Anna Lombroso per il Simplicissimus
Cancellato bruscamente dalla manovra economica del Governo, il Sistri (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti), una specie di anagrafe informatica, era nato, con molte ambizioni, nel 2009 su iniziativa del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nel più ampio quadro, si legge sul sito del dicastero, di innovazione e modernizzazione della PA per permettere l’informatizzazione dell’intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani per la Regione Campania.
“Il Sistema semplifica le procedure e gli adempimenti riducendo i costi sostenuti dalle imprese e gestisce in modo innovativo ed efficiente un processo complesso e variegato con garanzie di maggiore trasparenza, conoscenza e prevenzione dell’illegalità”. È quasi epica la prosa del sito: “La lotta alla illegalità nel settore dei rifiuti speciali costituisce una priorità del Governo per contrastare il proliferare di azioni e comportamenti non conformi alle regole esistenti e, in particolare, per mettere ordine a un sistema di rilevazione dei dati che sappia facilitare, tra l’altro, i compiti affidati alle autorità di controllo”.
Ma non basta: “I vantaggi per lo Stato, derivanti dall’applicazione del SISTRI, saranno quindi molteplici in termini di legalità, prevenzione, trasparenza, efficienza, semplificazione normativa, modernizzazione”.
Eppure nel silenzio distratto di tutti compresa miss liceo – forse durante i Consigli dei Ministri manda sms agli amichetti – questo caposaldo della lotta all’illegalità e della promozione di efficienza e di comportamenti virtuosi di operatori e cittadini ha perso vigore, appeal e forza comunicativa. In una manovra di tagli la cancellazione non rappresenta certo un gran risparmio: si ritorna alle procedure tradizionali e al supporto cartaceo mentre decade il possibile sistema sanzionatorio dei trasporti abusivi, cespite solo apparentemente irrisorio e invece fortemente simbolico oltre che dotato di grande potere deterrente almeno per i trasgressori “isolati”. E secondo la regola aurea del governo i tagli sono studiati per risparmiare chi potrebbe e dovrebbe subirli, così si esimono le aziende dagli oneri degli adempimenti necessari alla realizzazione dell’impalcatura del Sistri. Oneri che se si credesse davvero all’economicità della semplificazione e dell’efficienza, verrebbero visti come vantaggiosi investimenti.
Finisce così il proposito di istituire una memoria elettronica della produzione, dei “viaggi”, della destinazione dei rifiuti, “odiata dalle imprese” secondo un felice titolo del Corriere della Sera. “Proposito”, perché da più di un anno si susseguivano rinviii e proroghe, errori e rettifiche e scatole nere inutilizzabili e lamentele degli scrupolosi che si sono pagati iscrizione software e formazione del personale e dei furbi che dicono che non lo possono fare, secondo l’abitudine nazionale che fa si che una giurisprudenza ambiziosa sia desiderabile ma fisiologicamente inapplicabile. Certo in questa compagine proprio non si parlano tra loro. Il Sistri doveva costituire un complesso di misure di razionalizzazione e semplificazione, impedendo frodi e abusi proprio secondo i principi costitutivi del dicastero voluto dalla Lega, ma proprio la Lega non lo vuole, Tremonti lo taglia, la Prestigiacomo si stupisce, Maroni non se ne accorge nemmeno né prima né dopo ancorchè sia un chiaro omaggio trasversale alla criminalità organizzata. E farà lo gnorri anche l’Ue che, esercitando su di noi una tutela circoscritta alla finanza, girerà semplicemente su di noi le sanzioni che non abbiamo avuto il coraggio di comminare.
Non lo voleva proprio nessuno insomma il Sistri, in nome di quella libertà nazionale che è solo “licenza” e licenziosità, esonero da regole e norme, sottrazione dalle leggi e spregiudicato approfittarsi delle difficoltà per legittimare disprezzo per il bene comune e l’interesse generale.
