È uscito in questi giorni un esplosivo libro di Chris Morrison un giornalista di inchiesta che da anni si batte contro le menzogne climatiche e ha attaccato duramente giornali come il Guardian, potenze informative come la Bbc e l’ufficio meteorologico britannico, svelandone i trucchi, come per esempio le cento stazioni meteo inesistenti ormai da decenni e che tuttavia continuano a dare temperature a la carte. Però nessuna di queste vere e proprio  istituzioni lo ha mai smentito e si è ben guardata dall’intraprendere azioni legali che invece fanno parte del loro modus operandi per mettere a tacere i critici. Pubblico qui l’introduzione del libro sicuro di non fare una scorrettezza dal momento che esso non è tradotto in italiano e – considerata l’autonomia della nostra editoria servile e tutta dedita al futile –  non lo sarà mai.

Il libro prende le mosse dal fatto che – a totale insaputa dei fruitori dell’informazione occidentale –  i presupposti della narrazione climatica sono stati messi in dubbio proprio dalla maggiore fonte primaria della stessa, ovvero dall’Ipcc dell’Onu, spiazzando un po’ tutti. Le ragioni per le quali la catastrofe certa si è tramutata in uno scenario improbabile è dovuta probabilmente al fallimento sostanziale di Net Zero, oltre al fatto che i ghiacci artici sono tornati a crescere e purr la calotta  groenlandese, che la popolazione degli orsi bianchi non è mai stata cosi numerosa e che persino i coralli sono in piena crescita. Insomma la narrazione rischiava di essere prima o poi smascherata, così si comincia a fare marcia indietro.

“Il 7 aprile 2026 è stato il giorno in cui la grande invenzione della crisi climatica, a sostegno della fantasia politica delle emissioni zero, si è finalmente scontrata con la dura realtà. Quel giorno, un gruppo di scienziati che lavorava a un nuovo rapporto di valutazione per il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (Ipcc), sostenuto dalle Nazioni Unite, ha ammesso che le ipotesi sulla base di un modello informatico, comunemente noto come RCP8.5, erano “improbabili”. L’ammissione ufficiale ha scosso gli ambienti elitari degli scienziati del clima e dei politici allineati, gettando al contempo un’ombra di vergogna su tutti coloro che, nei media mainstream, si erano offerti di diffondere tali ipotesi. Le ipotesi RCP8.5 sono state un elemento chiave, fin dal 2011, nella “via di input” dei modelli informatici che ha promosso la teoria della crisi climatica, priva di fondamento scientifico. Quasi ogni storia apocalittica sul clima, che si tratti di birra meno gustosa in futuro (sì, è stata scritta dalla Bbc), di scomparsa dei ghiacci polari (un plauso a Sir David Attenborough, al re Carlo e al defunto Papa Francesco) o di aumento della turbolenza atmosferica, porta l’impronta digitale dell’RCP8.5.

La notizia bomba del 7 aprile significò che erano tutti ufficialmente spazzatura.

Questo libro dimostra che quasi tutto ciò che avete letto o sentito negli ultimi 15 anni nella scienza, nella politica e nei media mainstream riguardo a una Terra che si trasformerà in una palla di fuoco non è altro che un mucchio di sciocchezze pseudoscientifiche, concepite per costringere le popolazioni ad accettare tutte le restrizioni imposte da una folle corsa all’eliminazione degli idrocarburi dalle economie industriali moderne e in via di sviluppo.

Lo scenario RCP8.5 è nato come il peggiore dei casi, caratterizzato da elevate manomissioni, ma la sua capacità di alimentare storie acchiappa-click sulla catastrofe climatica lo ha trasformato in una sorta di “business as usual”. Quando si tratta di organizzare finanziamenti per la ricerca scientifica, di raccogliere sussidi ecologici e di ostentare la propria virtù, a chi importava che i bambini andassero a letto piangendo con racconti di temperature in aumento di 5°C o più rispetto al periodo 1850-1900? La fine della Corrente del Golfo entro il 2025 (sì, un’altra classica storia senza senso della Bbc del tipo “gli scienziati dicono”), milioni di case allagate da metri di innalzamento del livello del mare, la sesta estinzione di massa in arrivo: tutte sciocchezze giustificate per continuare a far affluire i fondi per le emissioni zero.

