colleRivisitazione del poeta in occasione della trasformazione in residence dell’ermo colle

 

Sempre caro mi fu quest’ermo residence

e questa stanza che da tanta parte

dell’orizzonte  il guardo esclude.

Ma sedendo e mirando interminati

turisti di là da quella e sovrumani

conti e profondissimo rosso per la Visa

io nei debiti mi fingo, over per poco

il cor non si spaura. E come il vino

odo servir tra i tavoli di sotto, io quello

infinito assurdo alla ragione

vo comparando: e mi sovvien l’eterno

faticar per poco o nulla e l’incombente

disoccupazione e il suon di Letta. Così tra questa

stupidità s’annega il pensier mio:

e il naufragar m’è dolce in questa merda.