Vedo con una certa tristezza per le sorti di questa Italia che c’è stata gente subito pronta a riconsiderare le mega vacanze di Rutelli in una delle isole più esclusive e costose delle Maldive, non appena il “prete bello” ha confessato che si trattava del viaggio di nozze mai fatto in trent’anni di matrimonio. Certo lavorare in fonderia non lascia molto tempo libero e il salario è magro: come non capire il segretario dell’Api che ha dovuto faticare tanto per approdare a questa meta esotica? Che del resto – come dice lo stesso piacione – è già conosciuta da moltissimi italiani, quasi a significare una moltitudine.

Ma forse una spiegazione c’è: proprio oggi l’Istat ci fa sapere che a novembre dell’anno scorso c’è stata una perdita di 28 mila posti di lavoro, mentre il numero di disoccupati è aumentato di 15 mila unità: forse sono queste situazioni che inducono moltissimi italiani a partire per un bel viaggio alle Maldive, adesso che hanno tempo. Certo il costo è un po’ elevato, si arriva anche ai 5700 dollari a notte nei luoghi dove si sono posati i passi di Rutelli, Schifani e Casini. Ma insomma adesso che si potrà licenziare più facilmente e che dunque ci sarà l’immancabile crescita finale, si può anche far crepare l’avarizia.

Del resto non posso fare a meno di segnalare le iniquità di questo Paese nel quale un onorevole da tempo immemorabile, quindi con uno stipendio da fame e la di lui moglie con redditi più o meno simili o forse un pochino più alti grazie alle rendite immobiliari garantite dai plastici di Vespa, non possono farsi una vacanza decente dal 1982, anno in cui convolarono. Certo ci sarebbero anche quegli spiccioletti che Paolo di Caterina, l’accusatore di Penati, potrebbe aver passato anche al nostro honeymooner nel 2000, come sembrerebbero rivelare alcuni documenti. Ma è acqua passata, acqua comunque prescritta, mica come quella limpida delle Maldive.

Forse però Rutelli ha ragione quando dice che i prezzi di cui si parla sono “lunari” (è un aggettivo questo che ai terzopolisti piace assai): può darsi che la vacanza destinata a ripagare Francesco e Barbara da tanti anni di vacche magre potrebbe essere stata offerta loro dal proprietario del Palm Beach Resort, cioè da Roberto Amodei, editore del Corriere dello Sport, (ecco perché Totti, Panucci, De Larentiis  sono habitué del luogo), quello che anni fa intimò lo sfratto a Repubblica. Chi lo sa: un piacere ai politici non si nega mai, naturalmente mai a titolo gratuito per i cittadini italiani. E poi la presenza di Casini  assieme a un editore di origine bolognese ci sta proprio bene. Dopotutto il Corriere dello Sport fu fondato da Leandro Arpinati, boss fascista sotto le due torri e successivamente segretario del Pnf. Insomma, via una bella rimpatriata all’estero.