È che il problema dei rifiuti è oggetto di una generale rimozione, finchè la puzza non prende la gola e l’emergenza perpetuata non diventa una apocalisse ambientale e sanitaria, oltre che economica se sono corretti i calcoli secondo i quali in Campania sono stati spesi (fonte Garante degli appalti), 3 miliardi e 548 milioni di euro con 25 ordinanze emergenziali in sedici anni di gestione “straordinaria”. La pressione di formidabili interessi illeciti ha innervato la percezione e la capacità decisionale a tutti i livello facendone un problema insolubile, mentre varrebbero i 4 semplici comandamenti elementari indicati quasi cinquant’anni fa dall’Ue e riprese quasi venti fa dall’Ocse: primo, ridurre (soprattutto imballaggi e articoli usa e getta); secondo, riciclare, cioè recuperare in nuovi cicli produttivi i materiali di cui sono composti i rifiuti; terzo: recuperare energia da ciò che non si può riciclare: bruciando le frazioni combustibili residue, in impianti che possono anche non essere inceneritori; e gassificando la frazione organica; quarto, portare in discarica solo ciò che avanza.
Invece in tutto il Paese non sono state realizzate le politiche di riduzione a monte, quelle che dovrebbe essere adottate fin dalle prime fasi del ciclo di vita, dalla progettazione e produzione, poco si è fatto per quanto riguarda l’educazione dei cittadini, rendendo la raccolta differenziata una lodevole attività di nicchia, oltre che informando correttamente sulla portata e l’impatto delle tecnologie di trattamento.. Così la soluzione finale largamente preferita resta quella di togliere gli ingombri dalla vista, delegandoli alla malavita a prezzi economici e sociali elevatissimi o conferendoli in discariche perenni, magari in aree naturalistiche protette purchè pudicamente lontane da occhi e coscienze civiche.
Si abbiamo un “problema” col problema dei rifiuti, anche facendo finta che il nostro affogarvi non rappresenti una sfida perduta con la civiltà, con l’ordine pubblico, con la malavita organizzata e con una estetica del consumismo che crea imballaggi e confezioni sempre più invadenti, duraturi e ingombranti.
Viene da augurarsi che la crisi diventi una crisi del superfluo e dell’accumulazione. Che la cura contro l’emergenza siano la sobrietà e l’educazione civica. Perché quella dei rifiuti è una patologia della crescita insostenibile, una patologia particolare perché irride all’entropia, cresce, si gonfia e lievita senza soluzioni compensative, se non la riduzione. Ed è difficile da fronteggiare perché è collaterale all’accumulazione di beni, al consumismo all’illusorietà di un benessere alimentato dal possesso di prodotti inutili e ben confezionati.
Mio nonno, del quale peraltro pago l’inclinazione alla dissipazione, in tempi di maggiore austerità conservava invece ben ripiegate la carte dei pacchetti regalo e i nastri colorati. Oggi il 2 gennaio percorriamo per strada l’archivio dell’usa e getta dei riti familiari e anche delle loro emozioni, del consumo esercitato per nutrire la macchina produttiva grazie al superfluo mentre in altre geografie altri mancano del necessario. E Emma, tre anni, pensa che il tonno navighi in acque perigliose ben custodito nella sua scatoletta, perché non ci interessa conoscere i cicli di lavorazione che trasformano una risorse naturale in un articolo in mostra su uno scaffale. Nemmeno la sequenza di sofferenze e vite rubate che questi processi hanno comportato. E tanto meno il volume di rifiuti che si lasciano alle spalle. Per quanto ci sforziamo nessuno riesce a ridurre il suo rapporto con gli oggetti a una relazione funzionale, connotato da qualcosa di inspiegabile che esalta la ripugnanza che ci afferra per qualcosa che ha fatto parte della nostra vita, che ci ha nutriti e che è diventato una massa informe maleodorante. Che vogliamo nascondere come una vergogna e che dovremmo invece riportare nel circuito sociale come un responsabilità.


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Sembra che l’emendamento approvato preveda l’entrata in vigore per il 9 febbraio 2012. Sembrerebbe che questa volta la commissione che valuterà l’efficienza del SISTRI sarà composta anche da una rappresentaza degli addetti ai lavori per cui se si manterrà fede agli impegni e non si lavorerà da “cavrones” potrebbe uscire qualcosa di buono con una degna semplificazione burocratica. Aspetto fiducioso.
Ho letto gli appassionati commenti, ma… il SISTRI risorge? In realtà non era mai morto, l’abrogazione “colpo di mano” ultimo minuto in un decreto legge da convertire non avrebbe comunque avuto grande “appeal”, infatti il 23 agosto 2011, in sede di conversione in legge, la Commissione Ambiente del Senato ha condizionato il proprio parere favorevole al totale ripristino del SISTRI, a far data dal 1° gennaio 2012, con alcune considerazioni; leggi di seguito il parere INTEGRALE: http://reteimpianti.it/collablogazione/sistri-abrogato-reinserito/
Che cosa ne pensi?
