Anna Lombroso per il Simplicissimus
“C’è una sola cosa da fare subito per tornare a far salire le nostre azioni e i nostri beni: comprare il debito. Saremo ricompensati mille volte di quel poco che non abbiamo nemmeno speso ma prestato al nostro grande Paese, l’Italia»
Publitalia deve aver influenzato nel profondo il nostro Paese se convinzioni persuasioni e proclama vengono affidate di preferenza all’inserzione. Dopo Della Valle è la volta di Giuliano Melani un cinquantenne pistoiese, contigua alla politica come animatore di una lista civica e contiguo alla finanza come agente specializzato il leasing. Il Melani in un sussulto di orgoglio patrio encomiabile si è comprato una pagina del Corriere della sera per rivolgere un appello agli accidiosi compatrioti dal titolo esplicito: «Concittadini amici e fratelli, compriamoci il debito!» e dal sottotitolo ancora più eloquente: «Sottoscrivendo i nostri titoli di Stato». Per lui non è un sacrifico, ma un investimento “ Per uscire dalla crisi, per non svendere il Paese, per fare a meno del governo e dell’Europa” .
Va detto che il Melani è animato dall’ entusiasmo, qualità rara ormai nella nostra contemporaneità. Enthusiasmòs, letteralmente si potrebbe tradurre dal greco con “con Dio dentro di sé”, e voglio pensare che sia una divinità della condivis ione e della solidarietà a muoverlo, e non quella pulsione della quale Russell era sospettoso: l’entusiasmo non è altro che ubriachezza morale. E nemmeno che sia stato galvanizzato dalle tante esperienze motivazionali delle aziende care al presidente del Milan, anche se certamente li accomuna un certo amore per la retorica, una certa passione per l’esposizione mediatica e purtroppo una certa approssimazione.
Si anche io sono sospettosa come Russell. Il piglio di questa passione civile mi sembra uno di quei copioni degli agenti delle società di vendita piramidale, l’incoraggiamento reciproco dei partecipanti a un convention di Fideuram, l’esercitazione di un gioco di ruolo. Mentre il Melani forse voleva assomigliare al signor Smith che va a Washington, una figurina di Frank Capra, che con patriottica innocenza pensa di avere la ricetta per trascinarci dalla grande depressione al new deal. Diciamo che non gli fa difetto l’ingenuità: fare l’agente finanziario non dovrebbe esimerlo dal sapere che per compiere il miracolo bisognerebbe rafforzare la moneta e non i bot e i cct. Ma la pubblicità è l’anima del commercio: ben altri più attrezzati prima di lui hanno applicato alla politica e al consenso le leggi del mercato e della propaganda.
Immagino che il suo proposito smuova un certo malumore in tanti lavoratori in cassa integrazione e tanti suoi coetanei espulsi dal mondo del lavoro: sarebbero sufficienti di media 4 mila euro di titoli di Stato a testa per sanare il debito italiano, per salvare l’Italia e tutti noi, dice, e lunedì mattina andrà in banca ed acquisterà 20 mila euro di btp.
Non voglio deludere i molti commossi del web che hanno salutato la brillante iniziativa come l’inizio del miracolo italiano e vedono in Melani il profeta del riscatto domestico, da indignados a azionisti. E non voglio nemmeno sospettare delle buone intenzioni di uno che per mestiere si occupa di finanza di scala e infatti cerca una soluzione “integrata” alla declinazione più immateriale e avida del mercato.
C’è chi predica l’urgenza di circoscrivere il diritto di voto limitandolo a meritevoli selezionati tramite esame e abilitazione. C’è chi guarda al Belgio come a una esempio replicabile: per cavarcela dobbiamo ricorrere al governo fai da te, senza governo. C’è chi ci raccomanda di “sottoscrivere” il baratro nel quale ci hanno sprofondato le banche salvando le banche. C’è chi è convinto come sosteneva provocatoriamente Simone Weil, che l’esistenza dei partiti sia un ostacolo fondamentale alla libertà d’azione.
Sono discutibili variazioni sul tema dell’antipolitica. Suggestive, peraltro. Di questi tempi c’è da pensare che la migliore Politica,il migliore Stato, la migliore organizzazione della vita pubblica sia quella che non si vede, che si rende impercettibile, creando la gradevole illusione che tutto si svolge nel modo migliore in loro assenza. E che il migliore uomo politico sia l’uomo invisibile quello che permette ai suoi concittadini di occuparsi di sé, dei propri cari, del bello e del ”proprio”, di cose che con lo Stato hanno poco a che fare o solo occasionalmente.
