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Primarie in Paradiso, sinistre all’inferno

 

Prima o poi doveva accadere: Renzi  si è rivelato malaccorto e ha perso molti consensi dopo la cena organizzata con banchieri e finanzieri in cerca di fondi per dare l’assalto alla presidenza del consiglio. Il berlusconiano che c’è in lui non solo è uscito negli atteggiamenti, nelle truccature mediatiche, ma ha preso il sopravvento al solo pensiero del quattrino. E’ così si è lasciato indurre in tentazione da Davide Serra, anfitrione di una finanza che tra paradisi fiscali e residenze di comodo rappresenta tutta l’attuale dittatura del denaro. Insomma il rottamatore dall’aereo facile si sta rivelando persino meno furbetto di quanto si pensasse: diciamo un candidato alle primarie e al potere  teleguidato dalle lobby economiche. E purtroppo le reazioni dell’entourage renzista, da Gori che inneggia alla scomparsa del comunismo, allo staff che parla di insaputa, dimostrano che si tratta di un branco di cretini politici che continuano a ripetere gli slogan di Silvio o le giustificazioni di sapore scajolesco.

E giustamente L’Unità ha colto la palla al balzo: sulla cena, organizzata fra l’altro in una chiesa sconsacrata, ma ottima per il culto del denaro, ha titolato “Le primarie in paradiso (fiscale)”. Purtroppo però, a dimostrazione di come il mondo della sinistra sia sia lasciato pervadere da tesi, ambienti, cecità e ambiguità, lo stesso giornale fondato da Antonio Gramsci non è alieno dalle relazioni pericolose. Il maggior azionista del quotidiano è infatti Maurizio Mian, uno dei celebri scudati, beccato con 200 milioni in Liechtenstein. Detiene la proprietà delle quote de l’Unità attraverso una società delle Bahamas il cui beneficiario è un cane. Non sto scherzando, il cane Guenther , lo stesso a cui Mian attribui la proprietà dei soldi scoperti nel paradiso fiscale alpino.

E di certo quando sul giornale si leggono certe messe cantate al montismo si ha quasi l’impressione di sentire Guenther che fa bau bau. E magari scodinzola contento, assieme a milioni di code di paglia.

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2 responses to “Primarie in Paradiso, sinistre all’inferno

  • eva

    Che il Pd abbia partorito un “renzi” non c’è da stupirsi.
    Vi ricordate l’intervento di Dalema il 13 marzo del 1999: ironizzava su cosa rischiava di essere il PD…..E’ stato il programma reale, altro che autoironia.
    Grosso modo diceva così : ….Un po’ di attenzione ai Verdi, un po’ di spazio ai cattolici, qualche caramellina alla nomenclatura….e niente allusione alla sinistra nel nome….Chiamaiamoci Democratici…in fondo tutti lo sono…..

    L’hanno seguito alla lettera.Anzi hanno superato ogni previsione. Sono diventati di destra. Solo un po’ meno corrotti del PDL…solo un pochino e con più eleganza, talvolta.
    Solo differenza di misura e di dettagli nella linea politica: pacatamente.liberisti, fondamentalmente capitalisti , ma di un capitalismo light….
    Questo Pd, l’attuale Pd, del ” CON MONTI SENZA SE E SENZA MA” perchè si meraviglia di avere un “renzi”?

    Semmai ipocrita ora a non ammettere che Renzi è l’anima berlusconiana del Pd.

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  • stefano

    Dopo esserci riempiti di ex democristiani e strizzato l’occhio a casini ecco un altro risultato prodigioso…renzi. Non vi votero’ mai piu’ massa di neodemocristiani e filo padroni, mi fate schifo!!

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