RETEimpianti
Buongiorno Dott.ssa Lombroso sono un tecnologo dell’ambiente, per fare questo lavoro ho studiato per 5 anni al politecnico e frequentato almeno 3 master universitari. Adesso sono responsabile di una direzione ambientale di una società di 5.000 persone e ho testato in prima linea il SISTRI. Mi creda da ambientalista quale sono e da persona morigerata nella professione e nella vita privata credo che un sistema funzionale alla gestione dei rifiuti debba poter controllare il loro flusso e soprattutto deresponsabilizzare chi opera nella legalità.
Mi creda, questo il SISTRI non lo può fare. Pensi per esempio che mentre il nucleo ecologico dei carabinieri segue a video un camion dotato di black box, il rimorchio dello stesso camion puo’ (il rimorchio non è dotato di black box) essere scollegato e riagganciato su un altro trasporto senza che alcuno se ne accorga. Tutto ciò poteva avvenire prima e può continuare ad avvenire. Mi aspetto un maggior rigore nei controlli su strada ed un sistema più efficace e soprattutto mi piacerebbe almeno che mi spiegasse quali sono i punti di forza del SISTRI per evitare il traffico illecito dei rifiuti. Mi aspetto che mi spieghi come si fa a caricare un rifiuto sul registro e a pesarlo conoscendo di quanti colli si compone senza peraltro averlo potuto ancora caricare su un mezzo. Faccià di più, mi spieghi quante ore in più di straordinario deve fare fare una azienda al proprio personale quando il sistema non funziona e l’operatore deve assolutamente monitorare il sistema affinchè sia di nuovo in funzione per inserire i dati a sistema secondo il tempo massimo consentito dal SISTRI.
Quando il SISTRI funzionerà sarà un sicuro aiuto a tutte le persone oneste che lavorano in questo settore e che credono di poter fare qualcosa in più per l’ambiente. Fino ad allora credo non le sia possibile fare nè supposizioni nè illazioni. Le consiglio di andare da qualche amico che utilizza il SISTRI e si faccia spiegare come funziona: poi la aspetto in rete per i commenti del caso.
Probabilmente “qualcuno” leggendo il suo articolo seduti comodamente su PUFF pieni di EURO, avranno fatto un sorriso, se non sapessero che la magistratura stà indagando su di loro avrebbero fatto una grassa risata, e con “qualcuno” non intendo chi le ha risposto dicendole di vergognarsi, ma chi ha incassato una valanga di euro da far arrivare agli amici degli amici…
La mia azienda produce materiali edili e ricicla 7.1 e 7.6 a Napoli e prov.
Avete già detto tutto (ed io che seguo il Sistri Forum so che battaglie hanno portato avanti). Già ora tra formulari, registri e Gidar ci ammazziamo di lavoro ripetuto.
Però se non sarà il Sistri qualcosa dovrà pur arrivare perchè io non ne posso più di essere scartato sempre dai trasportatori e produttori dei rifiuti perchè “io recupero solo con formulario”!
4 anni per avere le autorizzazioni… per veder lavorare depositi e cave abusive: questa è NapolI!
Fantastico: l’intenzionale e pianificato sabotaggio del Sistri è finalmente riuscito. Hanno realizzato (su pressione UE e di malavoglia) un sistema guasto in partenza al fine di costringere gli utenti a combatterlo. Ci sono riusciti: anche un mio collega si è arrabbiato per la chiavetta che non andava.
Ed eccoci tutti quanti arruolati tra le fila dell’ecomafia, come tante marionette, a festeggiare come un successo l’efficacia del sistema criminoso che in Italia gestisce i rifiuti. Un piano davvero impeccabile, lo ammetto, anche se prevedibile.
Ha solo sbagliato i tempi quando ha scritto questo articolo, Signora: doveva farlo quando sapeva di cosa parlava, non prima!!!
Gentile sig.ra lombroso, mi presento per non sembrarle anonima….mi chiamo Isabella Monfroni e da oltre 20 anni lavoro nel mondo dei rifiuti speciali: impianti di smaltimento, trasporti, bonifiche, pertanto credo di sapere di cosa sto parlando…….
