Dicono che Bersani abbia cucinato le tagliatelle all’ incontro segreto tra lui, Alfano, Casini e Monti appena tornato da Strasburgo. Ma il nuovo premier era piuttosto appesantito per il pasto preparato dalla brasserie “A la pintade d’or” una delle preferite di Sarkozy e soprattutto di madame Carla, un cassoulet  allemand piuttosto pesante. Così  non ha mangiato nulla.   Oltretutto dopo aver litigato col presidente francese che chiedeva gli eurobond insieme a un ruolo attivo della Bce come prestatrice di ultima ultima istanza – mentre il nostro premier si è schierato con la Merkel – era anche di pessimo umore. Dopo alcuni mesi che l’Italia chiedeva le stesse cose di Sarkozy, ora le cose sembrano cambiate e che Monti voglia agire solo sul rigore.

Casini nemmeno lui troppo tranquillo dopo essere stato accusato di prendere tangenti solo le notti di luna piena, tangenti lunari appunto, ha dato il suo pieno sostegno a questa nuova linea e anzi ha suggerito di ridisegnare i biglietti da cinquanta euro con l’immagine di Padre Pio e quelli da cento con la bella incisione di Santa Sigfrida da Scheißdrauf, per fare qualcosa di concreto a sostegno della moneta unica in pericolo. Alfano invece ha sentito il bisogno di leggere una lettera ombra di Berlusconi nella quale l’ex premier accusa Gramsci e Turati di essere i veri colpevoli della crisi. Per fortuna c’era anche Bersani che con la sua praticità ha snocciolato una serie di cifre sulla sempre maggiore domanda in Europa di smacchiatori di giaguari e ha dimostrato che l’Italia ha tutte le potenzialità per farcela anche senza aiuti esterni.

Monti pare abbia ribadito testardamente la sua linea: equité, sobrieté, chissacché. E abbia detto che comunque ce la faremo esprimendo l’intenzione di portare i vertici europei a Mi manda Rai Tre.

Certo ci si può scherzare con i vertici segreti che sembrano una sobria riedizione dei patti del risotto o della crostata. E tanto vale farlo, vista la scarsa consapevolezza della situazione. In un pezzo dell’Unità da Strasburgo si legge dell’inaspettata e problematica convergenza tra Monti e Merkel per dedurne che Sarkozy, alla fine, è tornato a Parigi con le pive nel sacco. Non c’è che dire, ci prendiamo delle belle soddisfazioni. Vabbè che è stato scritto da tale Margherita Loy, ex (?) fascista e negazionista, finita nel giornale diretto da Gramsci via  cocchini di Velardi, ma insomma, qualche esercizio di intelligenza in più sarebbe auspicabile anche se la materia prima è scarsa.

Con grande inventiva il manuale Cencelli della prima Repubblica è stato rispolverato  per la delicata alchimia  dei sottosegretari, ma con le forme della seconda Repubblica in maniera da farci capire che siamo alla Repubblica 1,5. Incombe un opaco futuro. L’ unica soddisfazione è apprendere che Passera convocherà le parti su Termini Imerese. Una golosa occasione per uno come Marchionne, che come parte è proprio quella giusta.