Anna Lombroso per il Simplicissimus
Ai tempi del fascismo non sapevo di vivere ai tempi del fascismo. La frase di Hans Magnus Enzensberger pesa come un macigno e parla di indifferenza, accondiscendenza, ubbidienza io semplicemente di inconsapevolezza.
Non gli credo, non credo che il poeta che elogia i lupi che vanno in branco, loro sì, solidali, e condanna le pecore: Deve mangiare viole del pensiero l’avvoltoio? Dallo sciacallo, che cosa pretendete? Che muti pelo? E del lupo? Deve da se cavarsi i denti?….. Che cosa idioti vi incanta? ….Chi intasca la mancia, la moneta d’argento, l’obolo del silenzio? Son molti i derubati, pochi i ladri; chi li applaude allora, chi li decora e distingue, chi è avido di menzogna?… , si non credo non si fosse accorto che per alcuni l’anello al naso è il gioiello più caro, che sia stato tratto in inganno che ogni ricatto fosse troppo blando per lui.
Tanto è vero che oggi sa di vivere sotto il fascismo europeo, il burofascismo, responsabile di aver sottratto sovranità a popoli e stati, senza sostituirla con un’autorità sovranazionale, di predicare di diritti annientandoli nei paesi Pigs, di aver contribuito a quella riduzione di democrazia, imposta dall’applicazione artificiosa di un unico strumento di unificazione, quella moneta che ha incrementato disuguaglianze, aumentando il profitto di pochi e riducendo il reddito dei tanti, e che, in attesa di dotarsi di un esercito e di una polizia, è in grado di imporre un ordine aberrante e di attuare una feroce repressione, dalla quale dopo le lacrime gronda il sangue delle vittime ridotte alla fame.
Oggi è nauseante sentire gli elogi di Mandela, e lui si, sapeva di vivere sotto un regime infame e infamante i principi di umanità, da parte di vari tromboni, di poderosi telegrafisti, sempre pronti con vibranti messaggi, di feroci razzisti ma solo contro i rom, di indifferenti che, loro no, non si accorgono di villaggi segreti dove lavorano e sotto-vivono centinaia di lavoratori, di xenofobi efferati che dicono di difendere cultura e tradizioni autoctone, di fan della Thatcher, di supporter della superiorità Wasp, occidentale e bianca come sono bianchi e slavati gli euro burocrati. Gli stessi lupi che in passato l’avrebbero e l’hanno considerato un eversivo pericoloso, uno scomposto ribelle, un arrischiato sovversivo contro l’ordine costituito.
Ma è altrettanto fastidioso l’encomio delle pecore, l’ammirazione per il coraggio di chi ha scelto il moderato e rassicurante conformismo, di chi considera la rinuncia ai diritto un obbligo per garantirsi la conservazione di mediocri privilegi, di chi asseconda le nuove forme di fascismo per stare tra i grandi, per essere ammesso tra i lupi.
È successo qualcosa di tremendo se è cambiato il senso e il significato di coraggio e ribellione, di democrazie e autoritarismo, se Berlusconi pensando alla galera che non farà, si sente come Mandela, se in prossimità della liturgia domenicale delle primarie, si sono lette testimonianze in favore del giovane Civati, indicato come virtuoso custode dei valori della sinistra, malgrado il suo coraggio si sia finora esaurito prima del voto, palese o segreto, se insomma alla tenacia di un uomo nel non voler essere pecora si guarda come a un eroismo irripetibile. E se provassimo a ripeterlo?


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Constato,Sig.ra Lombroso, che nei suoi post, agli anonimi ( per scelta direi….) non è consentita la critica, sembra essere però gradito “il plauso” ( che a volte può anche esserci , in modo limitato per alcuni Suoi post…).
E’ quindi sgarita la critica anonima, ed i diritto ad essa in questi post, ma senbra essere gradito il plauso firmato ( magari da amici o conoscenti…), con tanto di tutela di quello che sembra quasi un dovere.
Vedrò da anoonimo quale sono e che ci tiene al suo anonimato, di non postare più critiche, di quando in quando a certi suoi post
( induttivamente…come direbbe lo scienziato…o scientista (??) qui sopra …) generici o aprossimativi.
