Sulle reazioni avverse dei vaccini, che assai spesso sono assai più serie del covid stesso, è calata una cortina di silenzio, sembra che l’informazione non se ne voglia occupare, guardi dall’altra parte perché  teme di infrangere il dogma centrale della religione pandemica. Le notizie appaiono alla spicciolata da noi come in tutto il mondo in maniera che sia difficilissimo ricostruire un a visione d’insieme, e dire che si tratta solo della punta dell’iceberg perché in molte situazione, come accade per esempio nelle aziende sanitarie, le assenze dal lavoro per dovute ai guai causati dal vaccino vengono giustificate in altro modo per evitare di diffondere reazioni avverse al vaccino, specie se si tratta di quelli a mRna. Solo nella giornata di ieri si devono segnalare le dichiarazioni di Francesca Palamà, preside dell’Istituto Preziosissimo Sangue di Bari e che ha parlato in diretta a Puglia Press Tv: “Tutto il personale della mia scuola, compresa io, abbiamo fatto il vaccino AstraZeneca e bene, 37 dipendenti hanno accusato effetti collaterali, con febbre altissima. Oggi la mia scuola è in ginocchio. Non siamo riusciti ad aprire e a dare un servizio alle famiglie e questo accadrà anche domani. Il 90% dei nostri dipendenti hanno accusato difficoltà presentando febbre alta, vomito e via dicendo”

Ma il fenomeno di insegnanti costretti a rimanere a casa dopo il vaccino è diffusissimo ed è stata notata solo dalla stampa estera. A Napoli dopo il vaccini Astra Zeneca molte scuole sono chiuse, un fenomeno talmente generalizzato che persino Repubblica è stata costretta a parlarne nelle cronache locali mentre a Treviso A Treviso, come scrive il Corriere Adriatico, «sono oltre 200 gli insegnanti che ieri mattina non si sono presentati a scuola a causa degli effetti collaterali emersi dopo la prima iniezione: mal di testa, dolori articolari e febbre anche fino a 39». Intanto in Emilia Romagna si sta sviluppando un vero esodo verso San Marin o dove è arrivato il vaccino russo Sputnik V che essendo concepito come i tradizionali vaccini, almeno non presenta gli angosciosi interrogativi sugli effetti a medio e lungo termine di cui non si nulla. Per fermare la corsa la vaccino russo è intervenuto l’assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini, che avverte i cittadini: “Ricordo che per ora il vaccino russo non ha ottenuto alcuna validazione da Aifa – l’ente regolatorio italiano – e quindi per noi, in questa fase, non può rappresentare un vaccino somministrabile, e nemmeno consigliabile” Allora siamo al quadrivio, come si sarebbe detto qualche secolo fa  o questo assessore è un cretino e non capisce un’acca di queste questioni, o è un bugiardo matricolato, oppure è un coglione o infine pensa che siano coglioni gli italiani.  Infatti Aifa ha dato le sue validazioni a scatola chiusa, senza alcuna valutazione ben sapendo che tutti questi vaccini non sono stati  sperimentati, la scelta è stata assolutamente geopolitica e non medica. A parte poi che l’Agenzia italiana del farmaco non è altro che una succursale di Big Pharma. Che voglia di tirare la catena su questi abominevoli omuncoli.

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