Vaccinazioni di mercato

campagna_vaccinazione_antinfluenzaleSono arrivate a 11 le morti sospette per vaccino antinfluenzale. L’Agenzia per il farmaco (Aifa) oggi dice che non esiste relazione tra la vaccinazione e i decessi, ma appena due giorni prima aveva fatto diffondere la rassicurante notizia che passate le 48 ore dall’iniezione si poteva stare sicuri. Dunque essa stessa aveva posto una forte correlazione di tipo temporale tra i due eventi, cosa del tutto futile se poi si nega qualunque rapporto di causa ed effetto. Contemporaneamente si dice che i controlli, svolti , secondo quanto è dato di capire, dalla stessa azienda produttrice del Fluad e non da un soggetto terzo (l’Istituto superiore di sanità ci metterà ben 30 giorni a dare un verdetto)  non hanno evidenziato alcun problema nei lotti di farmaco già distribuiti, anzi meglio la dizione esatta e decisamente più ambigua dice “non ci sono stati difetti di produzione”. Insomma le Autorità e la Scienza si apprestano a dare la loro ferrea versione delle morti sospette: sfiga.

Per di più la soccorrevole Aifa, seguita in questo da tutti i media, dice che i decessi  “sono stati in gran parte dovuti a eventi cardiovascolari e potrebbero essere legati a malattie concomitanti” mentre il commissario straordinario dell’Istituto di sanità , Walter Ricciardi non tarda a diffondere la sua opinione personale e cioè che “i decessi sono dovuti alle patologie precedenti da cui erano affetti”. Non sfuggirà a nessuno che questa spiegazione è poco meno che una presa in giro perché la vaccinazione antinfluenzale è rivolta in particolar modo agli anziani che hanno patologie a rischio in caso di influenza. E sono quindi proprio queste persone quelle invitate a vaccinarsi in maniera massiccia. Per mettere una infausta ciliegina sulla torta di queste improvvide dichiarazioni non viene detto che il Fluad è un vaccino “adiuvato”, ossia specificatamente studiato per le persone dai 65 anni in su e/o con situazioni patologiche  in atto (tipo diabete, disturbi cardiovascolari e respiratori) che comportano un maggior rischio di complicazioni associate all’influenza. Che insomma dovrebbe indurre una risposta protettiva nei soggetti che hanno un sistema immunitario meno reattivo.

Dio mi scampi dall’essere uno di quelli che vedono nelle vaccinazioni una manifestazione del maligno, ma è chiaro che la complessità e la delicatezza di questi farmaci richiede un ferreo controllo in tutte le fasi e un costante aggiornamento dei protocolli di somministrazione, ma mano che le dosi di vaccino crescono, che aumenta il numero dei ceppi virali verso cui produrre un’immunizzazione e via dicendo. Tanto che lo stesso Fluad della medesima Novartis fu ritirato e bloccato nel 2012 perché nelle fiale era stata notata la presenza di aggregati proteici, ovvero grumi in sospensione. L’azienda aveva ritardato per  mesi la rivelazione di questo “difetto” dando luogo a misure di emergenza dell’ultimo minuto, ma comunque raggiungendo il presumibile scopo della dilazione comunicativa: quella cioè di evitare che tempestive segnalazioni inducessero a rivedere le quote di vaccino tra i vari produttori per la campagna 2012 -13. Per non parlare della disinvoltura di questa multinazionale, implicata in diversi scandali a livello mondiale.

Ho affastellato notizie e considerazioni per venire al punto e cioè che la stella cometa che indica la strada ai tutori della salute pubblica è in primo luogo salvaguardare l’azienda e i suoi enormi profitti a prescindere dal prodotto, in secondo luogo di salvaguardare anche le sue concorrenti contro un significativo calo delle vaccinazioni, in terzo di evitare che un maggior numero di influenzati crei problemi di esborso sanitario o di assenze dal lavoro, in quarto di non danneggiare il proficuo rapporto tra aziende farmaceutiche e mondo medico con il rischio di mettere in crisi anche le aziende vinicole, i reseau turistici, l’industria convegnistica e quant’altro. La tutela della salute pubblica arriva proprio per ultima, come noioso sottoprodotto di un insieme di interessi e relazioni che determina i modi e le forme in cui si articola la sicurezza sanitaria, invece di essere determinato da quest’ultima.

Ora, può darsi benissimo che i decessi di questi giorni siano del tutto casuali, che i vaccini siano sicuri, che siano semmai i protocolli di somministrazione ad essere inadeguati, persino che ci sia, come è stato detto, un effetto mediatico, ma questo lo si potrà dire solo dopo gli esami e le indagini del caso, non lo si può premettere come punto di partenza di tutto il meccanismo di indagine come si sta facendo, negando a priori qualsiasi possibilità di rapporto causale per evitare ogni conseguenza presente o futura e scongiurare una diserzione dalla vaccinazione e dunque dai relativi esborsi.  Regalando però il sospetto che alla fine anche l’attivazione – obtorto collo parrebbe – di misure precauzionali di base sia più rivolta ad evitare conseguenze ai soggetti implicati e al “mercato”in senso più generale piuttosto che a tutelare i cittadini. E’ questa la malattia contro cui ci si dovrebbe davvero vaccinare.

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