C’è un cretino a Berlino

Alla fine è proprio vero che il troppo stroppia: la totale adesione occidentale al sionismo incarnato da Netanyahu al punto da avere la sfacciataggine di sovrapporre sionismo e antisemitismo, ha i suoi inconvenienti: il governo di Berlino nel  vietare la nuova manifestazione di protesta indetta per ieri (e che si è temuta ugualmente con centinaia di migliaia di persone) contro le misure liberticide  per il coronavirus accusa gli organizzatori del corteo di essere “antisemiti”. Ma allora vuoi vedere che il virus è stato fabbricato in Israele e se non gli si ubbidisce si diventa negazionisti? No di certo, nemmeno il più pazzo complottista potrebbe pensarlo, ma sono le antinomie ridicole e grottesche di una democrazia preagonica che per giustificare la sua mutazione autoritaria  e la decapitazione della vita pubblica, ricorre ad ogni concetto e riduce qualsiasi idealità a squallido pretesto. Infatti l’equivalente del sottosegretario agli interni di Berlino il senatore Andreas Geisel,  dopo aver lanciato le accuse di antisemitismo e di estremismo di destra per vietare il corteo di ieri che poi c’è stato ugualmente con qualcosa come mezzo milione di persone il corteo, vale a dire considerazioni squisitamente politiche, ancorché a sproposito, si contraddice affermando  che la decisione di non permettere la manifestazione non è una decisione “contro la libertà di riunione, ma una decisione a favore della protezione dalle infezioni ”. In realtà qualche giorno prima aveva sostenuto: “Mi aspetto una chiara demarcazione di tutti i democratici da coloro che rendono il nostro sistema spregevole con il pretesto della libertà di riunione e di espressione”.

Ogni tanto fa è quasi consolante vedere che gli ipocriti e i cretini ci sono anche altrove. Ma l’importante è che i cittadini non si rincretiniscano e comincino a chiedersi come mai le manifestazioni a Berlino o in tutto l’occidente sono pericolose per la salute, mentre non lo sono quelle degli arancionisti in Bielorussia, né  quelle del Black Live Matter in Usa o nella stessa Germania che anzi sono state applaudite dagli operatori sanitari e persino dispensate dalle ogni misura di blocco. Una lettera aperta di 1200 operatori sanitari ha definito il razzismo “un problema di salute pubblica” , e ha affermato che è troppo importante fermare le proteste in nome della non diffusione della malattia. Quindi basta davvero col credere alle balle, questo è un virus che viene gestito politicamente secondo precisi criteri che sono del tutto al di fuori delle libertà costituzionali: è pericoloso in alcuni casi, quando vengono contestati gli assetti anti pandemia e non in altri: per esempio agli inizi di marzo, quando già gli allarmi erano stati lanciati   si è permesso che 450 mila europei si accalcassero in una sola zona centrale di Tenerife per il famoso carnevale locale. Ma del resto non sembra che ci siano state conseguenze significative. anzi uno dei Paesi che non ha quasi adottato particolari misure di contenimento e che ha un numero di decessi tra i più bassi in assoluto è quello dove più o meno nello stesso periodo di carnevale si sono riunite in varie città più di 22 milioni di persone  di cui 6,5 milioni nella sola Rio del Janeiro.

Ora tornando a Berlino mi sembra di ricordare che estrema destra e fascismo fossero sinonimo di autoritarismo, di divieti, di messa in mora delle costituzioni e sempre a partire da giustificazioni di “salute” morale, politica o addirittura razziale tanto che gli infetti, portatori di questi mali sono stati rinchiusi e sterminati. Ora al di là delle etichette sarà di destra chi vieta le manifestazioni contro le restrizioni della libertà o chi partecipa a questi cortei ? La domanda è semplice, essenziale, chiarissima e se devo dirla tutto mi immagino perfettamente il senatore Geisel in divisa delle SA durante la Kristallnacht: ne ha proprio il phyique du rol, è del resto è noto per essere uno degli ultimi attivisti entrato nell’elite  della Ddr nel 1984  con una apertura di carriera nella Stasi e non è la prima volta che lo si sente prendere posizione contro i principi costituzionali, tanto da avere avuto qualche guaio nei dintorni del Palazzo di giustizia, visto che c’è ancora qualche giudice a Berlino. Ma lui rivendica  “il diritto di avere un atteggiamento”, ma si permette di vietare ad altri di esprimere la propria opinione. Questo obersturmfuherer del Reich virus non rifugge però dalla mendacia e dalla menzogna: quando una partita di mascherine ordinate da lui non sono arrivate a Berlino, Geisel affermò che il malvagio Trump gliele aveva rubate, confiscandole. Poi è venuto che il presunto fornitore non sapeva nulla dell’ “ordine” fatto da Geisel. Certo avere un atteggiamento da ladro è nel suo pieno diritto anche se in via del tutto teorica la sua azione ha contribuito ha contribuito alla diffusione del virus e quindi dovrebbe vergognarsi di essere di estrema destra e antisemita.

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