Non la tedio ripetendo tutto quello che hanno scritto i vari colleghi che mi hanno preceduto e che approvo in pieno, voglio solo dirle una cosa………..si vergogni un po’……….
Fa benissimo alla salute e anche alla psiche.
Cordiali saluti.
Salve dott.ssa Lombroso,
ho utilizzato e studiato il Sistri in prima persona. Ho richiesto, installato ed aggiornato chiavette. Ho adoperato black box, stampato schede movimentazione, chiacchierato con gli addetti del call center. Conosco centinaia di operatori che hanno fatto altrettanto, sottraendo tempo al lavoro e, spesso, alla propria vita privata. E investendo in due anni svariate migliaia di euro; particolare non trascurabile, considerata la sfavorevole congiuntura economica. Hanno ricevuto in cambio dei portachiavi di dubbio gusto e delle apparecchiature il cui unico risultato e’ stato quello di scaricare le batterie dei veicoli.
Potra’ comprendere, dunque, lo stato d’animo di queste persone, vessate dai propri amministratori, nel sentirsi accostate a chi fa dei rifiuti un business illegale.
Ho il privilegio di amministrare un social network sui rifiuti, sul quale si dibatte anche di questa vicenda ben prima che assurgesse all’onore delle cronache. Abbiamo condiviso centinaia di discussioni, inviato una petizione al ministro, attivato iniziative di ogni genere, testato il sistema, proposto suggerimenti ed organizzato un click day prima che ci pensasse la Confindustria.
Non ho interessi diretti nella vicenda. Non sono titolare di una software house e l’abolizione del Sistri non mi arreca alcun vantaggio economico.
Cio’ premesso, spero voglia accettare questo contributo alla discussione come le considerazioni spassionate di una persona mediamente informata sui fatti.
Il suo articolo, gia’ dal titolo, muove da una considerazione del tutto errata, e cioe’ che il Sistri avrebbe sanato le larghe fasce di illegalita’ nella gestione dei rifiuti in Italia e che, per converso, la sua cancellazione lascia “liberi di inquinare”.
Il Sistri e’ una piattaforma instabile, non correttamente dimensionata, poco intuitiva e non sufficientemente testata. Glielo dico da persona non del tutto a digiuno di sistemi informatici, sono un ingegnere.
Il sistema, inoltre, e’ strozzato da due colli di bottiglia insuperabili: la fragilita’ dei supporti hardware ed una burocrazia a tratti esasperante.
Infine, ma non meno importante, l’assetto normativo non garantisce la certezza del diritto ed e’ fonte di confusione per controllori e controllati.
Accetti con serenita’ le critiche e l’invito ad approfondire criticamente questa vicenda. Scoprira’ che ha poco o nulla a che vedere con la tutela ambientale e molto, invece, con il (mal)affare.
Salve dott.ssa Lombroso,
ho utilizzato e studiato il Sistri in prima persona. Ho richiesto, installato ed aggiornato chiavette. Ho adoperato black box, stampato schede movimentazione, chiacchierato con gli addetti del call center. Conosco centinaia di operatori che hanno fatto altrettanto, sottraendo tempo al lavoro e, spesso, alla propria vita privata. E investendo in due anni svariate migliaia di euro; particolare non trascurabile, considerata la sfavorevole congiuntura economica. Hanno ricevuto in cambio dei portachiavi di dubbio gusto e delle apparecchiature il cui unico risultato e’ stato quello di scaricare le batterie dei veicoli.
Potra’ comprendere, dunque, lo stato d’animo di queste persone, vessate dai propri amministratori, nel sentirsi accostate a chi fa dei rifiuti un business illegale.
Ho il privilegio di amministrare un social network sui rifiuti, sul quale si dibatte anche di questa vicenda ben prima che assurgesse all’onore delle cronache. Abbiamo condiviso centinaia di discussioni, inviato una petizione al ministro, attivato iniziative di ogni genere, testato il sistema, proposto suggerimenti ed organizzato un click day prima che ci pensasse la Confindustria.
Non ho interessi diretti nella vicenda. Non sono titolare di una software house e l’abolizione del Sistri non mi arreca alcun vantaggio economico.
Cio’ premesso, spero voglia accettare questo contributo alla discussione come le considerazioni spassionate di una persona mediamente informata sui fatti.
Il suo articolo, gia’ dal titolo, muove da una considerazione del tutto errata, e cioe’ che il Sistri avrebbe sanato le larghe fasce di illegalita’ nella gestione dei rifiuti in Italia e che, per converso, la sua cancellazione lascia “liberi di inquinare”.
