Anna Lombroso per il Simplicissimus
Ogni tanto, sempre più spesso, qualcuno con le parole, con gli scritti, con i gesti, ci infligge una lectio magistralis che ha l’effetto di un oltraggio. Che assume la potenza arrogante o ipocrita della slealtà di una “morale” di parte, che non sta quasi mai dalla parte giusta o almeno di quelli, molti, senza accesso alla parola e che non vengono ascoltati. Magari convocati per prendere atto, ma non consultati.
Oggi è la volta della neo-mistica Barbara Spinelli affetta da quello che è stato definito in psicoanalisi il “disordine teorico del cuore”, quando i sentimenti cavalcano – apparentemente sfrenati e liberi – in totale discordanza con le idee. Una turbolenza che per effetto dell’entropia la conduce dissipatamente a bearsi delle magnifiche sorti e progressive del binomio emozioni e misure previdenziali e quindi dell’azione demiurgica del sacrificio.
La ministra, proprio come, cito, i “profeti” si è inceppata dopo l’incipit “sacri….” (sacrificio, non sacrilegio) per il sacro terrore di evocare l’atto più sanguinoso, la forza atavica e crudele, il colpo mortale ma necessario per placare la divinità. Cito ancora:” riformare le pensioni e colpire privilegi travestiti da diritti è giusto, ma fa soffrire pur sempre. È una pietra incandescente”…
E per ribadire la superiorità morale e anche emozionale dei bancari – in fondo anche i bancari hanno un’anima diceva profeticamente Gino Bramieri – ecco la folgorazione: “Se il cuore di una persona trema, se quello del buon Samaritano addirittura si spacca alla vista del dolore altrui, vuol dire che alla radice delle emozioni forti, vere, c’è un sapere tecnico del mondo. Per questo il pianto del ministro Fornero, domenica quando Monti ha presentato alla stampa la manovra, ha qualcosa che scuote nel profondo”.
In effetti nell’anima dei nati nel ’52 c’è stato proprio un terremoto sentimentale. E anche in quella degli aspiranti proprietari di prima abitazione che oltre al mutuo pagheranno l’Imu e perfino, in odor di equità, in quello degli scudati penalizzati da quell’1,5% non molto impegnativo ma che dimostrerebbe che limiti all’evasione, volendo e se regge il cuore, si potrebbero imporre.
“Tendiamo a dimenticare che in tutti i monoteismi, il cuore non è la sede di passioni o sentimenti sconnessi dalla ragione. Nelle tre Scritture, compresa la musulmana, il cuore è l’organo dove alloggiano la mente, la conoscenza, il distinguo”. Questa donna, la Spinelli dico, perduta nel suo caos emotiva deve proprio aver sfrattato dal suo cuore almeno tre degli inquilini. Una fatica forse non improba, ma certo esagerata. Bastava che, anche grazie al cognome che porta mi chiedo quanto meritatamente, si limitasse a enunciare la sua considerazione finale: “Il fatto è che si parla di decreto salva-Italia, ma si manca di chiarire come il decreto sia anche salva-Europa. Non è un’omissione irrilevante, perché il doppio compito spiega certe durezze del piano”. Possiamo essere o non essere d’accordo sull’efficacia dei programmi avviati, ma è più onorevole attribuire loro il significato di un atto politico e non di un’azione morale.
Si si lo so “il sacrificio” e l’austerità sono più educati e accettabili e “civili” del bunga bunga, anche se duole pensare che questo sia un paese ineluttabilmente condannato agli eccessi e agli estremi.
È che questi potentati travestiti da governi post democratici e i loro profeti non si accontentano del potere e non amano la politica che viene vista come un percorso a ostacoli per il libero esercizio del mercato, vogliono anche dare ai loro comportamenti e alle loro scelte una cifra etica e un messaggio educativo per le coscienze. Paradossalmente l’Europa unita c’è nella misura in cui le differenze tra cittadini – portoghesi, greci, spagnoli, tedeschi, italiani – sono colmate tremendamente dall’incombere della catastrofe, dallo spettro della recessione, dal presente di privazioni e perdite. Sono finite le speciose difformità: porci e perle, dissipati e virtuosi, forti e deboli, solidi e fragili, tutti sotto la cortina dei debiti e sopra il mercato sempre più indistinguibile di prodotti immateriali: valute, certificati di credito, bond, derivati, hedge, futures la cui consistenza, lo ricorda oggi Guido Viale, è stimata da 10 a 20 volte il Pil mondiale; che può spostare (esentasse) in poche ore tanto denaro quanto tutte le banche centrali del mondo non ne riescono a creare in un anno.
