Non solo bisogna sopportare i sacrifici, ma anche l’inconsapevole sadismo con il quale essi sono comunicati nel tentativo di metterci una pezza politica. Così il presidente Napolitano, con un cinismo stupefacente, ci fa sapere che la manovra chiede sacrifici “anche agli italiani dei ceti meno abbienti”. Anche? Ma se la manovra montiana colpisce direttamente i ceti popolari e lascia pressoché intoccata l’ area agiata del Paese. Come se ancora una volta a pagare non siano il lavoro e le tutele, mentre privilegio e rendita rimangono ben scudati da provvedimenti minimi e spesso temporanei.
Posso capire che una certa retorica conciliativa possa forzare la mano, ma il Quirinale si è lasciato trascinare in un errore politico clamoroso passando dal tema della salvezza da ricercare ad ogni costo e della catastrofe incombente alla quale sottrarsi, ad un appoggio politico di merito e per di più barando sulle carte in tavola. Credo che non sia il modo migliore per rappresentare l’unità del Paese: perché si può anche raccontare la balla che nella fretta e nell’emergenza si siano dovute prendere misure squilibrate e inique come fanno le forze che appoggiano da sinistra il governo, si può raccontare che in futuro ci saranno provvedimenti compensativi come vagamente il governo promette, ma non si può far finta di ignorare l’ingiustizia strutturale della manovra.
Anche perché questo potrebbe dare concretezza a un radicato sospetto: che l’operazione Monti fosse stata preparata da tempo non soltanto come cambio della guardia necessario a fronte della perdita totale di credibilità del cavaliere e del suo esecutivo, ma anche come filosofia di azione con contenuti stabiliti dai poteri finanziari ed economici. Pazienza se un partito come il Pd sceglie la via del suicidio, ma la cosa cambia aspetto se sono le istituzioni che rappresentano l’ultima istanza del Paese ad apparire al centro di accordi che passano completamente sulla testa dei cittadini.
Quindi questo intervento sul fatto che anche i poveri piangono potrebbe suonare a molti come una beffa. Solo che eravamo abituati ad essere presi in giro da altri: bisogna prima farci l’abitudine.


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ommento con le stesse parole che ho usato su Orbitsville ad un post molto simile al tuo
“Ho paura.
Ho paura che un giorno, rientrando in Italia la trovero’ in preda alle rivolte di piazza, ma ho ancora piu’ paura che questi vermi che siedono in parlamento riusciranno come sempre a salvare culo e poltrona…”
leggete:
http://www.cronachelaiche.it/2011/12/la-religione-dei-sacrifici-e-i-suoi-sacerdoti/
da sempre, ma in modo più accentuato con i governi Berlusconi e con l’attuale governo Moti, la parola equità assume un significato degno del migliore dizionario della neolingua orwelliana , così come il rigore…rigore all’itaGliana si intende da applicarsi RIGOROSAMENTE ( e sobriamente ?) alle fasce sociali più deboli … Complimenti all’attuale governo per il suo rigore burocratico ben rappresentativo di una burocrazia da banalità del male… è il vecchio e reazionario rigore all’itaGliana , quello fatto con il c..lo delle fasce sociali più deboli, e per applicarlo certo non serviva una grande preparazione economica bastava conoscere un po’ la storia delle fasce popolari italiane e delle costrizioni e tartassamenti a cui sono state sottoposte nel tempo … che moti avesse letto e si sia ispirato ai promessi sposi prima di varare la manovra economica ?
Ma non temete, i nostri soldi serviranno a pagare delle fiammanti nuove carrette da guerra, non siete contenti?
Ogni giorno che passa sono sempre più convinto che il signor Monti sia ben altro che la seconda venuta di Cristo come qualche grande giornale di cui non faccio il nome cerca di convincere i lettori, bensì il prototipo del burocrate perfetto – obbediente e non molto sveglio. Basti vedere i risultati delle millantate liberalizzazioni (che poi, santo cielo, ce l’ha ordinate il medico? Le liberalizzazioni di autostrade, ferrovie, acquedotti, che hanno portato finora? Un disastro totale, costi saliti alle stelle sia per lo stato che per i cittadini, e qualche solito noto che si arricchisce a costo zero) per cui liberalizzerà le edicole. Cos’è, dal giornalaio Tizio posso comprare un giornale a 80 centesimi invece che 1 euro? No, i prezzi li fanno gli editori come sempre. E allora quale sarebbe il vantaggio? C’E’ un vantaggio o è la prima cosa che è venuta in mente al salvatore della patria tanto per far la figura?
Non avrei mai pensato di dirlo ma sinceramente… sto quasi cominciando a rimpiangere Berlusconi.
molta gente non aspetta che una scintilla per esplodere..