Il Sistri e’ una piattaforma instabile, non correttamente dimensionata, poco intuitiva e non sufficientemente testata. Glielo dico da persona non del tutto a digiuno di sistemi informatici, sono un ingegnere.
Il sistema, inoltre, e’ strozzato da due colli di bottiglia insuperabili: la fragilita’ dei supporti hardware ed una burocrazia a tratti esasperante.
Infine, ma non meno importante, l’assetto normativo non garantisce la certezza del diritto ed e’ fonte di confusione per controllori e controllati.
Accetti con serenita’ le critiche e l’invito ad approfondire criticamente questa vicenda. Scoprira’ che ha poco o nulla a che vedere con la tutela ambientale e molto invece con il (mal)affare.
Sig.ra Lombroso sono io SGOMENTO!!! nessuno la colloca col governo o giù di li ma solo tra chi NON SA’ DI COSA STA PARLANDO!!!. la faziosità di pensare di sapere gioca brutti, bruttissimi scherzi. Ripeto che il SISTRI è nato solo per arricchire i soliti amici di amici e non per combattere le ECOMAFIE o semplificarci la vita a noi operatori è questo che NON LE E’ ANCORA CHIARO.Il mondo del profitto orbita dentro il parlamento, le ripeto è li che deve andare a scavare. Mi pare stupido pensare che “cannibalizziamo il settore per darlo alla malavita” ciò significherebbe tirarci la zappa sui piedi…non crede? Se per lei inefficenza è comprare un camion euro 5 (80.000mila euro di investimento, perchè solo in Lombardia non si può più circolare con euro 2), pagare tutte le tasse e iscrizioni possibili, sistri compreso, non aumentare i prezzi da 3 anni nonostante il prezzo del gasolio continui a salire (un camion fà 3Km con un litro) e chiedere un minimo di 60 euro per un trasporto di rifiuti beh, allora sono colpevole. A Napoli viaggiano con EURO 0 questa è concorrenza??? Già non riesco a star dietro al mio, secondo lei dovrei anche fare “oculata vigilanza”?. Per ultimo, si informi anche sulla legge, LE SANZIONI c’erano già e anche sostanziose senza Sistri (per un solo errore o una omissione nel formulario dai 1200 ai 3600 euro – smaltimento illecito non pericolosi 3000 a 12000 ecc) – In questi tempi duri la invito io ad assumere comportamenti più virtuosi e non la esonero da doveri e oneri di giornalista, scoprire la verità. Per questo la invito ancora ad indagare sul perchè è nato il Sistri e non perchè è forse stato cancellato…questo è quello che vorrei da un giornalista serio d’inchiesta…ma è da tempo che non si crede più ai giornalisti.
Per Mariagrazia:
… ma lei, ha la più pallida idea di come è strutturato il sistema SISTRI?
se fosse così, non avrebbe detto una simile panzana (correggerlo!)
a proposito,
mi trovo lontano anni luce dal pensiero di chi ci governa;
solo se lei abitasse a Napoli, potrebbe dire di affogare nei rifiuti, tutto il resto è polemica sterile;
non navigo nell’oro: sono un consulente, faccio regolari fatture a chi mi commissiona servizi , e credo conoscere abbastanza il mio settore (quello onesto, che lavora correttamente e che conferisce i rifiuti agli impianti autorizzati e non nei campi).
Buon Pomeriggio, mi presento mi chiamo Antonio e sono un normale impiegato in un’azienda che si occupa di rifiuti non pericolosi (abbiamo anche una piattaforma dove conferiscono imballaggi di carta, cartone e plastica)
La invito anche domani nel mio ufficio per farle vedere come avremmo dovuto lavorare noi dal 1° di settembre utilizzando il doppio binario, cioè compilare sia i formulari che le schede sistri complete di viaggi pianificati, poi come impianto passare intere giornate per fare delle banali operazioni di carico/scarico interni di rifuti da un registro all’altro da R13 a R3 con 4 firme elettroniche da apporre ogni volta, magari aspettando dieci minuti per completare ogni singola operazione, con gli autisti che aspettano davanti il cancello dell’impianto con le loro chiavette usb, mentre gli ECOMAFIOSI saranno come sempre in giro con i loro bei furgoni e furgoncini carichi di rifiuti pericolosi senza assicurazione, iscrizione all’albo, black-box e chiavette felici e contenti che non saranno loro a essere TRACCIATI….