Il fatto che la vita senza idrocarburi  sarebbe  terribile, anzi fatale per miliardi di persone, è stato ignorato. Chi si è preoccupato di notare che senza i fertilizzanti prodotti dagli idrocarburi, metà della popolazione mondiale morirebbe lentamente di fame, portando a guerre endemiche mentre i sopravvissuti si contenderebbero le risorse limitate? Nel 2024, un governo laburista  appena eletto e pieno di fanatici delle emissioni zero, ha bloccato le nuove trivellazioni per petrolio e gas nel Mare del Nord, ancora ricco di risorse. Il cemento è stato colato nei pozzi già perforati sulla terraferma: vaste riserve di prezioso gas naturale che giacciono nel sottosuolo di aree impoverite e deindustrializzate dell’Inghilterra sono ora off limits . All’inizio del 2025, 200 membri del Parlamento britannico erano pronti a votare una proposta di legge di iniziativa parlamentare che avrebbe ridotto l’uso di idrocarburi nel Regno Unito al solo 10% entro un decennio, appena sufficiente a sostenere i servizi di emergenza.

A questo livello di stupidità e ignoranza, questi legislatori folli probabilmente davano per scontato che, se la loro orribile proposta di legge fosse diventata legge, avrebbero comunque potuto comprare i loro latte di soia mentre andavano a fare la spesa di hummus biologico da Waitrose.

Quasi tutte le alternative energetiche proposte sono a dir poco ridicole. Inverosimili, per giunta. Un’economia moderna non può funzionare solo con il vento e i raggi del sole, poiché l’energia è intermittente. Non esiste una soluzione praticabile al problema dell’accensione e dello spegnimento, cosa che i fanatici delle emissioni zero non ammetteranno mai. L’accumulo di energia tramite batterie si misurerà solo in minuti quando necessario su larga scala, l’idrogeno è costoso da produrre e pericoloso, mentre l’energia mareomotrice è spesso estremamente costosa. L’energia nucleare è utile come fonte di energia di base, ma non regge al test dell’acqua bollente durante l’intervallo di una partita di calcio, quando la domanda di elettricità aumenta improvvisamente.

Attualmente, solo il gas e il petrolio possono alimentare una moderna rete elettrica se la sicurezza, la protezione e il prezzo sono considerati le massime priorità. Come abbiamo visto in molti paesi del mondo negli ultimi 20 anni, tra cui Regno Unito e Germania, l’energia eolica e solare non sono altro che costosi extra che hanno portato a un’impennata dei costi dell’elettricità e alla conseguente deindustrializzazione con conseguente perdita di posti di lavoro. Gli attivisti spesso sottolineano che l’energia eolica e solare sono “gratuite”, un concetto così privo di fondamento economico che l’unica risposta possibile è la disperazione per l’intelligenza umana. Gli idrocarburi offrono un’enorme energia cinetica che, sfruttata negli ultimi 300 anni, ha trasformato le società umane in modi che i nostri antenati avrebbero trovato quasi impensabili.

 La scienza del clima

Senza mezzi termini, l’umanità deve molto alla generosità che la natura ci elargisce sotto forma di abbondanti idrocarburi, come dimostrato nel capitolo precedente. Ma attenzione, c’è chi sostiene che il loro utilizzo condannerà la Terra a una dannazione ecologica eterna, forse già dopodomani. Se ciò fosse vero, nessuno potrebbe dissentire e saremmo costretti ad accettare la fame, il duro lavoro manuale, i rifiuti organici compostati all’aperto, la riduzione della popolazione e la miseria generale, lasciando queste sostanze nel sottosuolo.

I peccati della Rivoluzione Industriale saranno purificati e Gaia sarà salva.

Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è una prova inconfutabile che gli esseri umani controllino il termostato climatico mettendo bistecche sul barbecue (a carbone, ovviamente) e volando a Fuengirola. Ma purtroppo, tutto ciò che otteniamo è un intreccio di bugie, disinformazione, selezione arbitraria dei dati e manovre politiche, il tutto racchiuso in un’affermazione assurda secondo cui il 97% degli scienziati ritiene che il riscaldamento più recente sia causato dall’uomo.

Come i pontefici romani di un tempo, la scienza viene dichiarata ex cathedra , ovvero assodata. Alcuni attivisti, come il truffatore dell’energia eolica Dale Vince e il comico sul clima Jim Dale (di cui parleremo più approfonditamente in “Climate Clots and Comedians”), sostengono che discutere della questione dovrebbe essere un reato. Come vedremo, l’intera truffa della “scienza assodata”, abbracciata dai media mainstream, dai politici e dagli scienziati attivisti, non fa altro che rivelare il profondo e deprimente livello di degrado a cui è giunta l’integrità scientifica.

Il geologo e scettico di lunga data del clima, il dottor Ian Plimer, ama sottolineare che non esiste un singolo studio scientifico che provi in ​​modo conclusivo le attuali opinioni sul riscaldamento globale di origine antropica. Se esistesse, aggiunge, non ne sentiremmo più parlare. È un’affermazione vera e al tempo stesso facile da fare. L’atmosfera terrestre e le sue interazioni con la terraferma e gli oceani sono caotiche e non lineari. In alcune sue parti è poco compresa e quindi non misurabile per tutti gli scopi climatici importanti.

Più osserviamo, più impariamo a conoscere i complessi meccanismi attraverso i quali quantità di calore non uniformi vengono trasferite dai tropici ai poli da correnti di ogni tipo. Questa è la causa principale dei fenomeni meteorologici. Con le conoscenze di cui disponiamo, è impossibile attribuire cause umane a singoli eventi meteorologici o a cambiamenti climatici a lungo termine, date le enormi variazioni prodotte dalle forze naturali. Semplicemente è così, e chiunque affermi il contrario dovrebbe considerare di intraprendere una nuova carriera affittando uno spazio nella tenda di Mystic Meg al luna park locale.

Gli attivisti, quindi, utilizzano modelli informatici per fornire le loro cosiddette prove, ma questi, come dimostra la loro deludente storia di oltre 40 anni, ci offrono ben poche indicazioni concrete. Come rivela il crescente scandalo dell’improbabile scenario RCP8.5, spesso sono peggio che inutili. I modelli non ci dicono nulla, mentre le osservazioni forniscono informazioni vitali su ciò che è realmente accaduto.

A tal proposito, il dottor Plimer osserva che il numero di geologi che credono nel riscaldamento globale di origine antropica si conta sulle dita di una mano. Nei loro studi, i geologi possono osservare il passato, in particolare come la Terra è cambiata negli ultimi 600 milioni di anni, fino a quando la vita come la conosciamo oggi ha iniziato a formarsi.

Esaminando i dati relativi alla CO2 e alle temperature risalenti all’epoca Cambriana, si osserva una scarsa correlazione nell’arco di 600 milioni di anni. A volte aumentano e diminuiscono insieme; spesso non lo fanno. Non vi è alcuna prova nei dati che suggerisca una connessione forte e indissolubile, un elemento che l’attuale opinione sul riscaldamento globale di origine antropica certamente richiede.

Inoltre, è interessante notare che in passato il livello di CO2 atmosferica era molto più elevato, con una media di circa 2.700 parti per milione (ppm) negli ultimi 600 milioni di anni. Si tratta di un valore quasi sette volte superiore all’attuale livello di 420 ppm, in un ambiente impoverito. Lungi dallo spendere inutilmente miliardi di sterline per la “cattura” di CO2 sarebbe forse meglio sperare che il livello continui a salire ancora per un po’. Le piante si sono evolute per crescere in modo efficiente in presenza di livelli di CO₂ molto più alti di quelli misurati negli ultimi 40 anni e infatti una maggiore disponibilità di nutrienti nell’atmosfera ha portato a un sensazionale, ma in gran parte ignorato, “inverdimento” del 15% della Terra”.