Magari, Maurizio, magari.
Ho voglia di vomitare pensando che oggi con le lacrime agli occhi ho dovuto rassicurare i miei dipendenti del fatto che non li lascerò in mezzo alla strada, costi quello che costi. Da quello che sento in giro nessuno più si limiterà a protestare in piazza pacificamente, penso piuttosto che questi privilegiati nei prossimi mesi dovranno guardarsi le spalle giorno e notte.
Che l’esempio sia dato per primo dalla più alta Istituzione.
Giorgio Napolitano: “Necessari sacrifici anche per meno abbienti”
Confidenzialmente e sorridendo: “A guaglio,’ ca’ nisciuno e’ fesso!!! ”
In una contingenza così drammatica per la nazione, con sacrifici che incidono sulla carne viva dei cittadini, Giorgio deve dare per primo il buon esempio..
Se si vuole a tagliare realmente i costi della politica, bisognerebbe proprio iniziare dalla residenza del Presidente, il palazzo più alto di Roma. Perché a tutt’oggi non esiste paragone possibile con altri palazzi presidenziali di Europa: il Quirinale costa più di tutti, palazzi reali compresi.
Un esempio?
La regina d’Inghilterra Sua Maestà Elisabetta, residente a Buckingham Palace, ha messo on line tutti i suoi conti. Precisando quanto spende per questo e quanto spende per quello fin nei dettagli.
Fino all’ultimo centesimo.
Si può consultare il sto (www.royal.gov.uk/output/page3954.asp.) con 33 pagine ricche di dettagli.
Il cittadino inglese può sapere che i dipendenti a tempo indeterminato ( impiegati, addetti, poliziotti, camerieri, giardinieri ecc..) a carico della Civil List alla fine del 2009 erano 310, cioè 3 in più rispetto all’anno prima. Che la regina ha avuto regali ufficiali per 152.000 euro.
Che nelle cantine reali sono stoccati vini e liquori «in ordine di annata», per un valore stimato in 608.000 euro, i costi dei suoi viaggi e rappresentanza.
Da noi no: segreto.
Il bilancio del Quirinale è vietato ai cittadini.
Non esiste un bilancio certificato del Quirinale, non esiste una nota integrativa reale messa disposizione dei cittadini, non esiste una reale trasparenza.
Alcuni dati generici il Colle li ha dati. Per la prima volta, nel gennaio del 2007, sono le note fondamentali delle scelte contenute nel bilancio interno.
L’unica limatura accettata da Napolitano è stata una sforbiciatina alla dotazione del Quirinale: oggi il Quirinale ci costa 228 milioni di euro, nel 2010 era di 231 milioni.
I risparmi sono quasi tutti arrivati però da una rinuncia non clamorosa: la riduzione del personale comandato da altre amministrazioni.
Lo stipendio di Napolitano è di 239.182 euro all’anno, con scatti automatici che recuperano l’inflazione.
In organico oggi al Quirinale ci sono 843 dipendenti: 74 appartenenti alla carriera direttiva, 97 alla carriera di concetto, 204 alla carriera esecutiva e 488 alla carriera ausiliaria.
Oltre a questi se ne aggiungono altri 103 di fiducia portati al Quirinale come staff personale da Napolitano e con un contratto che scadrà al termine del settennato.
Di questi 77 sono in posizione di comando, e 26 collaboratori a contratto. Siamo a 946 dipendenti.
E non bastano. Perché chi pensa alla sicurezza del Capo dello Stato?
Il personale “militare e delle forze di polizia distaccato per esigenze di sicurezza” ammonta a 861 unità, compresi i 258 ammiratissimi corazzieri. In tutto fanno 1807 che vigilano sulla sicurezza di Napolitano, un numero sproporzionato, unico nel mondo delle democrazie occidentali.
E il parco delle auto blu del Quirinale?
Una Lancia Thesis limousine, tre Maserati, due Lancia Thesis blindate e una Lancia Thesis di riserva., oltre alle 2 Lancia Flaminia 335 del 1961 utilizzate per le sfilate del 2 giugno.
Poi ci sono 14 auto (una di proprietà e 13 in leasing) a disposizione dei Presidenti emeriti della Repubblica (Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi), del segretario generale (Donato Marra), del segretario generale onorario (Gateano Gifuni) e dei 10 consiglieri personali del presidente della Repubblica: c’è un’auto a testa senza bisogno nemmeno di fare i turni. Infine 10 auto di servizio..
che possano crepare tra atroci sofferenze.
per me Monti sa fare una manovra e solo quella, se lo sgridi si mette a piangere
quando ho letto il titoloho capito senza leggere concerte persone ci si intende a meraviglia…vero?