Bail in, Turchia e altri sismi

Storditi dal terremoto che giustamente ha assorbito tutta la già scarsissima capacità di attenzione estiva, in un sola settimana sono accadute molte cose degne di note anzi di dolenti note che rischiano di trasformarci tutti in terremotati anche senza che la terra tremi.

tank-turco-cop-520x3301) L’amministrazione americana, una volta fallito il golpe per far fuori Erdogan, ha deciso che la Turchia val bene i curdi e come fanno tutti i prepotenti e i violenti quando i loro piani vanno in fumo non trovano di meglio che tradire gli amici del giorno prima. Così hanno deciso di dare appoggio aereo (vedi nota ) ai carri armati tu Ankara penetrati in Siria per cacciare i  guerriglieri curdi dello YPG, pagati e addestrati fino a ieri dagli Usa che avevano promesso loro uno stato curdo siriano se avessero dato una mano all’ambiguo caos del medio oriente. Si tratta degli stessi che avevano “liberato” Manbji dall’Isis e le virgolette sulla liberazione ci vogliono tutte perché in realtà e sempre con la supervisione di Washington, avevano permesso agli uomini del Califfo di andarsene con tutte le armi e i  mezzi che avevano. Ma adesso è finita, la paura per un riavvicinamento della Turchia alla Russia che comunque ci sarà nell’ambito di una nuova autonomia che la Tuchia si è ritagliata grazie a un tentativo di colpo di stato mal pensato e peggio organizzato che dimostra prima di tutto un sempre maggior distacco dalla realtà. Comunque Joe Biden si è precipitato ad Ankara a festeggiare la permanenza turca della Nato portando in dono, sia la promessa di una certa influenza turca su un futuro stato curdo irakeno, sia  la testa del miliardario Gülen, da decenni residente in Usa , considerato da Erdogan l’arcinemico: “E’ comprensibile che nessun governo possa tollerare una cosa del genere  – si umilia Biden – e non abbiamo intenzione di proteggere una persona che danneggia i nostri alleati. Faremo una richiesta al tribunale degli Stati Uniti perché prenda in considerazione tutte le prove”.

2) Evidentemente una certa intransigenza paga, mentre il genuflettersi porta solo Apple_logo_black.svg_nutrimento alla tracotanza altrui come accade per l’Europa che subisce in questi giorni la minaccia di ritorsione se per caso non ritirasse la multa da 19 miliardi per evasione fiscale. Chiedendo questo – dice Washington non preoccupata dal grottesco – l’Europa si pone come “autorità fiscale internazionale” e ciò naturalmente non può essere tollerato da chi non sopporta alcun diritto internazionale. Quindi bisogna minacciare “ritorsioni potenziali” anche se non definite nei particolari se soltanto qualcuno pretenda che una multinazionale americana, paghi le tasse, benché tutto venga ormai fabbricato e progettato in Cina, sulla base di un sistema di fatto open source, ma venduto a caro prezzo.

UNITA32_20160822190101381-722x4913) E a proposito di farla pagare a qualcuno ci sono molte e dolenti novità: la squadra dei “cinque saggi” per l’economia mesa in piedi da Berlino ha prodotto il suo documento fondamentale ovvero un delirante “Meccanismo per regolare la ristrutturazione dei debito sovrani, rivolto in particolare ai Piigs, ovvero anche a noi. Si tratta in parole povere di trasferire il meccanismo del bail in dalle banche agli interi Paesi. Se uno di questi non è in grado di tenere a freno il debito allora occorre, per stare nelle regole,  che si rivolga al Mes ovvero al famigerato Meccanismo di stabilità il quale imporrà una  specie di moratoria sul capitale e sigli interessi dei titoli pubblici che rimarrebbero congelati per anni. Se questo ancora non bastasse i soggetti con più di 100 euro di “bot” si vedrebbero portar via una quota consistente della parte rimanente. Se un simile piano passasse e ci sono buone probabilità che lo sia, sarebbe la devastazione: chi opera nella finanza cederebbe per tempo i titoli dedicandosi ad altri investimenti e portando a un rialzo furibondo degli spread, gli investitori istituzionali, classicamente le banche,  subirebbero un duro colpo, si troverebbero in una situazione ancor più precaria di ora e ancor meno disponibili a prestare. Ma le vere vittime sarebbero quei milioni di italiani che hanno investito in titoli di stato e pubblici in generale e che si vedrebbero congelare i propri risparmi per un tempo indefinito non potendovi più attingere in caso di necessità.

Ecco il bel piattino che ci stanno preparando: in poche parole la rovina.

Nota L’appoggio aereo americano è del tutto superfluo da un punto di vista militare, ma la presenza di caccia a stelle e strisce impedisce agli avversari, siriani e russi, di intervenire contro l’invasione  armata turca, in considerazione delle possibili conseguenze. Dunque non si tratta di un semplice aiuto, ma di una sponsorizzazione completa e ormai obbligata del progetto neo ottomano.

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4 responses to “Bail in, Turchia e altri sismi

  • Giulio Mario Palenzona

    non posso nemmeno più lamentarmi del non possedere BOT, CCT, CTZ, azioni, obbligazioni, e nemmeno un conto in banca … solo mattoni e il tetto sotto cui dormo :-\

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  • annaorsa

    Siete proprio sicuri che quella specie di golpe farsesco l’abbiano pianificato gli Usa, o che c’entri qualcosa il figuro Gulen? A me è sembrata una cosa organizzata così male e con forze così scarse, impreparate e demotivate da ritenere che se lo sia organizzato Erdogan da solo, per motivi ovvi.
    Dopodiché, se da una parte i blindati del gigolò Erdogan entrano in Siria e dall’altra il riavvicinamento tra Turchia e Russia è concreto (come voi sostenete), ne deriva che Mosca deve aver autorizzato tale sconfinamento, il che non ha molto senso. E’ impensabile che Biden ed Erdogan si accordino a evidente danno della Siria e che nello stesso tempo Ankara e Mosca abbiano stretto un sodalizio. O l’una o l’altra.

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    • carlomoriggi

      ..per come la intravedo io, la Turchia è già (X) segnata sulla cartina geografica come spacciata: Erdogan ormai sta tirando gli ultimi “petardi”. Ha creduto di potersi tirare fuori da una zona a così alto rischio, dopo essere stato untore di quel terrorismo, permettendosi di fare del doppiogiochismo … e con chi poi?! Bisognerà solo restare a guardare fino la fine del suo film, chi, il “bravuomo”, sceglierà di tradire per ultimo. Non ha alcuna possibilità di fuga!

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