Parafrasando Guglielmo Zucconi mi viene da dire “Giornalista? Sempre meglio che lavorare”
Almeno a qualunquismo siamo pari.
Sono il presunto anonimo del secondo messaggio.
A parte che ho lasciato la mail mi presento: Marco Sperandio direttore tecnico di impianti di trattamento rifiuti industriali e fanghi da depuratori.
Le società che dirigo hanno in questi mesi usato sistri quando i produttori ne avevano voglia, compilando oltre 400 registrazioni (meno dell’1% dei nostri movimenti).
La signora Lombroso quanti movimenti ha gestito o visto gestire con sistri??.
Quanti trasportatori ha contattato per farsi spiegare quanto tempo occorre per gestire una scheda??.
Sulla risposta in cui sarebbe colpa di noi gestori l’illegalità diffusa ho una sola risposta: SI VERGOGNI!.
Lei sicuramente sarà una di quelle persone vittime della sindrome NIMBY salvo poi stupirsi del fatto che i rifiuti viaggiano per l’Italia e per l’europa ed oltre per mancanza di siti…
Sono sgomento…E’ la prima volta che mi capita di leggere che un giornalista ( blogger??, contro a prescindere?, grillina? radicalschic? sacerdotessa della rete?…non saprei..) CRIMINALIZZA PUBBLICAMENTE un settore che da lavoro ad oltre un milione di addetti…..Ma lei sa quanti milioni di tonnellate di rifiuti vengono smaltiti/trattati annualmente in Italia? Sa di questi quale percentuale viene trattata illegalmente?? ha i dati o si limita a prendere per buoni i proclami senza senso di qualche associazione ambientalista che dichiara che l’85% dei rifiuti speciali svanisce nel nulla?? Certo, potrebbe anche essere, poichè il rifiuto speciale è formato in massima parte da prodotti riciclabili ( carta, ferro, plastica e si chiama così solo perchè prodotto dalle aziende e non dai privati) e quindi viene TOTALMENTE RICICLATO….Ma lasciamo perdere le informazioni…Quelle non servono in articoli di un certo stampo..Bisogna fare sensazionalismo, sparare nel mucchio, scrivere soltanto perchè si ha la possibilità di essere letti, fare populismo, demagogia, non fare ne notizia e ne opinione, scrivere soltanto quello che si crede sia successo, ignorando la verità dei fatti, confondendo la libertà di stampa e di espressione da quella di dire sciocchezze…..A quanto pare Berlusconi ha fatto molti proseliti…Dare al popolo quello che vuol sentirsi dire….Lei ne incarna perfettamente lo spirito….Se dovesse cambiare mestiere, sarebbe un’ottima lettrice di tarocchi, brava com’è nel far felice chi vuole ascoltare quello che si aspetta sentirsi dire….
Saluti
Sato
terribile l’arroganza dei contornanti governo e dintorni…se era malfunzionante il sistema lo si sarebbe dovuto correggere non eliminare…solidarietà all’autrice… vergogna per i servi del sistema noi affogheremo nei rifiuti loro nel lusso ma sempre un affogare è non un vivere,,,
E’ vero, sono un operatore del settore (consulente ambientale), ma non accetto l’epiteto di “fazioso”, e sopratutto di “ecomafioso”, così come traspare dalle parole della dr. Lombroso.
ripeto che gli operatri del settore, NON SONO FAZIOSAMENTE CONTRARI al fatto che il ciclo dei rifiuti possa essere monitorato, anzi lo auspicano, poichè perseguire gli operatori non corretti, apre nuovi spazi a chi invece è corretto.
La dr. Lombroso, in modo superficiale accusa il settore di non fare correttamente il proprio lavoro: La invito personalmente a visitare impianti che contraddicono in toto la sua faziosità,
Infine cara dr. Lombroso: “il meno peggio è figlio del peggio”: mantenere il SISTRI solo perchè è meno peggio di nulla, è un’affermazione che si commenta da se.