E in questo fumus si agitano poteri sempre più espropriati, partiti sempre più rinunciatari della rappresentanza e difesa dei cittadini, sindacati sempre più burocratizzati e incapaci di tutelare insieme ai lavoratori quelli che aspirerebbero a diventarlo, imprenditori sempre più preoccupati di fare affari piuttosto che crescita, governi sempre più intenti alla sopravvivenza di stati di privilegio e di interessi particolari piuttosto che del privilegio di lavorare all’interesse generale, di un’economia che lucra sul gioco d’azzardo di un futuro illusorio e che ha spezzato il nostro.
A differenza di suor Spinelli personalmente preferisco al sacrificio la responsabilità. La stessa che di fronte a qualcosa che si considera ingiusta o insopportabile o discriminante per molti dovrebbe suscitare diniego rifiuto e dimissione e non palpitanti lacrime. E all’emozione preferisco l’intelligenza illuminata quella che fa riprendere la sovranità del proprio destino e collabora alla salvaguardia di quello di altri.


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vi dirò che non mi sono nemmeno chiesta se quelle lacrime fossero autentiche o una efficace applicazione della glicerina del cinema, se fossero frutto di stanchezza e stress o invece sapiente recita. Credo che a volte la “funzione” e i suoi obblighi pesino terribilmente. Ma invece ho pensato che per molti anni non ho avuto il dono delle lacrime. Un dono prezioso che mi pare abbastanza infame strumentalizzare o impiegare. E ho detestato che siano state interpretate come un segno di sesnibilità – e quindi di “debolezza” femminile. Tra l’altro gli uomini che ho amato di più el’uomo che ama hanno pianto e piangono liberamente e di dolcezza e di stupore per la bellezza molto liberamente: sono fortunata. E poi ho pensato anche che di fronte a scelte difficili penose o che ritenevo -nel mio piccolo – che ledessero qualcuno o semplicemente la mia coerenza o la mia “morale”, invece di piangere me ne sono andata. qualcuno dirà “virilmente”? credo, noi lo sappiamo, solo civilmente e ragionevolmente. con la Spinelli ho diviso un direttore che a una esternazione analoga rispose via telegramma scrivendo all’esaltato inviato: rientra in sede e soprattutto rientra in te… seguirei il consiglio fossi in lei
cara Anna…mi hai distrutto la Spinelli, che stimo molto, ma non posso che concordare con te..anche perchè oltre alla prima impressione in diretta che fu di fastidio, ora, riguardando il video, pare che prima di piangere si rivolga a Monti per chiedere un’approvazione…e, sempre alla diretta avevo ancora nella mente che avendo lei le mattina notato negligenza nei giovani convenuti all’incontro con lei senza nesuna donna, aveva annullato l’incontro andandosene via contrariata. Possibile che nessuno abbia pensato che poteva essere dovuto allo stress di quella maratona che sarà stata antipatica anche per loro? Anche Monti aveva due borse sotto gli occhiali da far paura…però mi ha stupito che solo due siano state le reazioni…che brava e sincera finalmente! oppure sono lacrime tecniche dunque fredde dunque ipocrite.
ciao
Ho le tue stesse preferenze, Anna.
Questo utilizzo dell’emotività, buona a tutti i costi, è falsa, culturalmente arretrata, e questo, da parte di chi certi saperi dovrebbe averli interiorizzati, è più che fastidioso.
p.s si era commosso alle lacrime della Fornero….ehehehe e mi viene da ridere ancora ricordandolo…boh!
ah! Ecco è una omonima…mi era parso strano che la Barbara Spinelli che io stimo e apprezzo (giurista) fosse la stessa Barbara Spinelli che ha scritto queste righe…..mi sembrava anche strano fosse andata in sollucchero per le lacrime (non se ne può più) della Fornero ….ha un intelligenza lucida…non me la vedevo trepidare….ehheheh ma siamo un popolo di cattolici, trepidiamo per le lacrime della Madonna, cuore fa rima con amore…ho sentito basita un mio amico, uno di sinistra, uno di cui si discute sempre di politica e mi pare aìpure avere le idee chiare..mah! mi ha detto che si era commosso anche lui, un omone di 55 anni…gli ho fatto una risata in faccia che non finiva più..ci è rimasto male …
STANDING OVATION !