Chi avesse pensato di avere contribuito all’ascesa dell’uomo invisibile si è sbagliato. Perché ha eletto il politico più vistoso, che ha alimentato il nostro egoismo per nutrire il suo, che ha eroso l’interesse di tutti per moltiplicare il suo. E che in nome del suo partito azienda e di una gestione del governo e dello Stato privatistica, ha messo in ombra la politica e svuotato la democrazia. È sceso in campo con piglio salvifico, con una immagine messianica, chiamava i cittadini a aderire a un suo modello di società, che alcuni hanno ritenuto inoffensivo, ingenuo, sempliciotto. Hanno pensato che sarebbe durato poco, che la politica per i non professionisti presenti poco interesse. Che lui si sarebbe stancato del giocattolo e noi di lui.
Dal precipizio nel quale ci ha fatto cadere non ci salverà nessuna ricetta vuota come i suoi slogan, nessuno signor smith, nessuna sottoscrizione per diventare titolari del baratro. Se un azionariato dovessimo aprire suggerirei che gli italiani entrassero in quello della responsabilità, che va oltre il sacrificio di rompere il salvadanaio. Proporrei di entrare in autogestione alla Fiat o all’Eutelia o che ne so in una delle tante fabbriche. Dove ci sono donne e uomini arrabbiati ma buoni per far fruttare lavoro e dignità e non buoni fruttiferi.


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a tutti consiglio lo spot gratuito del Melani intervistato sul Tg5 di ieri 7 novembre nell’ora di massimo ascolto, Chiunque sia scevro di pregiudizi mercatistici troverebbe tutte le risposte
Anche io ho il sospetto che la proposta del Melani sia frutto della avvenuta finanziarizzazione delle nostre vite e dei nostri cervelli. Ma vorrei una spiegazione tecnica della assurdità della proposta non un proclama che risponde ad un altro proclama. Tra l’altro, gratis!
La Rete è soprattutto di estrema sinistra. Non ci piove su questo. Tutti gli “indignati dal 1989” scrivono il loro analitico frustrato rancore in Rete.
E non scrivono, se non contro, del Melani perchè se un uomo del mercato trova una soluzione al complotto mercatista la loro frustrazione salirebbe a livelli insopportabili.
Lei scrive: “per compiere il miracolo bisognerebbe rafforzare la moneta e non i bot e i cct”. Ma non le pare che l’Euro sia già così forte nei confronti del Dollaro da contrastare le esportazioni europee?
O Lei, in fondo, ce l’ha solo con il mercato? E non può che sospettare di una soluzione che viene da un uomo del mercato?
Il Melani ha solo fatto notare che i Giapponesi hanno il rapporto debito/pil al 220% mentre noi al 120%.
Eppure a loro nessuno rompe le balle perchè il loro debito “pubblico” (cioè quello creato dalle dissennate politiche stataliste, cioè clientelari, dal 1970 in poi) è tutto (oltre il 90%) debito interno.
Mentre il nostro è per almeno metà debito con i mercati esteri (ricorderà certamente quelli del vetusto complotto demo-pluto-giudaico-massonico riattualizzato tragicomicamente dagli “indignados-noglobal-autarchici-akilometrozero”), i quali mercati non stanno speculando contro l’Italia, come va di moda spiegare oggi agli irresponsabili che vogliono credere al nemico esterno, ma stanno solo gestendo con oculatezza i soldi di chi vuole investire e prestare denaro convinto che gli verranno restituiti con un certo interesse.
Ad maiora!
Sono somaro in monetarismo ed economia ; mi sembra che occorra invece occuparsi di queste faccende e massimamente diffidare degli “esperti”.
In generale mi piace il “fai da te”, quindi “salvezza casalinga” non mi dispiace affatto.
Non riesco a capire quali potrebbero essere i guai ulteriori se molti (moltissimi) italiani smobilizzassero qualche migliaia di Euro depositati in sconosciuti Fondi stranieri e comprassero BOT.
Non si ridurrebbero i tassi di essi?
Non è questo UNO dei problemi?
Concordo il pessimismo globale di chi mi ha preceduto: troppe perverse depravazioni strutturali e globali fanno temere anni terribili.
Un’ultima considerazione: Con fatica ho trovato sul web questa citazione all’iniziativa di Giuliano Melani.
Questo silenzio mi incuriosisce insospettisce assai. Se non altro l’iniziativa è bizzarra. Perchè non si e’ aperta una discussione?
Ma Sì! tutte cazz… quelle del Melani! Usciamo dal mercato! Viva il COMUNISMO!