cordialmente
GIANPAOLO NADALINI
sono sgomenta: è la prima volta che qualcuno mi colloca sullo stesso schieramento del governo, una strana emozione. la faziosità di chi difende interessi non trasparenti gioca brutti scherzi. Ho ripetuto che il Sistri non è certo il migliore dei sistemi possibili. Anzi. Certo ci sarebbe da sospettare che non sia così male, se questo governo dopo averlo fatto l’ha cancellato per rispondere a critiche che più che dal mondo impresa vengono dal mondo del profitto. Ma mi preme dire che quasi tutte le obiezioni che leggo provengono dal comparto degli operatori, gli stessi che hanno cannibalizzato un settore spesso speculando e più ancora mostrando una tale inefficienza da consegnarlo nelle mani della malavita organizzata. Avessero mostrato tanta oculata vigilanza nel fare bene il proprio lavoro il problema dei rifiuti non avrebbe le dimnsioni e il carattere di una perenne emergenza. Certo le responsabilità sono collettive, governo, imprese di produzione, la pubblicità che promuove consumi e usi “maleducati”, cittadini. E nelle more di un sistema nato macchinoso e poco efficiente ci sono falle che colpiscono i piccoli. Si il Sistri non mi piaceva ma mi piace ancora meno che sia decaduto un sostema di sanzioni che avrebbe costretto chi si compiace del diffuso sistema di illegalità – e della tolleranza vigente – a assumere comportamenti più virtuosi. e in tempi nei quali della necessità si fa virtù per erodere diritti e lavoro, ci sono segmenti produttivi che proprio non vorrei esonerare da doveri e oneri.
grazie per la fine di un incubo… produco
40 kg di rifiuti all’anno… rifiuti la cui raccolta e smaltimento prevede particolari precauzioni per prevenire infezioni… 40kg che mi costano uno sproposito anche in registrazioni, moduli, e attenzione a non sbagliare altrimenti vado in galera… potrei essere denunciata per errore di registrazione e finire in galera perchè un errore e si va nel PENALE ..
in italia si generalizza troppo .. e i piccoli fanno fatica a vivere… peccato che sono i piccoli che mandano avanti il mondo..
l’unica notizia bella in questo agosto.. a casa perchè ho pagato le tasse … e non ho soldi per andare in ferie..
la mia attività? uno studio dentistico.. da non crederci vero?
guardia di finanza prego.. fatemi pure i conti in tasca.. ho un auto del 1994 altro che SUV !!
Concordo con chi signora Lombroso le dice di informarsi meglio sul SISTRI, anzi di indagare sul prima, sull’appalto secretato, la P4, sulle infinitesime black box non funzionanti dal principio e subito sostituite, sulle USB vuote sul ricorso delle imprese tecnologiche al TAR e misteriosamente ritirato senza “nessuna pretesa” e poi guardacaso vengono chiamate per sistemare il SISTRI intascando in due anni quattrini senza riuscire a semplificarlo…le ecomafie con il SISTRI hanno probabilmente guadagnato già abbastanza…chi ha orecchie per intendere intenda. Noi piccoli imprenditori siamo stufi di pagare, soldi e soprattutto tempo per arricchire i politici e i loro amici.
Il risparmio per le aziede? Con SISTRI spesi 1100 euro/anno con formulari 200 euro/anno.
Le ecomafie? Si saranno fatte tante di quelle risate…se fosse partito chissà quante schede bianche false sarebbero circolate (o magari la stessa fotocopiata 100 volte cosa non possibile con il formulario) e potrei fare tanti tanti esempi.
IL SISTRI, un sistema per intascare soldi (a pochi) e per farne spendere a molti, non lavoratori.
Per non parlare del tempo perso…almeno 7 gg lavorativi…e poi qualcuno faceva la voce grossa per non farci festeggiare i 150 anni della repubblica!!!
Signora, la invito ad indagare sul prima SISTRI, chi l’ha voluto, chi l’ha spinto e chi ci ha guadagnato. Le sarei grato.
Buonasera vi parlo da semplice addetto di un impianto di trattamento la cui ditta opera anche nella settore della logistica per il rasporto dei rifiuti prodotti e il trasporto conto terzi; nei mesi passati il sistema SISTRI ha rappresentato per me tutto tranne che un modello di efficienza, sei chiavette usb su sette (tra cui quella dell’impianto) danneggiate dalla consegna; segnalata la cosa agli addetti siamo tuttora in attesa di avere risposta, black box che hanno scaricato in continuazione le batterie dei mezzi anche in momenti di sosta, quintali di carta stampata tra manuali e schede di movimentazione, tempi biblici per la connessione al server.