Saluti.
spero non spiaccia ai miei amici ma ho scelto la via della repressione..non quella della censura, proprio quella della repressione e la praticherò ancora nei confronti dell’anonimo cui consiglio di confezionarsi un blog personale dove ricoverare i suoi deliri che questo lo ha già ospitato abbastanza. Ho preso questa risoluzione proprio perchè anche Voltaire a volte sonnecchiava e non mi piace dialogare e nemmeno litigare con chi continua a trincerarsi dietro all’anonimato
Vorrei citare l’intuizione di Ludwig Wittgenstein sul ragionamento induttivo in quanto è molto interessante per capire certi modi di ragionare. Secondo W. il ragionamento induttivo, ovvero che passa dal particolare all’universale, è strettamente connesso con le caratteristiche psicologiche di chi lo utilizza. Quindi non ha mai caratteristiche che possano essere considerate leggi generali. Da questa osservazione, riportata negli appunti di Ramsey nelle note pubblicate dalla prof.ssa Galavotti, si osserva che persone che fanno ragionamenti induttivi su persone di cui non sanno nulla e che non conoscono sono orientate a farlo per questioni riguardanti esclusivamente proprie questioni psicologiche. A questo proposito è bene osservare che per un ragionamento induttivo corretto occorre che si accetti che la modifica delle condizioni al contorno possa determinare una modifica della probabilità attribuibile alle proprie conclusioni (Cfr Dennis V. Lindley Making Decisions). Altrimenti si incorre nel rischio di una risposta poco significativa all’informazione con allargamento della curva gaussiana della valutazione probabilistica del valore dell’informazione. Questo è importantissimo se si è partiti attribuendo una probabilità molto superiore al 50% a questioni di cui non si ha nessuna informazione. La normalità psicologica richiede che la curva di risposta, per quanto possa collocare al negativo il valore massimo, deve essere abbastanza stretta da dare risposte coerenti con la realtà fisica più probabile. Altrimenti non è più una questione che si possa risolvere senza interventi di cura.
Il post di Anna Lombroso riguardava le reazioni alla morte di Mandela, confermo di condividere il contenuto e confermo quanto ho scritto.
Nel commento, ho risposto al post ed espresso il mio fastidio (non odio, non disprezzo, non valutazioni sugli individui) verso un frequente comportarsi da gregge e non da persone pensanti e libere.
Un conto è contrapporre critiche e contestazioni, un altro conto è dare la stura a pesanti insulti anonimi e violenti a cui non è dovuta risposta.
Il dialogo è volontà di capire e costruire, ma chi chiede davvero risposte non attacca, senza poi nemmeno un briciolo di fondamento, a livello personale. Io non sono qui ad esibirmi o a cercare visibilità, leggo e a volte commento. Sarebbe stato preferibile ragionare e confrontare, ma in questi casi appare impossibile.
Angelo è proprio così, ed è un peccato dissipare energie non per discutere, contestare, comprendere, dissentire e così via, ma per mettersi davanti a una palla di vetro immaginando di sapere, conoscere, definire gli altri.
Ma tornando al post di Anna, ed era questo l’unico argomento interessante, oggi proseguono necrologi ed commemorazioni nella folcloristica gattopardesca modalità per la quale una bella dichiarazione ai media, mano al cellulare, non si nega a nessuno, nemmeno se riguarda un defunto scomodo da vivo e da morto comoda icona.
Sto riflettendo se non sia accaduto che le battaglia non siano affatto vinte, se non sia vero che oggi l’apartheid stia macinando, tramite l’esclusione della povertà e della precarietà sistematica, i suoi nuovi bersagli. Se è così, allora, l’aver dimenticato che distinguere non è dividere e che le mediazioni a qualunque costo non danneggiano il privilegio e i privilegiati ma le vittime è davvero un guaio.
Sì, Prof.ssa Peterlin, rispondere a uno che ha così tanto coraggio di esporre le sue eroiche idee da firmarsi ‘Anonimo’ mi sembra proprio inchiostro sprecato.
beh Anna, io in questi casi non provo nemmeno a rispondere; mi spiace che sia stato invaso il tuo spazio. Grazie sempre per le tue parole.
Il sonno della ragione, si diceva in passato, genera mostri, ma non solo.
🙂
Serena non so se si tratti del mio anonimo abituale, un aficionado, oppure se attiriamo la specie come carte moschicide, ma certo che è proprio vero che livore e invidia sembrano essere i bastoni che reggono il mondo.. e questo toglie speranza.. ma si penso sia il mio solito anonimo, vittimista e risentito che così, tanto per dire, non si chiede chi avesse realizzaro quel boom e anche chi lo avesse pagato
a me da più fastidio la pecora, le tante pecore conformista, quelle, e lo so che non piace, quelle del “voto utile”, quelle che “però da qualche parte devi stare”, quelle che “non si può sempre criticare”, quelle che “sì avresti ragione, ma così sei distruttivo/a”, quelle che “ma qual è l’alternativa”, quelle che “tutti possono sbagliare”; quelle che “nessuno è onesto fino in fondo”…. ecc ecc ecc