Anna Lombroso per il Simplicissimus

Non è Krafft-Ebing, non è Freud, non è Barthes e francamente non è nemmeno Alberoni. È il presidente dell’Udc Rocco Bottiglione, che per un giornale femminile in edicola domani, anticipato dall’AdnKronos, ragiona intorno all’amore tramite il presidente del Consiglio, che non si capisce bene se ne sia posseduto o respinto, attratto o vittima.
“Silvio ha amato sinceramente la moglie e la rottura e’ stato un trauma profondo che ha cercato di superare nel modo peggiore. Il bunga bunga e’ stato la risposta al dolore. Io l’ho ascoltato parlare di Veronica: non la vedeva come un oggetto sessuale, era la donna della vita, la madre dei suoi figli…”. E aggiunge ai suoi frammenti di discorso amoroso, confermando la diagnosi dell’altro compassionevole sociologo delle passioni, l’onorevole Di Pietro : “Credo che nella vita ci sia posto per un solo grande amore e, se uno lo dimentica e se lo lascia sfuggire, la vita perde luminosita’, diventa opaca, forse triste”.
Si i ricchi sono diversi da noi, che ci sentiamo soli e malinconici nel buio delle nostre squallide e mediocri esistenze per motivi molto meno nobili, mutui, incertezza, precarietà, malattie. Anche noi abbiamo avuto le nostre delusioni, ma certo il tramonto della sinistra non è paragonabile al declino di un matrimonio dinastico.
Il commiserevole rappresentante della cristianità diversamente al governo però non resiste alla tentazione fenomenologica, che diventa pungente ed implacabile nell’interpretazione di quello che noi abbiamo sbrigativamente e grossolanamente definito sessismo e machismo: il povero ricco non ama le donne, diagnostica. “Il premier ha una maledetta paura del mondo femminile. Le barzellette, le piccole volgarita’, gli apprezzamenti da bar dello sport sono solo un modo per sfuggire l’impatto profondo con quell’universo. Ma piu’ uno fa il gradasso, piu’ uno tenta di ridurre la donna ad oggetto sessuale piu’ vuol dire che si sente insicuro, incapace di gestire la situazione”.
Filosofia è l’amore per la sapienza. E il filosofo Bottiglione, a sorpresa, rovescia l’etimologia rivelando la “sapienza dell’amore” : “Io so corteggiare, lui no; e posso dimostrarglielo in qualsiasi momento”.
L’amore ha sempre suscitato l’invidia degli dei. Il bunga bunga invece pare susciti l’invidia dei cretini. O dei frustrati sessuofobi e contemporaneamente sessuomani, come spesso succede.
Bisogna deporli, cancellarli dal nostro panorama civile, prima che in campagna elettorale si mettano a fare le gare su chi ce l’ha più lungo.