Vogliamo parlare del call center? ho imparato a memoria la musica propinata nelle lunghe attese verifucatesi al fine di ottenere una qualche risposta, mai attinente alla richiesta peraltro.
Mi fermo qui perchè ce ne sarebbero tante da dire ma di sicuro le cosiddette ecomafie credo non abbiano mai testato sulla propria pelle questo sistema sinonimo di legalità ed efficienza!
Grazie
1) io non sono anonimo, avete la mia e-mail, e noto che quanto scritto nel primo pezzo, è in contraddizione con quanto esposto nel secondo;
2) al comparto ambientale, non serve un sistema di tarcciabilità dei rifiuti zoppicante, ma un sistema vero, testato sul campo, e avviato solo dopo il suo collaudo;
3) con il SISTRI, così come congegnato, non si combattono le ecomafie, bensì gli si permette di inserirsi in un’area buia,da dove possono fare quello che vogliono, non essendo controllati, mentre chi opera correttamente viene tartassato da adempimenti e sanzioni.
4) due SISTRI DAY sono stati organizzati, uno dal Ministero ed uno dagli operatori e si sono rivelati UN FALLIMENTO
5) gli operatori del settore non sono contrari a sistemi di tracciabilità funzionanti , anche perchè è evidente che emarginare il malaffare è conveniente a tutti gli operatori onesti, in quanto viene combattuta una concorrenza sleale: ma SISTRI non risponde in alcun modo a queste aspettative.
Gli operatori si sono organizzati in un forum,
http://sistri.forumattivo.com
da cui è possibile conoscere tutte le diufficoltà a cui il settore è stato sottoposto da questo sistema.
Leggendo quanto riportato nel forum è possibile capire perchè affermiamo che l’autore dell’articolo a noi sembra maleinformato o informato solo parzialmente.
GIANPAOLO NADALINI
certo gli ecomafiosi non avrebbero aderito e immagino anche molte imprese del settore. come ho scritto quella che i due commentatori citano è la tattica impiegata sempre da chi, legge legalità e regole, le tratta come rifiuti: una norma è macchinosa, ebbene facciamone carta straccia. è il gioco esplicito e sleale di questo governo e è la naturale inclinazione di chi vive di malaffare e giosce degli insuccessi della legalità.del Sistri conosco tutti i limiti e ciononostante mi dolgo a differenza dei due amici dell’opacità per la sua cancellazione, anche perchè di questi tempi servono anche azioni simboliche e dimostrative
Per i signori anonimi o meno ricordo che il 6 agosto è stato pubblicato proprio qui questo pezzo http://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2011/08/06/disistri-ambientali/
nel quale si dà conto dei problemi legati al sistri. Il fatto che funzionasse male volutamente o meno, non significa che non ci sarebbe bisogno di un sistema di tracciamento e anche quello zoppicante che c’era è stato prontamente eliminato con sospiro di sollievo della criminalità che opera nel settore. Questa è la tesi del pezzo.Prima di dare agli altri dei disinformati bisognerebbe almeno informarsi in maniera precisa. E magari non guasterebbe un po’ di buon senso.
Concordo con Paolo.
Signora Lombroso, un po’ di informazioni in più Le avrebbero permesso di scoprire che il sistema NON funzionava, non ha retto delle semplici prove (vedasi click day) e se fosse stato fatto partire il 1 settembre l’Italia dei rifiuti (quelli in regola) si sarebbe fermata bloccata dal server selex.
Ah dimenticavo, gli ecomafiosi avrebbero viaggiato tranquillamente non avendo certo aderito al sistema!!
Saluti.
Marco
Concordo con Paolo.
Signora Lombroso, un po’ di informazioni in più Le avrebbero permesso di scoprire che il sistema NON funzionava, non ha retto delle semplici prove (vedasi click day) e se fosse stato fatto partire il 1 settembre l’Italia dei rifiuti (quelli in regola) si sarebbe fermata bloccata dal server selex.
Ah dimenticavo, gli ecomafiosi avrebbero viaggiato tranquillamente non avendo certo aderito al sistema!!
Saluti.
Marco
La presente per invitare l’autore di questo articolo sul SISTRI ad informarsi prima su quanto deve scrivere.
Dal suo articolo, non capisco se è solo maleinformato o in malafede.
La verità sul SISTRI si saprà, spero, alla fine dell’indagine della procura di Napoli su P4 e SISTRI.
Gianpaolo