Senza casco..ma con i paraocchi

Asciopero-forconi-rho-poliziotti-1nna Lombroso per il Simplicissimus

Sarò bastarda ma non mi incanta l’ipotesi che gli agenti vengano dotati di quei fucili dei clown che sparano papaveri di carta. Nemmeno che Mauro metta dei fiori nei suoi cannoni.  Certo sussiste in me quel tanto di anarco-insurrezionalista che potrebbe farmi palpitare per un attimo se un poliziotto deamicisiano si toglie il casco davanti a un pacifico manifestante per la casa, i diritti, i beni comuni o la libertà sindacale …  appunto, per un attimo e se quel gesto che piace a troppi non fosse a orologeria come una bomba, e non di quelle alla crema, se ci sarebbe sembrato più espressivo e  autentico davanti a Pomigliano, a Taranto, in cento e cento altri posti dove le ragioni degli uni coincidono co0n i diritti di tutti.

Sarò bastarda ma non mi fido di sindacati che invece di denunciare tagli alle remunerazioni  a fronte  di una munifica liberalità nella conversione degli agenti in autisti, in servizievoli accompagnatori nello shopping e determinati repressori della libertà di espressione, anche sindacale, di altri lavoratori. Sarò bastarda, ma una polizia civile, democratica nella quale si possa aver fiducia che tuteli la legalità e le garanzie di tutti, non seleziona all’improvviso una solidarietà a compagni, anzi camerati di strada anche se è frustrata da salari umilianti e da un destino di carne da macello come quella degli altri lavoratori, sotto la maschera del lupo.

Non ci vuole Pasolini, per essere bastarda e sospettare che non è casuale che il succedersi di governi contro il popolo, affami i poliziotti, li mortifichi, perché siano più avviliti, più immiseriti, più vulnerabili e quindi più ricattabili e quindi più ubbidienti alle pressioni e più esposti al confronto con altri che stanno appena appena meglio:  ragazzi che studiano,  operai che possono scioperare, occupanti di case che si sentono e sono legittimati da nuove povertà a sfidare la legge, come loro non possono fare, rom da sgombrare, grazie alle denunce di bravi cittadini che non vogliono gli si deprezzino gli immobili, che in fondo non sanno far altro che rubacchiare in barba a fermi e arresti.

Sarò bastarda ma ricordo a questi agenti folgorati sulla via della solidarietà e della coesione sociale,  loro che hanno l’alto gradimento della stampa in cerca di una critica così aggraziata e addomesticata che si può trasformare in foto simbolo, in slogan, da far circolare un giorno in rete e dimenticare,  si,  ricordo loro che togliendosi il casco non conquisteranno meriti né presso il governo, né presso la politica “tradizionale”, né presso i “movimenti” parlamentarizzati, Grillo o Berlusconi che siano. Ma nemmeno il consenso di chi continua a pensare che obbligo delle forze dell’ordine non sia scegliersi un ordine più gradito di un altro, licenze più concedibili di altre, così come ci hanno abituato il susseguirsi di governi e ideologie indifferenti quando non oltraggiose di libertà di tutti, di uguaglianza davanti alle leggi, di giustizia che deve essere anche sociale.

Sarò bastarda, ma come altre volte mi è successo di scrivere, credo che a quei poteri forti, per mantenersi tali, piacciano le emergenze, piacciano gli agenti che si tolgono il casco solo davanti a certi manifestanti, piaccia soprattutto il disordine,  quello della corruzione, quello delle disuguaglianze, quello che incendia per essere legittimati e usare il lanciafiamme invece degli idranti, le bombe vere invece di quelle lacrimogene, la repressione e ancor prima la censura e il silenzio a intermittenza di una stampa che sceglie le cause e i protagonisti più “telegenici”, e che si sentono autorizzati a chiamare gli eserciti professionali o privati, a occupare le città, militarizzandole e acuendo così, sempre più implacabilmente, le differenze tra uomini e topi, cittadini in comode case, pochi, e invece invisibili negli slum, sempre di più, tutti ugualmente insicuri, tutti ugualmente minacciati, ma gli uni armati , gli altri dotati solo della disperazione e della collera. Quella collera che non deve più essere cieca, ma deve invece imparare a vedere,  per riprendersi  la speranza.

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4 responses to “Senza casco..ma con i paraocchi

  • sara

    Io non credo che i poliziotti affamati siano più vulnerabili e ricattabili,
    anzi: credo che sia l’esatto opposto.
    Cordialità.

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  • silvio cinque

    è una situazione difficile da accettare, da considerare. Sono sempre sfuggito le botte ed i lacrimogeni della polizia. Nel 2001 ho buttato i miei vestiti bianchi che erano diventati verdi per via di un gas che si è usato solo in Italia e contro ogni norma europea. Però, se si fosse fatta più informazione su un servizio che è quello della sicurezza pubblica, se si facesse più sana istituzionale informazione su ciò che si è e a cosa si serve, forse certe derive non accadrebbero. La Polizia fa parte di quei servizi che devono essere al servizio della gente. come il sottoscritto ha l’obbligo del riconoscimento e dell’identificazione, come ho l’obbligo di rispondere a norme e principi che riguardano la responsabilità anche individuale, così il servizio di pubblica sicurezza deve garantire il massimo della trasparenza e della oggettività. Altrimenti permangono delle comprensibili forme di sospetto e forte critica da parte della cittadinanza.

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  • Giuliana Angotzi

    Non so spiegarti la solitudine che si prova stando da quella parte, esercitando, come personale contributo all’esercizio della democrazia, la propria funzione tenendo la distanza da ogni pressione. Essere profondamente fedeli alla Costituzione, in tempi come questi, porta all’isolamento e all’indebolimento. Porta ad essere stretti tra l’odio alla divisa, dall’esterno, e l’odio per la tua aderenza alla Costituzione, dall’interno. Ho capito che si e’ nel giusto riuscendo a stare in equilibrio tra queste due spinte, senza esserne abbruttiti. E’ proprio questo tipo di sforzo che non puo’ essere dato da tutti e che non puo’ avere un corrispettivo economico. Davanti a questa consapevolezza le appartenenze politiche sfumano.
    Per la Costituzione.
    Sempre e sopra ogni cosa, o sara’ la fine.

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