione, desiderio, che perlopiù siamo noi ad offrirci con la pubblica ostensione di dati e informazioni sui social, che, insomma, è uno degli effetti collaterali incontrastabili del progresso, che, in questo caso, va a nostro beneficio, per circoscrivere i danni di cattivi vicinati, aliti contaminanti, contagi dannosi.
È uno dei successo più clamorosi dell’ideologia imperante, costringere tutti a un miserabile buonsenso che dovrebbe rendere accettabile un sopruso, tollerabile una sopraffazione e inopponibile una costrizione, non solo perché ammetteremmo di aver perso la forza di opporci e riscattarci, ma perfino per via di benefiche ricadute che verrebbero dalla consegna totale del proprio Io al mercato, alle banche, a Amazon, a BigPharma, ai generali.
Però oggi è un giorno buono, i chiarimenti della Ministra confermano che non è stato inutile farsi apostrofare da complottisti, da fascisti, da ignoranti, da irresponsabili, da incivili secondo le linee guida di comportamento dettate da una compagine che vede funzionari di banca al servizio di un padronato internazionale, imprenditori di quelli che passano la vita a giocare al casinò finanziario, in perdita, perché non sanno nemmeno gestire la pallina della roulette, alti gradi dell’esercito irati fuori da una commedia di Tognazzi, scienziati svenduti e comprati dalle ditte farmaceutiche, pensatori impauriti dalla perdita di visibilità che sopravvivono grazie alla esibizione delle loro scaramucce biliose di pensionati che non sanno tirare le bocce.
Vedere la loro retromarcia dopo tanta sicumera, tanto terrorismo morale, tante minacce millenariste vale lo sforzo di far lavorare il cervello quando pensare è diventato un vizio da condannare.


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@i monelli son fanti da sculacciare, al par dei mici: eliminando alla radice il dubbio di un sottofondo ironico, questo suo post è un ottimo post! Ne farò tesoro…
non si può piacere a tutti o ricavarne soddisfazione, a tutti sconfortano le critiche un po’ rudi, ma questo rispecchia lo stato d’animo delle persone, a volta reduci da storie poco lineari.in fondo, il gatto ha spesso ragione, anche se un po’ pedante e talvolta infingardo. diamogli atto di aver scelto un nick impegnativo in quanto a carattere, felino. considera inoltre che uscendo, mi toglieresti un riferimento, un sostegno e per quanto possa un blog, anche un’amicizia. non importano le simpatie politiche e la strada pedagogica vissuta:solo la disponibilità a mettersi in gioco, non arrendersi alle asperità.osserva la stima accorata della reggente…
cosa potrebbe , più di così? significa che la tua classe, finezza, han colto nel segno anche lei. saremmo tutti piu’ poveri, senza. quando vuoi o puoi, dona un poco di gioia anche a noi, perchè ne sei capace. grazie ancora e … fai come me al limite: quando il mondo casca, bevo un goccio di buon moscato dolce. come vedi, anch’io ho le mie debolezze, contraddizioni.non mollare, Comandante.gli affetti son come il tepore del sole: basta un sol raggio nella tempesta. mai privarsene. il dolore non vince mai.
Burocrazia ideale mostro atto a gestire parti molteplici di demoniache menti infette di psicopatici che guidano questo paese…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Si può leggere :
https://comedonchisciotte.org/disdetta-tessere-sindacati-cresce-la-protesta-degli-insegnanti/
1860. Un esercito di napoletani, imbottiti dell’idea di Patria, tentò di buttare a mare un pugno di briganti che assalivala sua Patria. Fra quei briganti c’erano diversi ufficiali napoletani disertori della loro Patria. Per l’appunto furono i briganti a vincere. Ora ognuno di loro ha in qualche piazza d’Italia un monumento come eroe della Patria.
A 100 anni di distanza la storia si ripete: l’Europa è alle porte.
La Costituzione è pronta a riceverla: «L’Italia consente alle limitazioni di sovranità necessarie…». I nostri figli rideranno del vostro concetto di Patria, così come tutti ridiamo della Patria Borbonica. I nostri nipoti rideranno dell’Europa. Le divise dei soldati e dei cappellani militari le vedranno solo nei musei. ancora don milani, profeta in Cristo.
Ciao,
sei grande! Le tue riflessioni e le tue argomentazioni mi hanno aiutato tanto: talvolta ho anche sorriso e riso, il mio cuore malandato ne ha beneficiato… Tuttavia, temo che, da ora in avanti, dovrò privarmene: lo dico con rammarico, con grande rammarico.
Grazie di tutto.
Ti auguro le cose migliori.
Un bacio.
Luigi.
non conosco le motivazioni di questa scelta, me ne rammarico comunque. Quale sia la causa sei certo dell’opportunità del “ritiro”? Anna Lombroso
Si può leggere-vedere :
https://comedonchisciotte.org/le-proteste-contro-la-dittatura-continuano-il-report-di-sabato-7-agosto/
Nel 1898 il Re «Buono» onorò della Gran Croce Militare il generale Bava Beccaris per i suoi meriti in una guerra che è bene ricordare. L’avversario era una folla di mendicanti che aspettavano la minestra davanti a un convento a Milano. Il Generale li prese a colpi di cannone e di mortaio solo perché i ricchi (allora come oggi) esigevano il privilegio di non pagare tasse. Volevano sostituire la tassa sulla polenta con qualcosa di peggio per i poveri e di meglio per loro. Ebbero quel che volevano. I morti furono 80, i feriti innumerevoli. Fra i soldati non ci fu né un ferito né un obiettore. Finito il servizio militare tornarono a casa a mangiar polenta. Poca perché era rincarata.don lorenzo milani.
Si può leggere :
https://www.sollevazione.it/2021/08/stavolta-non-si-scherza-di-leonardo-mazzei.html
procede come un treno. è sufficiente rimuovere i binari, gettare sabbia nel motore, squadrare le ruote, fornire sovratensione in linea. quando arriva il treno della morte, è stupido farci salire i deportati…