L’intelligence americana ora ipotizza che il coronavirus possa anche essere stato creato in laboratorio. O almeno la direttrice dell’ Intelligence nazionale Usa, Avril Haines ( nella foto) il 14 aprile scorso ha detto alla commissione senatoriale per i servizi segreti: “È assolutamente esatto che la comunità dell’intelligence non sappia esattamente dove, quando o come il virus Covid-19 è stato trasmesso inizialmente e si è  sono concentrata  attorno a due teorie alternative, questi scenari sono emersi naturalmente dal contatto umano con animali infetti o è stato un incidente di laboratorio”. Se lo dice lei che è stata in precedenza consulente per le armi biologiche, vicedirettrice della Cia raggiungendo il suo massimo fulgore nel censurare il rapporto del Senato sulla tortura e nel tentare di dare una cornice legale agli omicidi mirati facendone un caposaldo della politica Usa sotto Obama, si può essere sicuri che si tratta di un’ammissione o quanto meno di un’ipotesi ponderata, tanto più che questa non “gentile” signora durante una conferenza del 2018 previde il rischio di una pandemia da infezione respiratoria. Ora il problema è che – al contrario di quando si è sentito dire all’inizio della pandemia, quando era necessario allontanare qualsiasi sospetto –  nessuno può distinguere un virus ben ingegnerizzato da uno naturale a meno che gli autori non lascino deliberatamente la propria “firma” come per esempio avvenne con il virus chimerico “fabbricato” da Ralph Baric e da Zheng-li Shi dell’Istituto di Virologia di Wuhan quale parte di un progetto di ricerca finanziato anche dal National Institutes of Health americano per studiare i virus dei pipistrelli. Viceversa è più semplice stabilire se un virus derivi effettivamente da quello presente in una specie animale, soprattutto se quest’ultima – è il caso dei pipistrelli – ha il suo habitat a migliaia di chilometri da  un laboratorio di virologia dove oltre ai cinesi lavorano gli americani, la Cia, la fondazione Gates e l’onnipresente dottor Fauci, guarda caso proprio sui coronavirus derivati dai chirotteri.

Rispetto ai primi mesi della pandemia durante i quali ipotizzare un’origine artificiale del virus significava venire  esposti al pubblico ludibrio, tanto che lo stesso premio nobel Luc Montagnier, scopritore dell’ Hiv era stato trascinato nel fango per questo, le parole della Haines sono come una rivoluzione copernicana. Cosa è intervenuto a cambiare uno dei paradigmi narrativi della pandemia?  Conoscendo queste merde e la loro capacità di mentire in maniera sfacciata, se non hanno accusato i cinesi di aver fabbricato appositamente il virus, vuol dire che proprio non possono farlo e che Pechino ha in mano delle buone carte da giocare nell’eventualità di un’accusa del genere. Ma il fatto principale è che dal punto scientifico diventa sempre più difficile sostenere un’origine completamente naturale: sulla Technology Review del MIT dello scorso marzo, si evidenziano i dubbi di molti scienziati riguardo all’origine animale del virus, per il fatto che le proteine ​​spike, quelle che fissano il  Sars-CoV-2 alle cellule si legano più strettamente al loro recettore cellulare umano che a quello di qualsiasi altra specie animale, compresi i pipistrelli da cui deriverebbero, cosa assolutamente anomala per non dire del tutto inverosimile. Evidentemente non è più possibile tenere unito il gregge accademico, non  almeno la parte con un rimasuglio di dignità, su una tesi che fa acqua da tutte le parti: perciò è  meglio cominciare a mettere le mani avanti prefigurando lo sfortunato incidente piuttosto che rischiare prima o poi l’accusa di aver provocato scientemente la pandemia diffondendo un virus artificiale.

Un accusa che comunque non può essere evitata, perché il coronavirus, qualunque sia la sua origine, è responsabile di una sindrome influenzale, leggera o addirittura asintomatica per il 95 per cento della popolazione che invece è stata trasformata in peste bubbonica, in un sorta di Armageddon  provocando un collasso sanitario ed errori a cui si devono ascrivere i decessi attribuiti al Sars Cov 2. Che il virus sia artificiale, che sia stato ricombinato per qualche scopo apparentemente nobile o sfacciatamente ignobile, conta poco visto che è la pandemia ad essere “artificiale” con la sua quotidiana apocalisse rispetto alla causa.